Gentile Direttore, la sanità si sta privatizzando? La domanda è molto semplice e diretta, ma come spesso succede non sempre per le domande semplici è disponibile una risposta altrettanto semplice, perché i fattori da considerare possono essere molti, complessi...
Gentile Direttore, la sanità si sta privatizzando? La domanda è molto semplice e diretta, ma come spesso succede non sempre per le domande semplici è disponibile una risposta altrettanto semplice, perché i fattori da considerare possono essere molti, complessi, intricati tra di loro, e alla fin fine dipendono in buona parte dalla lente dell’osservatore e dei suoi “a priori”.
Se considero i pareri delle persone che a vario titolo si sono espresse attraverso il suo giornale e se capisco correttamente le loro argomentazioni credo di non essere in errore dicendo che la maggioranza è di coloro che ritengono che la sanità si stia privatizzando. In questo contesto mi sembra utile la “Relazione al parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali. Esercizi 2023-2024” della Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, deliberata (deliberazione 21/2025) nella adunanza del 4 dicembre 2025.
Con la citata relazione la Corte dei Conti riporta con un certo dettaglio la spesa, suddivisa per alcuni servizi, per i singoli anni dal 2019 al 2024, del totale della sanità e della sua parte pubblica, a valori correnti (senza cioè tenere conto degli eventuali effetti dell’inflazione), e per differenza si può calcolare la parte privata. La tabella 1 presenta dette informazioni per i soli anni 2019 e 2024.
Tabella 1. Spesa sanitaria totale, della Pubblica Amministrazione, e privata, in milioni di euro. Per tipologia di servizio. Anni 2019 e 2024. Fonte: nostra elaborazione su dati della Corte dei Conti (4.12.2025: “Relazione al parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali. Esercizi 2023-2024”).
I valori assoluti di spesa della tabella 1 sono presi tal quali dalle tabelle originali della Relazione della Corte, nella presunzione che essi siano corretti e rappresentino adeguatamente le voci di dettaglio specificate; le percentuali e le relative variazioni invece sono state calcolate da chi scrive. Non è inutile preliminarmente segnalare che mentre la spesa della Pubblica Amministrazione è frutto di un solido e riconosciuto sistema informativo in opera da tempo, forse non altrettanto si può dire delle voci che portano al calcolo del totale della spesa: ma d’altra parte questo è ciò che passa il convento, e non mi risulta che ci siano fonti informative più affidabili di quelle utilizzate dalla Corte dei Conti.
La tabella 2 calcola, per ogni tipologia di servizio in ciascuno degli anni 2019 e 2024, il rapporto percentuale tra la spesa della Pubblica Amministrazione (e non della Pubblica Amministrazione) ed il totale della spesa per lo stesso servizio.
Tabella 2. Spesa sanitaria totale (in milioni di euro), per tipologia di servizio. Anni 2019 e 2024. Per ogni servizio la spesa della Pubblica Amministrazione e non della Pubblica Amministrazione è il rapporto percentuale di ciascuna spesa rispetto al totale dello stesso servizio. Fonte: nostra elaborazione su dati della Corte dei Conti (4.12.2025: “Relazione al parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali. Esercizi 2023-2024”).
Rispetto al totale della spesa sanitaria la spesa non della Pubblica Amministrazione (spesa privata) è risultata pari al 26,8% nel 2019 ed al 25,7% nel 2024 (73,2% e 74,3% rispettivamente nei due anni nel pubblico). Dai dati di dettaglio della Relazione qui non riportati si evince che negli anni pandemici è risultato leggermente superiore (75-76%) il contributo di spesa sostenuto dalla Pubblica Amministrazione. Se questi dati sono una adeguata rappresentazione della realtà l’analisi quantitativa dice innanzitutto che il confronto tra pre (2019) e post (2024) pandemia evidenzia una incidenza complessiva della spesa sanitaria non a carico della Pubblica Amministrazione che in questo quinquennio è rimasta quasi stabile, anzi ha perso circa un punto percentuale.
Lo stesso ragionamento può essere proposto per i singoli servizi analizzati dalla Corte dei Conti. Se guardiamo la spesa dello stato osserviamo che alcuni servizi presentano in termini di spesa una incidenza superiore alla sua incidenza media (assistenza ospedaliera 96%; servizi ausiliari 80%; prevenzione 88%) mentre per altri l’incidenza è inferiore alla media (assistenza ambulatoriale 59%; farmaceutica 58%; governance 42%); il contrario, ovviamente, si verifica per la spesa non della Pubblica Amministrazione, segnale evidente che la distribuzione quantitativa dei diversi servizi, letta attraverso l’indicatore di spesa, risulta differente tra pubblico e privato.
Per trovare altri indizi utili per rispondere alla domanda iniziale si può guardare come si è modificata nel quinquennio l’incidenza della spesa dei singoli servizi (tabella 2). Le variazioni dei valori percentuali delle singole voci sono molto modeste: l’incidenza dell’assistenza ospedaliera è aumentata di un punto nel pubblico (e diminuita corrispondentemente nel privato), l’incidenza dell’assistenza ambulatoriale è diminuita di un punto nel pubblico (e aumentata nel privato), l’incidenza della long term care (LTC) è aumentata di quasi 4 punti nel pubblico, l’incidenza dei servizi ausiliari è aumentata di tre punti nel pubblico, l’incidenza della farmaceutica è aumentata di due punti nel pubblico, l’incidenza della prevenzione è sostanzialmente stabile tra pubblico e privato nel quinquennio, e l’incidenza della governance perde 2,6 punti nel pubblico.
Se si esclude l’incidenza dei servizi ausiliari, che è aumentata di tre punti percentuali nel pubblico e corrisponde probabilmente ad un maggiore acquisto di attività private ausiliarie da parte del pubblico, per tutti gli altri servizi analizzati dalla Corte dei Conti nel quinquennio 2019-2024 la spesa è aumentata di qualche punto nel pubblico o è rimasta sostanzialmente stabile (diminuita di un punto l’assistenza ambulatoriale). Se la mia lettura dei commenti alla relazione della Corte che sono apparsi su diverse fonti informative non è stata distratta, questi risultati non sono stati evidenziati da chi è intervenuto, che ha preferito sottolineare (correttamente, per altro) aspetti che descrivono una sanità in difficoltà (aumento della spesa, minore finanziamento rispetto ad altri paesi, la quantità di spesa privata, l’eterogeneità delle spese regionali, le difficoltà del PNRR, la mobilità tra regioni, …).
Si diceva all’inizio della complessità della risposta alla domanda che si è posta. Sono ben conscio quindi che gli spunti qui proposti non vanno considerati risolutivi e che l’argomento merita di essere ulteriormente approfondito: certo gli indizi che vengono dai dati della Corte sul quinquennio 2019-2024 sono interessanti e rilevanti, e muovono la possibile risposta in una direzione che non conferma il parere espresso dalla maggioranza dei commentatori secondo i quali la sanità si sta privatizzando, almeno per quanto riguarda il quinquennio più recente. E’ vero che sta aumentando in valore assoluto la spesa privata, ma sta aumentando parimenti anche la spesa pubblica: il rapporto tra le due spese è invece costante.
Carlo Zocchetti Ricerche e Studi in Sanità e Salute sas (Gallarate, VA)
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