Con 17 voti a favore e 12 voti contrari (Pd, Avs, Andrea Orlando Presidente e Mov5Stelle) il Consiglio regionale della Liguria ha approvato, ieri, il disegno di legge 113 ”Ratifica del provvedimento di variazione al bilancio di previsione 2026-2028, adottato in via d’urgenza con deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2026, n.131, ai sensi dell’articolo 51 bis del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)”. L’articolo 51 bis del d.lgs. 118/2011 legittima le Regioni ad adottare variazioni di bilancio d’urgenza, tramite deliberazione di Giunta regionale motivata e pone il vincolo della successiva ratifica consiliare entro i sessanta giorni successivi, pena la decadenza.
“La delibera della Giunta n.131, approvata il 23 aprile scorso – spiega una nota di fine seduta del Consiglio regionale – , apporta variazioni al bilancio 2026-2028 della Regione Liguria per rispondere all’esigenza di coprire il disavanzo sanitario rilevato nell’esercizio 2025 e per adeguare il bilancio alle nuove disposizioni normative nazionali e regionali, tra cui la cancellazione delle rate delle anticipazioni di liquidità e la riduzione del ricorso alla finanza pubblica”. In particolare prevede interventi per il ripiano del disavanzo sanitario con specifiche fonti di entrata e spesa: maggiori entrate fiscali (arretrati 2024) (6,1 milioni di euro), applicazione avanzo vincolato (22,6 milioni di euro), variazioni compensative nella spesa (56,2 milioni di euro), fondo integrativo aggiuntivo corrente per la sanità (l.r. 13/2021) (35 milioni di euro) per una copertura complessiva di 119,9 milioni di euro.
La norma, sottolinea la nota, “non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, ma costituisce una conferma di variazioni di bilancio già adottate e già provviste delle relative coperture finanziarie”.
Nel corso della discussione, Federico Romeo (Pd) ha contestato l’uso della procedura d’urgenza, chiedendo quando la Giunta abbia scoperto l’entità del disavanzo e come mai il Consiglio regionale non sia stato coinvolto prima. Romeo ha inoltre rimarcato che tra le risorse destinate a ripianare il disavanzo, c’è il fondo istituito appositamente per sostenere la sanità, che viene interamente inghiottito dal deficit. “Quale margine residuo – ha detto Romeo – rimarrà per le spese future a cui la Regione andrà incontro, se oggi usiamo tutte le risorse e i risparmi per ripianare i conti del 2025? La spesa della sanità e le scelte della Giunta sono fuori controllo.”
Per Katia Piccardo (Pd) si tratta di “una manovra disperata, che si contraddistingue per grande miopia: sotto la scure spariranno i soldi per la formazione, per lo sviluppo rurale e per l’efficienza energetica, per esempio. Si tagliano risorse preziose anche per aiutare i comuni ad accedere ai fondi europei. Siamo maglietta nera in Europa.”
Rocco Invernizzi (Fdi) ha rimarcato come il Governo Meloni abbia alzato le risorse per la spesa sanitaria delle regioni. “Oggi con l’assistenza domiciliare integrata vengono raggiunti molti cittadini. Le case di comunità in Liguria sono state tutte completate con i medici di famiglia, garantendo un servizio capillare. Le liste di attesa sono migliorate ed entro fine mandato saranno azzerate.” Invernizzi ha ricordato che storicamente il disavanzo più alto lo aveva segnato la Giunta Burlando e ha chiesto all’opposizione di fare squadra.
L’assessore al bilancio Claudia Morich ha puntualizzato: “Mi ha stupita, che prima ancora dell’illustrazione nella seduta di Commissione di lunedì, fossero già usciti articoli sui giornali che riportavano la posizione dell’opposizione e gridavano allo scandalo per il disavanzo di 120 milioni.” E ha aggiunto: “Sono un tecnico, ma so cos’è la politica e per me è la responsabilità di operare scelte per il bene e nell’interesse dei cittadini e credo che questo si faccia in primo luogo raccontando la verità”.
“I membri della Commissione ieri non hanno preso atto di quanto ho dichiarato”, ha proseguito, sottolineando che “in data 4 giugno, con il disegno di legge di assestamento di bilancio approvato in Giunta e già trasmesso al Consiglio, i capitoli utilizzati temporaneamente per coprire il fabbisogno ulteriore della sanità sono stati ripristinati. Credo che raccontare ai cittadini che stiamo tagliando voci di bilancio, senza aggiungere che il disegno di legge di assestamento le ha già ripristinate, sia non dire la verità ai cittadini. Dare informazioni fuorvianti non è buona politica. Noi abbiamo il dovere di monitorare la spesa sanitaria e quando occorre intervenire. Dire che 120 milioni sono stati usati per coprire il buco, come se fosse un’entità che inghiotte soldi, mentre avremmo potuto assumere infermieri o acquistare attrezzature è sbagliato. Il “buco” – che io chiamo “fabbisogno ulteriore” – è dato proprio dalla sanità: sono soldi che sono stati spesi per il personale e per le attrezzature, ad esempio. Abbiamo scelto di ripianare il disavanzo e di farlo senza nessuna ulteriore tassa. Oggi la minoranza ha raccontato bugie ai cittadini.”