Medici di assistenza primaria, approvata mozione in Consiglio regionale Lombardia

Medici di assistenza primaria, approvata mozione in Consiglio regionale Lombardia

Medici di assistenza primaria, approvata mozione in Consiglio regionale Lombardia

La mozione di Maggioranza chiede l’omogenizzazione e il sostegno alle attività. Respinta la mozione di Minoranza che, tra le altre cose, puntava su telemedicina e associazionismo. Borghetti (Pd): “Schiaffo della destra a medici, ai pazienti e a Bertolaso, che aveva condiviso proposte”.

Il tema dei medici di medicina generale è stato oggetto di dibattito della seduta del Consiglio regionale della Lombardia di martedì scorso. Due le mozioni abbinate presentate all’assemblea lombarda, una a firma Carlo Borghetti (PD), l’altra di Christian Garavaglia (FdI). L’Aula ha respinto la mozione della minoranza che presentava una serie di aspetti tra i quali l’incentivazione all’associazionismo tra medici di medicina generale e l’implementazione dell’utilizzo di tecnologie come la telemedicina, sfruttando a pieno le risorse del PNRR e ha, invece, approvato a maggioranza la mozione proposta dal Consigliere di Fratelli di Italia e illustrata da Patrizia Baffi (FdI) che chiede l’omogenizzazione e il sostegno alle attività dei medici di assistenza primaria (MAP), ex medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS) operanti nel Sistema Sanitario Regionale.

“Premesso che i medici di assistenza primaria e i pediatri di libera scelta rappresentano la prima linea di interfaccia dei pazienti con il SSR per tutte le esigenze sanitarie non urgenti, costituendo un punto di riferimento in grado di indirizzare i pazienti stessi verso l’eterogeneità dei servizi disponibili in ambito sociosanitario e che Regione Lombardia ha attivato numerose iniziative per affrontare le criticità attuali– le parole della consigliera Patrizia Baffi (FdI) riprese in una nota del Consiglio –, nel testo della mozione chiediamo di proseguire e rafforzare le azioni di Regione Lombardia a supporto dell’attività dei medici e dei pediatri in ambito di Cure Primarie, dando seguito al percorso già avviato con gli Accordi Integrativi Regionali del 2024”.

Il documento inoltre impegna la Giunta a incentivare la costituzione di modelli di aggregazione dei Medici di Assistenza Primaria/Pediatri Libera Scelta, in coerenza con i modelli definiti dalla normativa di riferimento e dagli accordi collettivi nazionali; a proseguire il potenziamento delle sinergie tra la componente delle cure primarie, e le ATS/ASST per armonizzare le Cure Primarie su tutto il territorio regionale e per realizzare una sanità più di prossimità. Si invita inoltre a sollecitare la conclusione del progetto di unificazione e integrazione dei sistemi informatici in uso dei vari operatori del Sistema Sanitario Regionale in una piattaforma unica, in attuazione con quanto delineato nella DGR 5589 del 30/12/25.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso che ha sottolineato che “nel contesto giuridico amministrativo in cui sono inseriti i medici di medicina generale, Regione Lombardia sta già portando avanti le iniziative aggregative e organizzative necessarie per andare incontro alle esigenze dei cittadini lombardi contenute nella mozione presentata dal Partito Democratico”. “Sono delibere già in atto – ha proseguito Bertolaso – che la Giunta si impegna a portare avanti con determinazione”.

Per Carlo Borghetti (Pd), quello della Destra è stato uno “schiaffo ai medici di base, ai pazienti e a Bertolaso con il no a proposte del Pd condivise da tutti, anche dall’assessore”. La maggioranza, dice Borghetti, ha bocciato una mozione condivisa “per votarsi una sua mozione general generica”.

La mozione di minoranza, spiega Borghetti in una nota, “chiedeva innanzitutto di chiarire il rapporto tra Medici di base e Case di comunità e di rivedere il SISS, il Sistema informativo sociosanitario regionale, che si blocca continuamente, impedendo ai medici di lavorare. Ma intendeva aiutare i medici per ottenere concreti vantaggi anche per i pazienti: ampliare gli orari di apertura degli studi per la copertura dei sabati e dei giorni prefestivi, consentire il ritiro anche in farmacia delle ricette per i cronici costretti alla ripetizione delle stesse, riconoscere alle persone fragili e agli over 75 rimasti senza assistenza di base una priorità nella assegnazione del nuovo medico, dotare gli studi di strumenti come ecografi e elettrocardiografi a supporto della visita per migliorare le diagnosi”.

“Mentre in Lombardia – afferma Borghetti – migliaia di cittadini sono privi di un medico di riferimento e il ricorso agli Ambulatori medici temporanei si è rivelato insufficiente e non ha garantito la continuità assistenziale, la maggioranza ha bocciato strumentalmente proposte concrete, peraltro in linea con le previsioni della riforma della sanità territoriale (DM 77/2022) e degli investimenti previsti dal PNRR. Questo nonostante l’assessore Bertolaso abbia chiaramente detto che proprio quelli sono gli interventi necessari a migliorare il lavoro dei medici di base, progetto su cui sta lavorando”.

“Un voto miope – aggiunge Borghetti- dettato solo da logiche di schieramento. Con queste proposte volevamo anche incentivare di più l’aggregazione tra medici e l’assunzione di supporti amministrativi, sviluppare la telemedicina, promuovere un software regionale per i medici di medicina generale, regolamentare meglio le ricette prescritte dagli specialisti, garantire che ogni operatore del servizio sanitario pubblichi la documentazione sul fascicolo sanitario elettronico, utilizzare risorse già stanziate per la diagnostica di base e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e degli accessi impropri ai Pronto Soccorso”

“L’obiettivo – conclude il consigliere dem – è rafforzare la sanità di prossimità e restituire centralità, efficienza e dignità al lavoro dei medici di famiglia per migliorare l’assistenza e la cura dei cittadini lombardi. Difficile capire il no della destra”.

22 Gennaio 2026

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