Morbillo. Nel 2025 Italia al quarto posto per numero casi. Oltre 7.600 contagi nella Ue/See
Nel 2025 nei Paesi Ue/See sono stati segnalati oltre 7.600 casi, soprattutto tra bambini piccoli e soggetti non vaccinati, con otto decessi complessivi. L’Ecdc sollecita azioni urgenti per colmare le lacune immunitarie, rafforzare la sorveglianza e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla vaccinazione.
Sono stati 7.655 i casi di morbillo segnalati nei 30 Stati membri dell’Ue/See dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025. Di questi, 3.072 (40,1%) hanno riguardato bambini di età inferiore ai cinque anni e 2.674 (34,9%) soggetti di età pari o superiore a 15 anni. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati nei neonati di età inferiore a un anno (261,6 casi per milione) e nei bambini di età compresa tra 1 e 4 anni (127,4 casi per milione).
Su 7.210 individui (94,2% di tutti i casi) avevano età e stato vaccinale noti, 5.764 (79,9%) non erano vaccinati, 743 (10,3%) erano stati vaccinati con una dose di vaccino, 571 (7,9%) con due o più dosi e 122 (1,7%) con un numero sconosciuto di dosi. Otto i decessi attribuibili al morbillo: quattro in Francia, tre in Romania e uno nei Paesi Bassi. Per quanto riguarda la rosolia, gli Stati membri hanno segnalato 105 casi e nessun decesso.
L’Italia è il quarto Paese per numero di casi in un anno (529), preceduta dalla Romania (4.198), dalla Francia (877) e dai Paesi Bassi (534 casi).
A tracciare il bilancio su morbillo e rosolia è il report annuale dell’Ecdc, che raccomanda alle autorità sanitarie pubbliche di adottare misure mirate per contrastare il fenomeno, a partire dal recupero delle lacune immunitarie per raggiungere e mantenere un’elevata copertura vaccinale contro il morbillo (>95% con la seconda dose).
“È fondamentale garantire che la prima e la seconda dose di vaccino vengano somministrate puntualmente, in conformità con i calendari nazionali, tra i bambini”, sottolinea l’Ecdc. “È inoltre importante identificare e vaccinare i soggetti idonei, come adolescenti e giovani adulti non immuni, attraverso programmi di recupero vaccinale, come raccomandato dalle autorità locali e nazionali”.
Secondo l’Ecdc, è necessario anche impegnarsi per una sorveglianza di alta qualità e per un’adeguata capacità di sanità pubblica, in particolare per la diagnosi precoce, la risposta e il controllo delle epidemie. Viene inoltre raccomandato di aumentare la consapevolezza clinica degli operatori sanitari, ricordando l’importanza di verificare lo stato vaccinale dei singoli individui, soprattutto prima di un viaggio.
Gli operatori sanitari devono inoltre essere completamente vaccinati. Occorre poi promuovere l’accettazione e l’adesione al vaccino attraverso strategie specifiche di comunicazione del rischio, individuando i fattori che determinano un’adesione non ottimale al vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (Mpr), così da implementare interventi personalizzati.
Infine, l’Ecdc richiama la necessità di affrontare le barriere e coinvolgere le popolazioni scarsamente servite dai servizi sanitari. “Le barriere sistemiche che incidono sulla copertura vaccinale nelle popolazioni scarsamente servite, che possono essere isolate e difficili da raggiungere, devono essere monitorate e affrontate con strategie mirate, al fine di ridurre le disuguaglianze nella copertura vaccinale”.
Morbillo
A dicembre 2025, 28 paesi hanno segnalato dati sul morbillo. Undici paesi hanno segnalato un totale di 97 casi e 17 paesi hanno segnalato zero casi. Nel complesso, il numero di casi è diminuito rispetto al mese precedente, tuttavia questo dato potrebbe essere soggetto a variazioni in caso di un futuro aggiornamento retrospettivo. I conteggi più elevati di casi sono stati segnalati da Polonia (27), Italia (25), Romania (12), Francia (10) e Spagna (6).
Dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, 30 Stati membri hanno segnalato un totale di 7.655 casi di morbillo, di cui 5.762 (75,3%) confermati in laboratori. Durante questo periodo, tre paesi (Malta, Islanda e Liechtenstein) non hanno segnalato alcun caso. Il numero più elevato di casi è stato segnalato da Romania (4.198), Francia (877), Paesi Bassi (534), Italia (529) e Spagna (426), che rappresentano rispettivamente il 54,8%, l’11,5%, il 7,0%, il 6,9% e il 5,6% di tutti i casi. Tassi di notifica superiori alla media Ue/See di 16,8 casi per milione di abitanti sono stati segnalati da Romania (220,2%), Belgio (33,3%), Paesi Bassi (29,8%) e Cipro (23,8%)
Rosolia
Nel complesso, il numero di casi di Rosolia a dicembre 2025 è aumentato rispetto al mese precedente, tuttavia, sottolinea l’Ecdc, questo dato potrebbe essere soggetto a variazioni in caso di futuri aggiornamenti retrospettivi. In totale, due Paesi (Francia e Polonia) hanno segnalato otto casi, mentre 26 Paesi non hanno segnalato alcun caso.
Dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, i 30 Stati membri hanno segnalato un totale di 105 casi di rosolia, 15 dei quali (1,0%) confermati in laboratorio. Durante questo arco temporale mesi, 21 paesi (Croazia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Irlanda, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) non hanno segnalato alcun caso. Il numero più elevato di casi è stato segnalato da Polonia (85), Germania (otto) e Svezia (quattro), che rappresentano rispettivamente l’81,0%, il 7,6% e il 3,8% di tutti i casi. Tassi di notifica superiori alla media UE/SEE di 0,2 casi per milione di abitanti sono stati segnalati da Polonia (2,3) e Svezia (0,4).
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