Niente di nuovo sul Fronte Occidentale

Niente di nuovo sul Fronte Occidentale

Niente di nuovo sul Fronte Occidentale

Gentile Direttore, da tempo non intervengo al dibattito epistolare di codesta prestigiosa testata perché ritengo che, malgrado ogni cosa sia stata detta e ri-detta, denunciata e ri-denunciata, all’orizzonte dei cambiamenti risulta da segnalare la solita apparente calma piatta...

Gentile Direttore,
da tempo non intervengo al dibattito epistolare di codesta prestigiosa testata perché ritengo che, malgrado ogni cosa sia stata detta e ri-detta, denunciata e ri-denunciata, all’orizzonte dei cambiamenti risulta da segnalare la solita apparente calma piatta, come se non ci sia più alcuna tensione a mantenere alto il tenore del dibattito, del contraddittorio, come se ormai ci siamo tutti un po’ arenati sulla considerazione che gli eventi prenderanno una piega sempre diversa da quella che avremmo auspicato, promosso o favorito.

È proprio così: in questi giorni gli articoli che più hanno catalizzato la mia attenzione sono stati quelli – iconicamente ricorsivi – del Gruppo C. Actus TSLB, che tratta della riforma della dirigenza delle professioni sanitarie [1], e quello degli amici dott. ri Alemanno e Sciacca, che tratta del “lato oscuro” dello stesso tema: l’accesso a detta dirigenza [2].

Quindi, acqua stagnante ripestata nel medesimo mortaio.

A parte la consolazione che certe cose non sono capitate unicamente al sottoscritto, che pure si è esposto nel denunciarle in questa ed altre sedi, arrivando anche ad additare il Presidente dell’Anac (2016) Raffaele Cantone, che suggeriva, nel merito della trasparenza e meritocrazia, che era necessario che la burocrazia dovesse “consentire l’esercizio della discrezionalità, senza che diventi arbitrio” [3] … un fatto talmente connaturato allo spirito Italico da costituire da sempre l’ennesimo segreto di Pulcinella … vorrei dire due cose nel merito.

La prima, in riferimento alla essenza della dirigenza delle professioni sanitarie, che in realtà, dalla emanazione della l. 43/2006 è rimasta – a parte i commenti non poco espliciti di alcune falangi mediche che la ritenevano e continuano a ritenerla una escamotage per mettere “qualcun altro a comandare” – un po’ una sconosciuta nel panorama della legislazione sanitaria; ebbene, da ormai 20 anni dovremmo poter rispondere alla domanda: Chi è e (soprattutto) cosa fa – aggiungerei sia nel pubblico che nel privato – il dirigente delle professioni sanitarie …

  1. Il dirigente delle professioni sanitarie è la figura preposta alla clinical governance delle equipe di lavoro di professionisti non medici affidategli;
  2. (quello bravo) riesce ad esercitare tale governo sulla base della propria (certificata) approfondita conoscenza ed esperienza sulle problematicità che gravitano sulle medesime equipe di lavoro;
  3. (quello molto bravo) riesce a prevenire detti problemi e ad organizzare al meglio tutto il lavoro ed il clima organizzativo, nel rispetto di ogni normativa vigente.

A questo punto vorrei esprimere la seconda – io che ho sempre additato le istituzioni e le regolamentazioni palesemente fallaci (vedi i miei molteplici interventi sulle leggi della radioprotezione post 2000) – che è un sostanziale “mea culpa” professionale, discendente da una analisi più recente, posta da un differente punto di vista.

Ho più volte accusato la dirigenza FNCTSRM (pre legge 119/2017) per il mancato intervento dopo la emanazione del d. lgs. 187/2000, ove sarebbe bastato invocare la sua incostituzionalità; pure tutt’oggi sono davvero pochi (quasi nessuno) i colleghi delle nuove leve – al pari delle vecchie – che conoscono questa criticità, che resta, dopo oltre 25 anni quasi completamente sommersa.

Infatti, l’articolo del Gruppo C. Actus TSLB fa a più riprese riferimento ad una «autonomia» ritenuta diffusa ed uniforme, che però resta del tutto estranea all’universo dei TSRM, che da sempre navigano nella ambiguità di una responsabilità falsamente riflessa, ove i principi di giustificazione ed ottimizzazione conferiscono l’ultima parola su ogni singola procedura diagnostica sempre e soltanto al medico radiologo.

Complici di tale risultato sono una diffusa indifferenza (mista a mera ignoranza) – dalla base al vertice – sulle specifiche professionali che potrebbero fare davvero la differenza in questa intricata questione.

Anzitutto non esistono standardizzazioni delle prestazioni: praticamente queste sono decise localmente dai medici di turno – non soltanto radiologi – in base ad un loro mai meglio chiarito “gradimento” od “opportunità”: in buona sostanza gli esami sono eseguiti come piace al medico di turno, in barba anche a detta legge sulla radioprotezione;

in secondo luogo, perseguendo l’attuale “mantra” della sicurezza e qualità viste come intralcio alla produttività, non sono tenuti in alcuna considerazione le tempistiche dei carichi di lavoro, che pure dopo quasi 20 anni (2002 – 2021) sono state indicizzate nell’ultimo documento della FNOTSRMPSTRP [4]: in buona sostanza si privilegia una rapidità di servizio; non importa se poi possono capitare casi come quello odierno – che per alcuni resta un mero evento sentinella e basta – del trapianto di cuore danneggiato al bambino di due anni e mezzo …

Con queste premesse (cui potrei aggiungerne altre) non soltanto non può sussistere alcuna ipotesi di autonomia professionale e si persegue la più storica ancillarietà, ma si mina alla base ogni presupposto per una dirigenza delle professioni, attualmente – giusto caso – popolata ed interpretata da “yesman” e “yeswoman” allevati nei privati “vivai” di ogni azienda ospedaliera, che promuove, in linea con il parere di Raffaele Cantone, in sede concorsuale esclusivamente i propri “pulcini”.

Ecco svelati i principali perché alla base delle lagnanze del Gruppo C. Actus TSLB e dei colleghi Alemanno e Sciacca, che si allineano, dopo diverso tempo, a quelle del loro collega, che a suo tempo ne aveva denunciato altre.

Verrebbe da parafrasare il titolo del recente film remake (2022) sul fronte occidentale nel corso della Prima guerra mondiale.

Dott. Calogero Spada
TSRM – Dottore Magistrale
Libero professionista

[1] https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/il-coraggio-di-riconoscere-il-dirigente-delle-professioni-sanitarie-perche-serve-una-nuova-governance/
[2] https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/concorsi-proposta-di-standardizzazione-algoritmica-contro-le-disparita/
[3] https://www.sanitainformazione.it/dirigente-delle-professioni-sanitarie-professione-inarrivabile-perche/
[4] https://tsrm-pstrp.frosinone.it/public/upload/TSRM/Documenti/Documento_Dai_carichi_di_lavoro_alla_valutazione_della_performance_FNO_TSRM_PSTRP_2021.pdf

Calogero Spada

23 Febbraio 2026

© Riproduzione riservata

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