Concorsi, proposta di standardizzazione algoritmica contro le disparità

Concorsi, proposta di standardizzazione algoritmica contro le disparità

Concorsi, proposta di standardizzazione algoritmica contro le disparità

Gentile Direttore, segnaliamo una criticità che molti professionisti riscontrano nei concorsi per la dirigenza sanitaria, vale a dire l’eccessiva disomogeneità nella valutazione dei titoli....

Gentile Direttore,
segnaliamo una criticità che molti professionisti riscontrano nei concorsi per la dirigenza sanitaria, vale a dire l’eccessiva disomogeneità nella valutazione dei titoli. In due selezioni svolte nel medesimo contesto territoriale, lo stesso Executive Master ha ricevuto esiti opposti, con attribuzione del punteggio massimo in una procedura e ritenuto non valutabile nell’altra.

Questa disparità non penalizza solo il singolo candidato, ma incrina la credibilità delle procedure e apre la strada a valutazioni non coerenti con i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione richiamati dall’articolo 97 della Costituzione. La discrezionalità delle commissioni è legittima, ma deve restare ancorata a criteri ragionevoli e motivazioni verificabili. Se lo stesso titolo, rilasciato da enti accreditati e con contenuti invariati, viene valutato in modo opposto, si mette in discussione l’uguaglianza di trattamento e il legittimo affidamento di chi partecipa a un concorso.

Per rendere la valutazione dei titoli più uniforme e ridurre contenziosi e discrezionalità incoerenti, è tempo di affiancare alle commissioni un supporto digitale nella fase istruttoria. In concreto, si potrebbe costruire una tassonomia nazionale dei percorsi formativi che attribuisca un inquadramento chiaro ai titoli sulla base di parametri verificabili, come crediti o ore di didattica, contenuti e coerenza con il profilo messo a bando.

Su questa base, uno strumento di Intelligenza Artificiale potrebbe effettuare lo screening iniziale dei curricula e produrre una proposta di punteggio tracciabile e replicabile, lasciando agli organi valutatori la decisione finale. La commissione resterebbe pienamente sovrana su colloquio e competenze trasversali, ma dovrebbe motivare eventuali scostamenti dalla proposta istruttoria.

In assenza di una riforma tecnologica e procedurale del sistema di reclutamento, il merito dei professionisti sanitari rimarrà purtroppo ostaggio di una variabilità interpretativa non più compatibile con le esigenze di un moderno Stato di diritto.

Francesco Sciacca
Tecnico di radiologia

Antonio Alemanno
Tecnico di radiologia

17 Febbraio 2026

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