Odontoiatri. Andi: “Sui Comitati Valutazione Sinistri ampi margini interpretativi”. Chiesto chiarimento al Ministero

Odontoiatri. Andi: “Sui Comitati Valutazione Sinistri ampi margini interpretativi”. Chiesto chiarimento al Ministero

Odontoiatri. Andi: “Sui Comitati Valutazione Sinistri ampi margini interpretativi”. Chiesto chiarimento al Ministero

L’Associazione ritiene che per studi monoprofessionali, studi associati e STP mono-specialistiche possa non sussistere l’obbligo previsto dal Decreto 232/2023. Ma sul tema emergono interpretazioni contrastanti. Inviato con Aio un interpello al Ministero della Salute per ottenere un pronunciamento ufficiale.

Non c’è ancora una lettura univoca sull’obbligo di nomina del Comitato Valutazione Sinistri (CVS) per gli studi odontoiatrici.

A sottolinearlo è Andi, che in una nota richiama i “ampi margini interpretativi” del Decreto interministeriale n. 232/2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° marzo 2024 ed entrato in vigore il 16 marzo scorso.

Secondo l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, l’adempimento potrebbe non riguardare alcune specifiche forme giuridiche dell’attività professionale, in particolare gli studi monoprofessionali, gli studi associati e le Società tra Professionisti (STP) mono-specialistiche.

Per Andi, nfatti, l’obbligo del CVS in questi casi risulterebbe “sproporzionato”, considerando che il professionista è già coperto da assicurazione e risponde comunque personalmente e con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte nei confronti del paziente.

La questione, tuttavia, resta aperta. Negli ultimi giorni, evidenzia l’Associazione, sulla stampa specializzata sono comparsi diversi pareri di segno opposto, spesso tra loro contraddittori, alimentando dubbi interpretativi tra i professionisti chiamati ad applicare la normativa.

Proprio per chiarire definitivamente il perimetro dell’obbligo, Andi e Aio hanno deciso di presentare congiuntamente un interpello interpretativo al Ministero della Salute, chiedendo indicazioni ufficiali e “dirimenti” sulla corretta applicazione della norma. (Vedi QUI). 

In attesa del riscontro ministeriale, le organizzazioni professionali invitano dunque alla prudenza, sottolineando come il tema sia ancora oggetto di interpretazione e non vi sia, allo stato attuale, un orientamento definitivo condiviso.

27 Maggio 2026

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