Salute riproduttiva femminile, screening del tumore del polmone e riorganizzazione dei controlli in materia di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.
Sono tre dei provvedimenti approvati oggi dalla Conferenza Stato-Regioni. Sul fronte della prevenzione, arrivano il via libera ai 3 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinati alla campagna nazionale sulla salute riproduttiva femminile e l’intesa sulle risorse per la Rete italiana screening polmonare (Risp), pari a 1,2 milioni nel triennio 2025-2027. Sancito inoltre l’Accordo sulle nuove Linee guida per il funzionamento delle autorità sanitarie competenti in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria.
Salute riproduttiva. Via libera a 3 milioni per la campagna su prevenzione e riserva ovarica
Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni allo stanziamento di 3 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato alla campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla salute riproduttiva femminile lanciata nei giorni scorsi dal Ministero della Salute. L’iniziativa punta a promuovere la prevenzione, diffondere informazioni corrette sulla salute riproduttiva e far conoscere il significato della riserva ovarica e le finalità dei relativi test.
Le risorse previste ammontano a 1,5 milioni di euro l’anno: complessivamente un milione finanzierà le attività territoriali coordinate dalla Regione capofila, mentre 2 milioni saranno destinati alla collaborazione con la Rai per la diffusione della campagna a livello nazionale.
La campagna sarà rivolta all’intera popolazione femminile residente in Italia, con particolare attenzione alle fasce più giovani, per favorire una maggiore consapevolezza sulla salute riproduttiva e sui comportamenti e gli stili di vita che possono contribuire alla tutela della fertilità. Tra i destinatari indiretti figurano studenti, famiglie, comunità educative e scolastiche e operatori sanitari e sociosanitari.
I contenuti saranno definiti attraverso un Comitato scientifico paritetico e un Comitato di redazione, entrambi composti da sei membri, mentre la diffusione avverrà attraverso le iniziative territoriali e la collaborazione con la Rai, anche con la partecipazione di esperti scientifici e istituzionali a programmi televisivi e radiofonici
Intesa raggiunta sullo schema di decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Mef, che definisce criteri e modalità di riparto delle risorse destinate alla Rete italiana screening polmonare (Risp), aggiorna l’elenco dei centri che ne fanno parte e conferma l’Int-Irccs quale coordinatore della rete.
Il provvedimento punta a garantire la prosecuzione dei programmi di prevenzione e monitoraggio del tumore del polmone, assicurando il più ampio livello di copertura sul territorio nazionale. Le risorse, previste dalla legge di Bilancio 2025, ammontano complessivamente a 1,2 milioni di euro nel triennio 2025-2027: 200mila euro per il 2025, 400mila per il 2026 e 600mila per il 2027.
I 200mila euro relativi al 2025 restano nella disponibilità dell’Int-Irccs per attività di miglioramento e verifica della qualità e completezza dei dati raccolti, mentre il milione di euro previsto per il biennio 2026-2027 viene ripartito tra Regioni e Province autonome e destinato ai centri della Risp per la prosecuzione delle attività di prevenzione e monitoraggio.
Il provvedimento fissa una serie di scadenze per il monitoraggio delle attività. Entro il 30 novembre 2026 l’Int-Irccs dovrà trasmettere al Ministero della Salute una relazione illustrativa sul primo periodo di attività del programma di prevenzione e monitoraggio del tumore del polmone; entro il 31 ottobre 2027 dovrà presentare la relazione relativa al secondo periodo di attività, valutando lo stato di avanzamento del programma, mentre entro il 30 novembre 2028 dovrà trasmettere la relazione finale sulle attività realizzate
La Conferenza Stato-Regioni ha poi sancito l’Accordo sulle nuove Linee guida per il funzionamento e il miglioramento delle attività delle autorità sanitarie competenti in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria. Il documento aggiorna l’Accordo del 2013 alla luce del Regolamento Ue 2017/625 e punta ad armonizzare organizzazione, controlli e sistemi di verifica su tutto il territorio nazionale.
Le Regioni e le Province autonome dovranno recepire le Linee guida con propri provvedimenti, mentre Ministero, Regioni, Province autonome e Asl dovranno adottarne le indicazioni e verificare periodicamente la propria adeguatezza. Il recepimento costituisce un adempimento ai fini della verifica da parte del Comitato Lea.
Particolare attenzione è riservata all’organizzazione regionale: Regioni e Province autonome dovranno assicurare una catena di comando organica, con articolazioni dirigenziali esclusivamente dedicate e personale adeguatamente formato ed esperto. Al primo aggiornamento utile dovrà essere adeguato anche il Piano triennale dei fabbisogni di personale, individuando numero e profili professionali necessari.
Le Linee guida fissano inoltre criteri comuni per controlli ufficiali, formazione del personale, audit e valutazione dell’efficacia del sistema, oltre a criteri organizzativi e indirizzi per la valutazione del fabbisogno di personale delle Autorità competenti regionali.
L’attuazione dell’Accordo dovrà avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, utilizzando le risorse già disponibili.