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Dl sviluppo. Fazio: “Sto facendo battaglia per introdurre fondi per l’edilizia sanitaria”

Durante 'Agorà' su RaiTre il ministro della Salute annuncia la sua battaglia per stanziare risorse per la costruzione di nuovi ospedali. Alla domanda sull’imminente voto di fiducia, Fazio risponde sereno: “Sono un ministro tecnico”. Marino (Pd): ”La sanità è sotto finanziata”

14 OTT - In Italia servono nuovi ospedali, e questa non è una novità. La novità è che il ministro della Salute ha annunciato stamani nella trasmissione Agorà di stare conducendo una battaglia per nuovi fondi da destinare all’edilizia sanitaria. “Sto facendo battaglia per l’art. 20 nel prossimo decreto sviluppo per introdurre fondi per costruire nuovi ospedali”. E poi sul caso Tbc al Gemelli sottolinea che "non c'è stata nessuna epidemia. L'unica epidemia è stata quella mediatica". 
Oltre al  ministro della Salute, hanno partecipato alla trasmissione anche il senatore e medico del Pd Ignazio Marino, il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo e il vice segretario Antonio Gaudioso Cittadinanzattiva tutti a discutere di sanità.
Primo tema i tagli, che in molte regioni con Piano di rientro stanno causando la chiusura dei piccoli ospedali. Per il ministro è necessario chiudere quelli che erogano le cure per acuti. “Gli ospedali piccoli per acuti non possono avere tutta una serie di strutture complesse perché costano troppo e quindi non riescono a garantire quei servizi ai cittadini. Devono perciò diventare dei presidi territoriali”. “Stiamo riformando l’emergenza urgenza”, ha detto specificando come in ogni caso ci sia un problema di sottofinanziamento. “Siamo leggermente sotto la media Ocse – ha specificato Fazio -. Di risparmi se ne possono ancora fare ma sarebbe meglio certo investire”. E poi sui ticket: “Stiamo studiando manovra per rimodularli anche perché io non li condivido”.  Fazio, poi, in risposta a Marino che l’accusava di non aver fatto nulla per impedire la reintroduzione del balzello ha specificato come sulla norma del ticket “è stato fatto un emendamento che non è passato da Consiglio dei ministri”.

Sui piccoli ospedali è netto anche Marino: “Gli ospedali piccoli che non hanno un rianimatore di guardia vanno chiusi. Bisogna potenziare il servizio di elisoccorso e spingere sul territorio”. Il senatore del Pd ha incalzato poi il Governo sui tagli al comparto: “La sanità è sotto finanziata e invece dei ticket si dovrebbero tassare le sigarette, basterebbero 50 cent in più. Per non parlare poi delle spese sugli armamenti che drenano risorse”.
Anche per il segretario Fimmg Milillo “la sanità è sotto finanziata, ma se rimane di così alto livello il merito è di chi vi lavora e questo va riconosciuto”. Il problema sono sempre le risorse: “Gli ospedali non vanno chiusi ma vanno convertiti. Ma non ci sono  risorse per l’assistenza territoriale”. Sulle prospettive della medicina generale Milillo ha  poi sostenuto come ci sia “bisogno di  un progresso e ringrazio il Ministro perché sta lavorando ad una grossa riforma. Certo che poi il tutto dovrà essere organizzato dalle Regioni”. Regioni che per il segretario del primo sindacato della Mg “hanno la responsabilità di non aver fatto investimenti”. In ogni caso, ha specificato Il sindacalista “non si può imputare tutto alla politica e a chi governa. Le persone dovrebbero rivendicare di più i loro diritti perché quando lo fanno ottengono e perché non si può pretendere che il ministro o presidente di regione possano occuparsi di tutto quanto”.
Non la pensa proprio così il vice segretario di Cittadinanzattiva per cui “c’è un problema di legittimità politica. Non c’è coraggio nelle scelte e quindi, mediamente, si dice che si chiude un ospedale per ristrutturarlo, salvo poi non farne sapere più nulla. La politica deve essere trasparente. C’è poi un problema di gestione burocratica del federalismo che sta creando cittadini  di serie a e b. Per questo servono standard di qualità misurabili”.
Su un tema, il Policlinico Umberto I di Roma, tutti d’accordo: andrebbe raso al suolo, fatte salve le strutture di valore storico e ricostruito, magari da un’altra parte. 
 
Luciano Fassari

14 ottobre 2011
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