Libia. Morti 5 medici in bombardamento ospedale. Fnomceo a Conte e alla UE: “Tutelare operatori sanitari impegnati in guerra”

Libia. Morti 5 medici in bombardamento ospedale. Fnomceo a Conte e alla UE: “Tutelare operatori sanitari impegnati in guerra”

Libia. Morti 5 medici in bombardamento ospedale. Fnomceo a Conte e alla UE: “Tutelare operatori sanitari impegnati in guerra”
Sono 5 i medici rimasti uccisi e 8 i feriti dell'equipe medica nel bombardamento dell'ospedale da campo di Al Zaouia, sulla strada dell'aeroporto di Tripoli, preso di mira dalle forze del generale Haftar. Anelli (Fnomceo) scrive al premier: “Simili orrori non abbiano a ripetersi: tutelare gli operatori sanitari impegnati in teatri di guerra. 

Un appello, a nome di tutti i medici italiani, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, affinché richiami l’attenzione del nostro Governo e della Unione Europea sui fatti accaduti in Libia, tutelando gli operatori sanitari impegnati in teatri di guerra e ponendo così ‘le basi per evitare che orrori simili abbiano a ripetersi’,: a rivolgerlo, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, all’indomani dell’attacco aereo all’ospedale da campo di Al Zaouia, a Tripoli, nel quale sono stati uccisi cinque medici e feriti altri otto. Anche l’ospedale da campo italiano di Misurata, adibito alla cura dei civili, era stato alcune ore prima preso di mira, fortunatamente senza vittime.
 
Sono, secondo il presidente dell’Associazione medici stranieri in Italia (Amsi) Foad Aodi, componente del Gdl Salute Globale di Fnomceo, 1200 i morti dall’inizio del conflitto, tra cui 40 professionisti della sanità; 6000 i feriti.
 
“L’ennesimo episodio di barbara violenza che ha visto trucidati in un raid ieri in Libia cinque medici, impegnati in attività di soccorso a una tra le popolazioni più martoriate della Terra induce profonde quanto indignate riflessioni sul prezzo, troppo alto, che una Professione quale quella medica si trova quotidianamente a pagare nel più raggelante silenzio e nella quasi totale indifferenza dei più – scrive Anelli, rivolgendosi a Conte -.  Sembra non essere più neanche un fatto di cronaca questo impegno professionale e umanitario che al contrario dovrebbe essere riconosciuto come esempio tra i più alti di dedizione al prossimo ancor di più se svolto in teatri di guerra dove sembra non soccorrere più neanche l’umana pietà”.
 
“Come Presidente della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), sono a sollecitare la Sua attenzione, Onorevole Presidente, per un’azione di tutela di questi nostri professionisti medici che, per puro spirito di servizio e di sacrificio, mettono le rispettive competenze e la loro stessa vita a disposizione dei più deboli, dei più fragili, dei soggetti più esposti – continua -. La domanda che ci si pone è quanto la Unione Europea e i singoli Governi stiano in questo momento ponendo in atto per tutelare gli operatori sanitari, i medici e le altre professioni sanitarie, impegnati in teatri di guerra”.

29 Luglio 2019

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