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Emilia Romagna. Riforma farmacie. Ordini e associazioni chiedono modifiche su turni, orari e insegne

Durante le audizioni di oggi in commissione Salute in merito alla proposta di riorganizzazione del settore, Federfarma e Assofarm hanno chiesto anche un “maggior coinvolgimento dei sindacati”. Paruolo (PD): “In corso riflessione su turni notturni e orari”. E la Lega ha annunciato che presenterà 19 emendamenti

08 FEB - Prosegue l’iter del progetto di legge d’iniziativa della Giunta ‘Norme regionali in materia di organizzazione degli esercizi farmaceutici’. Nell’udienza conoscitiva convocata nel pomeriggio di oggi dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, sono state sentite le associazioni e le organizzazione portatrici di interessi.
 
Il relatore di maggioranza, Giuseppe Paruolo (Pd), relativamente alla nuova disciplina, ha ribadito che “in coerenza all’attribuzione da parte del legislatore nazionale della funzione di individuazione delle sedi di nuova istituzione, il legislatore regionale ha disegnato un sistema che prevede in capo ai Comuni l’esercizio di tutte le competenze strettamente connesse alla pianificazione sul territorio delle sedi farmaceutiche, riservando alla Regione le funzioni di impulso e controllo, volte a garantire l’approvazione biennale delle piante organiche e i conseguenti concorsi per le assegnazioni”. Ricordando poi che è in atto, da parte della commissione, una riflessione “sugli orari, sui turni notturni, in particolare relativamente alla reperibilità, e sulle conseguenti forme di controllo”.

 
Il relatore di minoranza, Gabriele Delmonte (Ln), ha annunciato che “la Lega nord presenterà 19 emendamenti al progetto di legge, per sopperire ai vuoti presenti nella normativa nazionale”. In particolare, nelle proposte di modifica si chiede “di trasferire ai Comuni le competenze delle Unioni di Comuni, di prevedere una classificazione delle farmacie e di equiparare, relativamente all’apertura delle nuove sedi, i tempi del privato a quelli del pubblico (180 giorni)”. E ancora, “di uniformare i flussi di presenza nelle località turistiche, di garantire la titolarità ai Comuni sulle farmacie aggiuntive, di coinvolgere l’Ordine provinciale dei farmacisti nella stesura dei turni e sui decentramenti, di istituire un sito web con indicato l’elenco delle farmacie di turno e di quelle chiuse, di creare un modello unico sui controlli e, infine, di uniformare l’insegna con la croce verde”.
 
Il responsabile benessere e sanità della Cna Emilia-Romagna, Daniele Dondarini, si è dichiarato “totalmente contrario alla formulazione delle legge sull’erogazione congiunta nelle farmacie dei servizi sanitari e non sanitari”, un connubio che “non è consentito, per legge, a nessun altro operatore economico”. Gli ambienti, ha concluso, “devono essere a esclusiva attività sanitaria, le prestazioni di estetica sono illegittime”.
 
Domenico Dal Re, presidente di Federfarma Emilia-Romagna, sul tema affrontato dall’esponente della Cna ha voluto ricordare ai presenti che “la farmacia non è un operatore economico, ma una concessione dello Stato per dispensare farmaci e servizi al territorio per conto del servizio pubblico”. Il rappresentante di Federfarma ha poi chiesto “un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria”, oltre a sollecitare “l’utilizzo della reperibilità anche nei Comuni con più di cinque farmacie”. Infine, ha proposto di “programmare verifiche sulle farmacie a concorso, prima di prevedere revisioni delle piante organiche, tenuto conto che in Emilia-Romagna ne apriranno più di 200”.
 
Sempre per Federfarma Emilia-Romagna, il rappresentante della farmacie rurali, Alessandro Magnani, ha parlato della crisi del sistema, “con un evidente calo del fatturato, in particolare per le farmacie rurali”. Nel bolognese, ha rimarcato, “sono tre le richieste di concordato”. Sul tema ha chiesto di “rivedere le indennità di residenza (nelle Marche 10 volte superiore), favorendo, in questo modo, la permanenza di farmacie nelle zone più disagiate ed economicamente non sostenibili”. Infine, ha ribadito la necessita, per tutte le farmacie, “di dotarsi, per legge, dell’insegna con la croce verde, evitando, in questo modo, per gli esercenti la tassa sulla pubblicità”.
 
Il presidente delegato regionale della consulta dell'Ordine dei farmacisti, Giulio Mignani, ha parlato di “progetto di legge ben fatto”, ribadendo “l’importanza di riconoscere il ruolo degli ordini professionali”. Ha poi sollevato un appunto sui vincoli collegati alle ferie: “Sbagliato il limite della settimana”. Infine, ha rilevato che “le farmacie territoriali hanno visto in questi anni un impoverimento, per la pertinenza ospedaliera di molti farmaci e per la poca innovazione”, ricordando che “i servizi non sanitari arricchiscono la professionalità dei farmacisti”. “Le farmacie- ha concluso- sono una risorsa e non un costo”.
 
Il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Parma, Andrea Melegari, pur condividendo l’impianto della legge, ha parlato di alcune criticità: “Manca una visione politica sulla nostra professione, la farmacia rappresenta un presidio fondamentale all’interno del sistema sanitario regionale, in particolare nelle zone disagiate e periferiche”. Ha poi proposto “forme di assistenza domiciliare integrata, da parte dei farmacisti, a fianco del medico di base, per la corretta assunzione del farmaco e per risparmiare sulla spesa sanitaria”. Infine, ha chiesto “un maggiore coinvolgimento dell’Ordine sugli aspetti deontologici e professionali”.
 
 Il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Modena, Maria Angela Vandelli, ha chiesto, relativamente alla revisione della pianta organica delle farmacie, “di interpellare Ausl e Ordine dei farmacisti”. E, sulla consegna a domicilio dei farmaci, ha richiesto informazioni sui modi.
 
Infine, il presidente di Assofarm, Ernesto Toschi, rappresentante degli amministratori delle farmacie comunali, ha rilevato che “nella legge non si accenna alle associazioni, sono citati solo gli Ordini”. “Non vanno equiparati- ha poi sottolineato- i tempi di apertura delle farmacie private e comunali, per le comunali ci sono più incombenze burocratiche”. Si è detto concorde con gli altri relatori sul tema insegne e reperibilità. Infine, ha parlato di “criticità del settore, notevolmente in crisi: con la farmacie in difficoltà si impoverisce il territorio”.
Per le conclusioni, Paruolo ha ricordato che “le farmacie rappresentano un presidio importante per il territorio”, ribadendo, come ha fatto ancheDelmonte, che “verranno approfonditi in commissione gli argomenti trattati”

08 febbraio 2016
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