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Emilia Romagna. L’Assessorato risponde alla Fimmg: “Nostri interventi si fondano su efficienza e innovazione” 

L'assessorato alle Politiche per la Salute replica allo stato di agitazione promosso dai medici di famiglia. L'introduzione del software unico "risponde alla legge di stabilità 2016 che richiede la riduzione del 50% dei costi per la tecnologia informatica, ma risponde prima di tutto ad esigenze di innovazione e di efficienza". E le Case della Salute "rappresentano per tutti i medici convenzionati un’importante opportunità di sviluppo professionale". 

30 GIU - Lo stato di agitazione dichiarato dalla FIMMG Emilia-Romagna vuole contrastare due scelte della Regione Emilia-Romagna: l’introduzione di un software unico per la gestione della cartella clinica degli assistiti, la proposta di assetto organizzativo delle Case della Salute. Dato che si tratta di scelte che mirano all’innovazione e all’efficienza dell’assistenza primaria in questa regione, scelte fondamentali per la qualità del nostro sistema sanitario, vogliamo metterne in chiaro il significato.

1. Anzitutto il tema software unico. In Emilia-Romagna, tutti i Medici di medicina generale sono collegati alla rete SOLE, fornendo un servizio migliore ai pazienti e ricevendo compensi aggiuntivi “per assistito” e l’intera dotazione hardware e software nonché i costi di collegamento telematico. Ciò vale all’incirca 25 milioni di euro, ulteriori rispetto agli accordi nazionali, che la Regione intende come investimento per la qualità del rapporto fra medici e loro pazienti. Nonostante ciò la situazione attuale vede coesistere ben 13 applicativi diversi, con diseconomie di sistema e difficoltà di aggiornamento e di interfaccia. Il percorso avviato dalla Regione per lo sviluppo di una cartella clinica informatica unica per tutta la Regione (poi realizzata da una ditta individuata con gara pubblica) risponde dunque alla legge di stabilità 2016 che richiede la riduzione del 50% dei costi per la tecnologia informatica, ma risponde prima di tutto ad esigenze di innovazione e di efficienza. Che questi principi siano condivisi lo dimostra, del resto, il fatto che la cartella è stata sviluppata in stretta collaborazione con i Medici di medicina generale interessati, che hanno dato la propria disponibilità sia nella fase preliminare di predisposizione degli atti di gara che nella progettazione della cartella e sperimentazione della stessa, assumendo quindi un ruolo decisivo nella realizzazione e configurazione del nuovo software di cartella.


Dunque nessuna “limitazione al diritto di scegliere gli strumenti più adatti” ma, al contrario, un migliore supporto all’attività del medico, nel pieno rispetto dell’autonomia professionale e della privacy. Resta la disponibilità della Regione, espressa anche nella recente presentazione della cartella a tutte le sigle sindacali a garantire la massima collaborazione nella fase di miglioramento del programma e nella eventuale correzione di problemi che potrebbero insorgere. Va sottolineato inoltre che il progetto comporta un risparmio sui costi di manutenzione software stimabile in circa 2.5 milioni di euro l’anno, per nuovi investimenti pubblici in sanità. Alla luce di tutto ciò appare dunque quantomeno discutibile una reazione di chiusura che contrasta, tra l’altro, con il lavoro comune fatto. Né possono avere spazio altri interessi che non siano quelli di offrire il servizio migliore, più efficiente ed efficace ai cittadini di questa regione.

2. Per quanto riguarda il secondo tema, quello delle Unità Complesse di Cure Primarie, va ricordato che è tuttora in discussione il documento “L’assetto organizzativo delle Case della Salute in Emilia Romagna”, proprio perché la Regione, prima di approvarlo formalmente, vuole acquisire e tenere conto di eventuali ulteriori osservazioni che le parti possono far pervenire, come è stato esplicitato alla presentazione che ne è stata fatta alle organizzazioni sindacali della medicina convenzionata, alle parti sociali, agli enti locali. Inoltre va sottolineato che sarà legittimo aprire il tavolo negoziale regionale per il rinnovo dell’accordo regionale vigente solo all’indomani della definizione dell’accordo collettivo nazionale tra SISAC ed organizzazioni sindacali, la cui negoziazione è in corso in questi giorni. Ciò premesso, la Regione ritiene che la Casa della Salute rappresenti per tutti i medici convenzionati un’importante opportunità di sviluppo professionale poiché offre la possibilità di lavorare in maniera integrata a garanzia di una risposta ai bisogni della popolazione, anche episodici e occasionali, e della presa in carico delle persone affette da patologie croniche, e più in generale, fragili, nell’ambito di specifici programmi e percorsi assistenziali.

Infatti il lavoro in équipe dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta con gli infermieri, assistenti sociali e specialisti rappresenta uno dei principali valori aggiunti della Casa della Salute. I pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale possono svolgere la propria attività ambulatoriale all’interno delle Case della Salute in appositi spazi dedicati, mantenendo comunque la capillarità territoriale dei loro ambulatori per la garanzia della prossimità delle cure. All’interno di diverse Case della Salute sono già in atto percorsi di ridefinizione di ruoli e attività dei Medici di medicina generale (referenti clinici, referenti di percorso, responsabili organizzativi, attività di continuità assistenziale, collaborazione/coordinamento ambulatori per la cronicità…) che, oltre a riconoscere un ruolo sempre più rilevante a questi professionisti, riqualifica l’assistenza primaria erogata dalle equipe multiprofessionali di riferimento per quella Casa della Salute. In questa direzione si muove anche il contesto nazionale con l’individuazione di un ruolo unico, rivolto a nuovi modelli assistenziali.

A conferma del valore di questo percorso va sottolineato che nelle realtà in cui i cittadini possono fare affidamento sulle Case della Salute si evidenzia un significativo miglioramento in particolare rispetto al tema della presa in carico delle patologie croniche. Ciò si verifica sia nel confronto con le altre regioni, sia rispetto a quelle realtà dove questo processo di rinnovamento non si è ancora realizzato ed i risultati concreti degli importanti investimenti promossi dalla Regione verso i Medici di medicina generale possono e debbono migliorare in modo significativo. Per questo non servono chiusure ma un confronto aperto, sia su questi temi che sul contesto complessivo, e a tal fine la Regione ha convocato per mercoledì 13 un incontro con tutte le rappresentanze dei Medici di medicina generale.

Assessorato Politiche alla Salute – Emilia Romagna
 


30 giugno 2016
© Riproduzione riservata


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