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M5S: “Governo usa sanità come bancomat”

02 LUG - “Dopo sei mesi di immobilismo oggi Governo e Regioni hanno raggiunto l’accordo per ritirare dal bancomat della sanità 2,352 miliardi di euro nel 2015 e per i prossimi anni.  Si scrive intesa Stato-Regioni, ma si legge tagli al Ssn”. Lo affermano i deputati M5S in commissione Affari Sociali.
 
 
“Il ministro Lorenzin va a dire che si lavorerà sulla produttiva e non sui tagli. Queste sono chiacchiere, come quelle del presidente Chiamparino quando dichiarava: ‘ tagli al fondo sanitario solo per il 2015. Su questo daremo battaglia’.Prendono in giro l’opinione pubblica con le parole cercando di tenerla buona, ma la verità è che l’accordo prevede misure vergognose, come quella in base alla quale si possono tagliare le prestazioni specialistiche e riabilitative individuando quelle non necessarie secondo criteri, oggi ignoti, che saranno stabiliti dal Governo. Quelle non necessarie, saranno a totale carico dell’assistito. Non solo, se i medici prescriveranno prestazioni non necessarie  potranno essere  essere sottoposti alla riduzione dello stipendio ".

 
 
Mentre i cittadini subiranno un peggioramento di servizi e prestazioni, i poteri forti ancora una volta non saranno toccati, come dimostra il fatto che la spesa farmaceutica resterà invariata.  Così continueremo a pagare a prezzi insostenibili i farmaci per trattare le persone bisognose di  cure, come nel caso dell'epatite C . A tal proposito ricordiamo che abbiamo presentato una risoluzione affinché venga bloccato questo scempio.
Siamo inoltre curiosi di sapere cosa ne pensano i cittadini di Sicilia, Campania, Puglia, Liguria e Veneto che di fatto, per motivi diversi, non hanno contribuito a siglare quest'intesa. Si tratta di circa 20 milioni di cittadini, che subiranno un’intesa che di fatto sancisce il fallimento del Patto della Salute approvato in pompa magna meno di un anno dal Ministro Lorenzin e oggi ancora fermo al palo. Alla fine del 2015 chiederemo conto delle ‘efficienze’ che saranno state raggiunte, ma sin da ora possiamo dire che gli unici a rimetterci saranno i cittadini che dovranno subire l'ennesimo taglio dei servizi sanitari. Chi potrà si rivolgerà al mercato privato, mentre gli altri saranno costretti a rinunciare alle cure. E questo è indegno per un Paese che si definisce civile”.

02 luglio 2015
© Riproduzione riservata

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