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Salute migranti. Siglato protocollo d’intesa tra Ministero per l’Integrazione e Università Cattolica

Il protocollo prevede un programma sperimentale di ricerca, assistenza e formazione, in raccordo con le Amministrazioni interessate, per affrontare le problematiche sanitarie e sociosanitarie dei gruppi più svantaggiati ed emarginati, richiedenti asilo e rifugiati.

23 OTT - La Struttura di Missione del Ministro per l’integrazione e l’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno firmato ieri un protocollo di intesa finalizzato a promuovere un programma sperimentale di studio, ricerca e formazione inerente il rafforzamento delle politiche di accoglienza e di inclusione degli stranieri sul territorio nazionale in raccordo con le Amministrazioni interessate, tendente ad approfondire e sviluppare  le problematiche legate alla integrazione dei migranti in Italia con particolare riferimento alle questioni di comune interesse relative agli aspetti sanitari.

La firma da parte del Consigliere Avvocato Patrizia De Rose, Capo della Struttura di Missione del Ministro per l’Integrazione, e del Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Professor Franco Anelli, è avvenuta alla presenza del Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge in occasione della conferenza “I percorsi di salute dei richiedenti asilo e rifugiati”, promossa dal Centro di Ricerca Universitario Health Human Care and Social Intercultural Assessments (H.E.R.A.) della Cattolica di Roma presso il Policlinico universitario “A. Gemelli” di Roma.


“Gli aspetti sanitari legati alla condizione delle persone migranti sono rilevanti ai fini del superamento delle disuguaglianze - spiega Emanuele Caroppo, Segretario Generale del Centro H.E.R.A. - e costituiscono un fattore di integrazione e coesione sociale favorendo l’accesso ai servizi sanitari a vantaggio non solo dei migranti, ma di tutti i cittadini”.

Ricerche scientifiche rivelano che le persone svantaggiate hanno un minore accesso all’assistenza sanitaria, si ammalano di più e più gravemente e muoiono precocemente rispetto a coloro che godono di una posizione sociale più privilegiata.

GLI AMBITI DI ATTIVITA’ PREVISTI DAL PROTOCOLLO D’INTESA
Data la necessità di affrontare le problematiche dell’emarginazione sociale e le sue ripercussioni sulla salute, nell’ambito del protocollo d’intesa si propone un articolato insieme di attività di ricerca, assistenza e formazione.

RICERCA
È prevista attività di ricerca e consulenza sugli interventi di assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale nell’ambito della promozione della salute mentale, a favore di soggetti appartenenti alle categorie di vulnerabilità. Tale finalità verrà realizzata in collaborazione con il Centro H.E.R.A.
Inoltre si intende fornire supporto e consulenza in ambito metodologico e di analisi dei dati per Progetti di Ricerca e di Ricerca-Azione rivolti a soggetti vulnerabili e a diverso titolo vittime di emarginazione sociale. Tale finalità verrà realizzata grazie alla collaborazione del Centro di Salute Globale e dell’area di Epidemiologia del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico “A. Gemelli”  - UCSC. L’attività di consulenza verrà offerta sia internamente al Policlinico, ma anche a soggetti terzi che richiederanno di volta in volta tale supporto.
Vi saranno attività di supporto ai Policy Makers nell’individuazione di buone pratiche internazionali per sostenere eventuali proposte innovative sui temi di interesse sul territorio nazionale.
E tra le altre attività sarà offerto anche supporto scientifico per la realizzazione di campagne di sensibilizzazione sul tema dell’integrazione.

ASSISTENZA
Sono previste attività volte a potenziamento, sperimentazione e valutazione di un modello esportabile, interno alla struttura ospedaliera e integrato con il territorio, che garantisca una più facile presa in carico di pazienti con particolari condizioni di vulnerabilità (disagio mentale, condizioni abitative insufficienti, assenza di rete di sostegno familiare, condizioni di disagio sociale), integrando anche i contributi che il privato sociale e i servizi di volontariato già operanti sul territorio saranno in grado di fornire.
È previsto il potenziamento di attività volte all’educazione alla salute e ai corretti stili di vita nonché di prevenzione delle patologie croniche e di accesso allo screening precoce rivolte alle fasce di popolazioni più svantaggiate (quali ad esempio migranti,  rifugiati e richiedenti protezione internazionale, donne, bambini, anziani con fragilità sociale). Il tutto con azioni di collegamento con il territorio al fine di promuovere l’empowerment degli individui intercettati nel proprio contesto di riferimento.
Vi sarà un piano di assistenza socio-assistenziale con riferimento alla tutela della salute mentale a favore delle categorie vulnerabili tra cui non cittadini, donne e minori.
Saranno avviati interventi e programmi di assistenza specifica per prevenzione, diagnosi precoce e cura della depressione post-partum nelle donne cittadine e non cittadine e per l’assistenza psicologica alle vittime di mutilazioni genitali femminili e torture fisiche legate al percorso migratorio. Saranno attuati interventi di chirurgia ricostruttiva in sinergia con l’assistenza psicologica.
Vi saranno attività più specificatamente rivolte ai minori (seconde e terze generazioni), al fine ad esempio di prevenire la dispersione scolastica.

FORMAZIONE
Data l’esperienza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in materia di formazione sui temi delle diseguaglianze in salute, della medicina delle migrazioni e della salute globale, l’attività formativa risulterà uno degli elementi cardine. In particolare verranno sviluppate e implementate attività di formazione dedicate al personale sanitario sui temi essenziali per favorire una migliore presa in carico di soggetti ai margini. La formazione verrà promossa anche nel pre-laurea con corsi sia extra-curriculari che curriculari rivolti ai diversi professionisti sanitari. L’intervento formativo si avvale della competenza, in riferimento ai fenomeni migratori, del Master universitario di II livello “Politiche migratorie, Human care e Management sostenibile” dell’Università Cattolica di Roma. Qualora richiesto potranno essere sviluppate attività di formazione e di aggiornamento rivolte anche a settori della società civile.

Una volta attivato, il  protocollo d’intesa avrà la durata di un anno e si rinnova tacitamente se non viene disdetto dalla Struttura di Missione o dall’Università almeno un mese prima della scadenza.
La durata del protocollo comunque non va oltre il termine della Struttura di Missione, la quale opera fino alla cessazione, per qualunque motivo, dell’incarico del Ministro o alla scadenza del mandato del Governo in carica.

 

23 ottobre 2013
© Riproduzione riservata


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