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Farmaci innovativi. Intervista a Gelli (Pd): “Gare d’acquisto dovrebbero essere europee, ma ci sono resistenze da alcuni Paesi”

Così il responsabile sanità del Pd è intervenuto sul tema dei nuovi farmaci che, a partire da quelli per l'epatite C, visto il loro ingente costo, hanno sollevato in diversi Paesi un problema di sostenibilità economica. Problema che potrebbe trovare soluzione con centrali uniche,  gare di dimensioni europee e il varo di un programma pluriennale. Quanto al fondo inserito nella legge di stabilità: "Dovrebbe bastare per curare i pazienti più gravi"

12 MAG - Il grande tema dei farmaci innovativi, e i problemi di sostenibilità legati al loro elevato costo, sembra non poter trovare soluzione nella sola istituzione di un fondo ad hoc per l'innovazione in grado di coprire le spese solo per le cure dei pazienti più gravi. Nonostante Ministero della Salute ed Aifa siano riusciti a strappare il prezzo più basso a livello europeo per i nuovi farmaci per l'epatite C, e nonostante l'istituzione di un fondo innovazione nell'ultima legge di stabilità, la possibilità di curare tutti i pazienti affetti da questa patologia continua al momento ad essere non economicamente sostenibile. Per questo si dovrebbero aprire scenari diversi, quali, ad esempio, centrali uniche e gare a livello europeo per riuscire ad ottenere prezzi più bassi per questi farmaci salvavita. Su tutto questo abbiamo sentito il parere di Federico Gelli, responsabile sanità del Pd e componente della commissione Affari Sociali della Camera.    
 
Onorevole Gelli, il Fondo farmaci innovativi previsto dalla legge di stabilità a suo parere potrà riuscire a coprire il fabbisogno di spesa necessario visto il numero molto alto di persone affette da Epatite C? Lorenzin ha detto che l'obiettivo immediato è curarne 50mila, ma i malati in Italia sono circa 1 milione e 500mila.

Si tratta di una scelta frutto di una volontà politica precisa di questo Governo e del Ministero per affrontare il tema della distribuzione dei farmaci innovativi. Con l’istituzione del Fondo nel biennio 2015/2016 sarà disponibile un miliardo di euro, e nonostante la congiuntura non positiva per il Paese non mi sembra poca cosa. Le persone con infezione cronica di epatite C dovrebbero essere circa 400 mila. Queste persone andrebbero curate tutte, ma al momento non è economicamente sostenibile. Per questo motivo l’importo stanziato dovrebbe essere sufficiente per curare i pazienti più gravi e urgenti stimati in 50 mila soprattutto se si pone molta attenzione alla valutazione di appropriatezza dei trattamenti. Come avevo già segnalato qualche mese fa questo bisogno però si scontra con la differenza nell’accesso alle cure da una regione ad un’altra. Per questo motivo un altro aspetto molto importante è che il Fondo sui farmaci innovativi sia anche uno stimolo per le regioni a spendere bene e in modo efficiente queste risorse.  
 
Sabato scorso Beppe Grillo ha rilasciato alcune dichiarazioni. Ci si è molto soffermati su quanto detto riguardo le mammografie, in realtà Grillo ha parlato anche dell'eccessivo costo dei nuovi farmaci per la cura dell'Epatite C chiedendo più trasparenza da parte dell'Aifa sulle trattative legate alla negoziazione del prezzo. Che ne pensa?
Penso che Grillo dovrebbe evitare di affrontare in modo così disinvolto temi di questa delicatezza che alla fine creano una pericolosa disinformazione. Bisogna poi ricordare all’esponente del M5S che proprio Aifa e Ministero sono stati in grado di strappare alle aziende farmaceutiche il prezzo più basso di circa un decimo rispetto a tutti gli altri paesi europei. Poi sul tema della trasparenza si può sempre migliorare soprattutto nell’ambito di un progetto per rendere ancora più efficiente il nostro sistema sanitario pubblico. Mi sembra però che in questo caso le situazioni critiche siano localizzate solo in alcune regioni, ed è li che bisogna intervenire.
 
Stanno per arrivare prodotti innovativi anche per altre patologie, ad esempio per il cancro: non sarebbe il caso di proporre per i grandi farmaci innovativi salvavita gare nazionali o, meglio ancora, a livello europeo in modo da poter ottenere prezzi più bassi?
Migliorare le cure a costi più bassi è un obiettivo possibile. Per questo sono d’accordo di applicare anche per questi farmaci regole rigorose nel mercato, centrali di acquisto, gare trasparenti anche grazie alle nuove tecnologie in grado di conciliare sicurezza dei pazienti e economicità nelle forniture. Gare nazionali ed europee convincendo anche quegli stati che fino adesso non si sono dimostrati disponibili. In più sarebbe importantissimo varare un programma pluriennale sui farmaci innovativi. Una corretta programmazione sui processi e le priorità e una corretta e trasparente gestione di questi farmaci rappresenta un grande segnale di eticità soprattutto per i pazienti che possono sapere che tipo di prospettiva di cura possono avere nel futuro.     
 
Giovanni Rodriquez

12 maggio 2015
© Riproduzione riservata


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