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Stabilità. Chiamparino: “Per la sanità serve un altro miliardo. Altrimenti non avremo risorse per Lea, farmaci innovativi e contratto”. Renzi convoca le Regioni: “Adesso ci divertiamo”

Così il premier, secondo quanto fatto trapelare dal Governo, dopo le richieste e gli attacchi delle Regioni alla legge di stabilità. Chiamparino in Commissione Bilancio nel pomeriggio dichiara il rischio default per il servizio sanitario: “Il Pil sale ma il fondo sanitario scende”. E denuncia tagli cumulati al settore nel 2016 che arriveranno alla quota record di 14,7 miliardi, di cui 4,3 solo da manovre dell'ultimo biennio. IL DOCUMENTO DELLE REGIONI.

02 NOV - “Porteremo alcune preoccupazioni sul pluriennale, perché come hanno rilevato dagli stessi tecnici del Senato i tagli 2017, 2018 e 2019 rischiano di determinare forti criticità per la sopravvivenza stessa del sistema regionale. Ci sono esigenze a cui bisogna fare fronte sia nella sanità che nell’extra sanità, e un solo miliardo di aumento del Fsn non basta, abbiamo bisogno almeno di un altro miliardo di euro  per rispondere alle scadenze contrattuali del comparto, alla necessità di distribuire farmaci salvavita contro l’epatite C e ai nuovi Lea. Le nostre esigenze sono circa un doppio.
 
Ha espresso con chiarezza le preoccupazioni delle Regioni il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, al termine della riunione dei governatori sulla legge di stabilità. Preoccupazioni presentate oggi pomeriggio alla Commissione Bilancio del Senato e contenute in un documento consegnato ai senatori.
 
Il quadro è chiaro. “Le Regioni hanno preso atto dell’aumento di un miliardo del Fsn – ha sottolineato Chiamparino –, ma per fare fronte alle scadenze contrattuali del comparto, alla necessità di distribuire farmaci salvavita contro l’epatite C e i nuovo Lea le esigenze sono circa un doppio, quindi circa un miliardo in più.  Quindi rappresenteremo questa esigenza augurandoci che sia possibile accrescere le risorse disponibili che sono a disposizione della sanità per il 2016”

 
E ancora, le regioni chiedono un confronto immediato con il premier Renzi  per acquisire alcuni elementi sia politici  che tecnici prima di esprimere il loro parere definitivo sulla stabilità previsto per il prossimo 5 novembre.
 
“Chiederemo un tavolo con cui affrontare il taglio per l’extra sanitario di 2,2 mld solo per le regioni a Statuto ordinario – ha aggiunto – un taglio che credo sia possibile condividere solo a condizione che ci sia l’ottimizzazione di alcuni flussi finanziari. Se invece si dovesse andare al taglio diretto il rischio è che vengano meno  tutti i fondi sulle politiche dell’istruzione e del sociale, altrimenti dovremmo intaccare significativamente il fondo per i trasporti. Abbiamo quindi fatto partire una lettera urgente di incontro con il presidente del Consiglio perché giovedì prossimo dovremmo dare il nostro parere sulla legge finanziaria. E Conferenza all’unanimità ha ritenuto che sia necessario avere un incontro prima per acquisire alcuni elementi sia politici che tecnici”.
 
L'audizione al Senato. E come annunciato nel pomeriggio Chiamparino è stato audito dalla Commissione Bilancio a Palazzo Madama. Anche qui il presidente della Conferenza delle Regioni ha fatto capire che, per quanto i risparmi ottenibili dalle stesse amministrazioni regionali siano importanti, ciononostante "non possono essere sufficienti per far fronte ai prossimi impegni programmati per il Servizio sanitario nazionale".
 
Quanto poi al rischio di un possibile aumento dei ticket: "Nessuno di noi vuole aumentare i ticket e le tasse ma, con queste cifre, non posso escludere che le amministrazioni oggi al limite possano cadere nei Piani di rientro con inevitabili conseguenze sulla tassazione".
 
Ma non sono solo questi i possibili rischi di ricaduta sui cittadini: "Sui farmaci innovativi, ad esempio, si potrà arrivare a dire di no alle richieste di qualche paziente per mancanza di fondi. O ancora, potremmo non riuscire a far fronte ai nuovi contratti. A qualcosa si potrebbe dovrer rinunciare". Proprio per questo, chiosa Chiamparino, "fin dall’inizio abbiamo indicato la cifra di 112 mld al Governo, non possiamo cambiare idea su questo punto essendo supportati da dati concreti".
 
Per le Regioni “il settore sanitario contribuirà nel 2016 tagli cumulati pari a 14.706 milioni di cui 4,3 miliardi solo nel biennio 2015 – 2016 pari al 30% circa dei tagli dell’ultimo quinquennio.  L’importo del FSN 2016 conferma una contrazione in valore assoluto dell’1,8% a fronte di una crescita del PIL nominale del 1,47% (PIL programmatico), l’incidenza del FSN sul PIL è al livello più basso dall’inizio del decennio al 6,6% del PIL”. Ma se questo dovesse essere il trend la percentuale è destinata a diminuire. “Ipotizzando la crescita del FSN secondo l’incremento del PIL e applicando i tagli previsti dal ddl stabilità 2016 l’incidenza del finanziamento del Fabbisogno sanitario sul PIL è in riduzione fino a toccare il 6,38% nel 2018!”
 

 

Fonte: Audizione delle Regioni in Commissione Bilancio del Senato
 
La reazione di Renzi. Dopo aver letto le richieste e le dichiarazioni di Chiamparino la replica di Renzi è arrivata quasi subito, anche se non ufficialmente. Secondo quanto fatto trapelare da Palazzo Chigi il premier avrebbe infatti intenzione di incontrare le Regioni già in settimana, probabilmente mercoledì. Ma il clima non sembrerebbe dei più favorevoli: "Adesso con le Regioni ci divertiamo, ma sul serio", avrebbe infatti commentato il premier con i suoi collaboratori, dopo il duro attacco di Chiamparino.
 
De Vincenti: "Fondo aumenta di 1 miliardo. Sta alle regioni gestire in modo serio le proprie risorse". "Ricordo al Presidente Chiamparino che il Fondo Sanitario Nazionale nel 2016 aumenta di un miliardo e che la Legge di Stabilità supporta le Regioni, sulla parte non sanitaria, con un ulteriore miliardo e 300 milioni". Così invece il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. "Sta alle Regioni - ha detto ancora - gestire in modo serio e rigoroso le proprie finanze".

02 novembre 2015
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