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Medicina generale. Incontro Ministero-Sindacati: si cerca il dialogo per riordino accesso a professione ma Fimmg dice no: “Decreto è inaccettabile”

Confronto oggi a Ripa dopo l’annuncio del Ministro Grillo di volere mettere mano all’accesso alla professione di medico di famiglia che ha scatenato le proteste dei sindacati. L’ipotesi è di far accedere al corso di formazione gli idonei dei vecchi concorsi e di riconoscere i titoli a chi ha lavorato da precario nella medicina del territorio per accedere ai bandi lavorativi. Ma Fimmg boccia la proposta.

11 OTT - Dopo il duro botta e risposta degli ultimi giorni con i sindacati in seguito all'annuncio del Ministro della Salute, Giulia Grillo di voler riformare l'accesso alla professione del medico di famiglia, oggi si è tenuto un incontro al Ministero della Salute che ha messo di fronte i tecnici di Ripa con le organizzazioni sindacali della medicina generale.
 
Ricordiamo che i sindacati hanno visto nell'annuncio del Ministro un tentativo di mettere in atto una specie di sanatoria per far accedere ai bandi della medicina generale anche i medici che non hanno il diploma di formazione.
 
Durante la riunione, a quanto si apprende, sarebbero stati illustrati alcuni cardini dell’annunciato Decreto Sblocca-Concorsi (in questo caso per quanto attiene la medicina generale, mentre per le specializzazioni se ne parlerà più avanti). Le basi della proposta presentata dai tecnici del Ministero si muove su due filoni. Il primo punto prevede la rimozione dellle incompatibilità ai medici corsisti e, con il recepimento pieno della direttiva comunitaria, consentire a questi medici di formarsi e lavorare, avendo posti di lavoro fissi e certi, oggi coperti da medici non formati. Inoltre, viene previsto il riconoscimento e la valorizzazione del servizio prestato, consentendo ai medici che abbiano superato l'esame di ammissione alla medicina generale (gli idonei) di partecipare in sovrannumero senza borsa (potrebbe esserci un limite di spesa di 2 milioni di euro, che servono alle Regioni per organizzare la didattica dato che ogni corsista costa in media 1.500 euro) e, quindi, di formarsi fino a conseguire il titolo.

 
Il secondo filone invece è quello relativo all’ingresso dei medici che hanno fatto il concorso vincendolo e che potranno entrare senza borsa.

  
Il panorama però è molto variegato e sono parecchie le fattispecie lavorative precarie. Insomma, un lavoro non facile che il Ministero starebbe cercando di inserire in un unico provvedimento (non è ancora chiaro se un decreto o un disegno di legge) per favorire in un colpo solo questo percorso per affrontare il problema dei bandi che vanno deserti e il precariato.
 
E per questo i toni del comunicato ministeriale sono tutti tesi al dialogo e alla volontà di trovare un accordo e concertare la misura con i sindacati. “Proficuo incontro oggi pomeriggio al ministero con le sigle sindacali Fimmg, Intesa sindacale (Cisl-Cgil-Simet-Sumai), Snami e Smi sulle misure straordinarie per la Medicina generale e l’accesso alla formazione per i Mmg”. Scrive il Ministero della Salute in una nota al termine del confronto. “La riunione di oggi – prosegue il comunicato - ha permesso di mettere a fuoco le principali problematiche che riguardano la categoria e al contempo di ragionare su una bozza di proposta per il superamento delle maggiori criticità del settore. Al tavolo sono emersi molti spunti che saranno oggetto di approfondimenti e saranno la base di eventuali ulteriori incontri”.
 
Ma è chiaro che per i sindacati accettare un provvedimento del genere sarebbe un boccone amarissimo da digerire e difficilmente giustificabile agli iscritti, e ai giovani che frequentano il corso di formazione, che invece il percorso classico lo hanno seguito o lo stanno per intraprendere. Ed è infatti dura la reazione della Fimmg. “Il decreto è inaccettabile – afferma il segretario nazionale Silvestro Scotti – e non siamo disposti ad accettare questi meccanismi che hanno tutto il sapore di una sanatoria”. Scotti per ora però non chiude definitivamente il portone di Ripa. “Abbiamo apprezzato il comunicato del Ministro Grillo, (solo le sue parole oggi hanno fermato l’apertura dello stato di agitazione), che dimostra la volontà di ascoltare non solo quanto viene proposto dai suoi tecnici e per questo siamo disposti ancora a dialogare, ma ripeto la proposta che ci è stata fatta è inaccettabile”.
 
Luciano Fassari

11 ottobre 2018
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