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Decreto Calabria. Opposizione denuncia conflitto di interesse per il commissario designato Scaffidi. Grillo: “Polemiche strumentali”, ma alla fine rinuncia a nomina

La polemica emerge quando viene resa nota una presunta collaborazione tra Gianluigi Scaffidi, medico calabrese in pensione, e la relatrice del Decreto Nesci (5 Stelle). Ma più in generale sotto accusa è la possibilità prevista dal decreto che la scelta dei commissari di Asl e Ospedali possa avvenire anche al di fuori dell'elenco nazionale dei DG. Interventi serrati per tutta la giornata fino a quando si registra il passo indietro di Grillo: "Nessun conflitto di interessi su quel nome ma pronti a rinunciare per opportunità politica".

29 MAG - Caos oggi in Aula alla Camera nel corso dell'esame del Decreto Calabria. Oggetto del contendere la previsione della possibilità, da parte del commissario ad acta di nomina governativa, di poter a sua volta nominare i commissari delle Asp regionali - che dovranno supplire i direttori generali - anche in deroga all'Albo nazionale degli idonei previsto dal decreto legislativo n. 171 del 2016. La nomina, dunque, non avverrebbe più sulla base di criteri meritocratici ma unicamente su base fiduciaria. Considerando poi che se la rosa di candidati del commissario non dovesse trovare (come si dà per scontato) il parere positivo di Oliverio, essa spetterebbe al ministro della Salute, si tratterebbe di fatto di nomine soggette alla piena discrezionalità della politica.
 
Tutto questo a pochi giorni dalla conferenza stampa dei 5 Stelle, alla presenza del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro della Salute, Giulia Grillo, nel corso della quale era stato ribadito l'intento del movimento di separare in tutti i modi la politica dalle nomine in sanità.

 
A surriscaldare ultriormente gli animi, già nella tarda mattinata, è stata poi la notizia riguarante l'indicazione di Gianluigi Scaffidi, indicato come collaboratore della relatrice del decreto per la Camera, Dalila Nesci (M5S), come commissario dell’Asp di Vibo Valentia, lo stesso collegio elettorale della deputata pentastellata. Da qui le ripetute richieste da parte dell'opposizione di dimissioni di Nesci dal ruolo di relatrice per conflitto di interessi, e di un intervento in Aula di Grillo per chiarimenti sull'intera vicenda. Da sottolineare in proposito che Nesci ha rimarcato in Aula che Scaffidi "non è mai stato un mio collaboratore stipendiato".
 
Dopo un intero pomeriggio di polemiche, nel tardo pomeriggio Grillo si è presentata in Aula e, con un intervento a tratti molto concitato ha da prima preso le difese del decreto "realizzato nel solo interesse dei cittadini calabresi", parlando di "polemiche strumentali" e "processo alla intenzioni" da parte delle opposizioni, per poi passare all'attacco ricordando come l'attuale situazione della sanità in Calabria sia il frutto delle gestioni dei governi regionali di Centrodestra e Centrosinistra succedutisi negli anni. 
 
In un secondo momento, però, prendendo nuovamente la parola, Grillo ha fatto un passo indietro sul nome di Scaffidi: "Se questo elemento diventa fondamentale per una corretta prosecuzione dei lavori dell'Aula, noi rinunciamo a qualunque ipotesi di procedere con questa nomina in Consiglio dei Ministri in caso di mancato accordo con la Regione. Ma rinunceremo solo per opportunità politica, perché non esiste alcun conflitto d'interesse", ha concluso Grillo.
 
Ma non finisce qua. Dopo l'intervento del ministro, infatti, dal PD hanno sollevato un'ulteriore questione facendo notare come, oltre al nome di Scaffidi, tra quelli proposti per il ruolo di commissari delle Asp ve ne sia un altro che risulta indagato dalla Procura di Palermo.
 
 
Giovanni Rodriquez

29 maggio 2019
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