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Ostetriche contro il TG1: “L'assistenza alle donne non è competenza delle doula"

La Fnco chiede “l’immediata rettifica” del servizio trasmesso ieri sulla doula, definita la “nuova figura emergente a sostegno della donna durante la gravidanza, il parto ed il puerperio”. "Ai dubbi e ai bisogni delle donne deve rispondere il Ssn con le ostetriche". Appello a Balduzzi per evitare "l'abusivismo professionale".

01 FEB - Non è la doula, ma l’ostetrica l’unica figura professionale competente ad accompagnare e sostenere le donne durante la gravidanza, il parto e il puerperio. Per questo la Federazione nazionale dei Collegi ostetriche (Fnco) si è scagliata oggi contro il TG1, chiedendo “l’immediata rettifica” del servizio trasmesso nell’edizione delle 20 di ieri e dedicato alla Doula, definita come “nuova figura emergente in Italia a sostegno della donna durante la gravidanza, il parto ed il puerperio”.  Il termine doula è greco e all’origine indica la “schiava della donna”, ovvero la persona di servizio specificamente incaricata di occuparsi dei bisogni femminili della padrona di casa. Le doula moderne offrono in particolare servizi alle donne in gravidanza e nel puerperio, definendosi come “professione relazionale”. La formazione delle doula, però, non è definita, né in alcun modo certificata. La stessa Fnco ha più volte denunciato, e torna a ribadirlo oggi, il rischio che il loro servizio si sovrapponga di fatto con le competenze delle ostetriche, che viceversa hanno una lunga e precisa formazione universitaria.


“Non è accettabile che in un servizio della televisione di Stato si valorizzi, in risposta ai bisogni disattesi delle mamme italiane e contro i principi della tutela della salute e della maternità , una figura, la ‘doula’, presentandola come professione, seppur non riconosciuta dalle normative italiane, e peraltro già da tempo oggetto di segnalazioni da parte della Federazione agli organismi di competenza ministeriale a tutela della salute pubblica”, spiega la Fnco, sottolineando di avere da tempo segnalato alle autorità di vigilanza i contenuti presenti sui siti internet di alcune associazioni di doule, “nei quali tali figure si presentano al pubblico elencando a loro carico, funzioni ed attività attribuite al profilo dell’ostetrica/o che, relativamente alle normative vigenti, delineano ambiti di esercizio abusivo della professione”.

“Ai dubbi ed alla solitudine delle donne durante la gravidanza il parto ed il puerperio è chiamato a rispondere il Ssn con professionisti specificamente abilitati”, ribadisce la Federazione delle ostetriche in una nota, ricordando che “per l'esercizio della professione di ostetrica è infatti richiesto il conseguimento di un titolo abilitante rilasciato dalle Università dopo una laurea triennale, il cui curriculum accademico include anche insegnamenti teorico/pratici volti all'apprendimento della presa in carico, secondo un approccio olistico, della donna, del bambino e della famiglia. Sono pertanto incluse le competenze relazionali: counseling, ascolto, sostegno, supporto, accompagnamento oltre alla cura/assistenza per tutto il percorso nascita”.

Per questo la Fnco ha deciso di chiedere anche un incontro “immediato” al ministro della Salute, Renato Balduzzi, “affinché gli organismi di vigilanza delle professioni sanitarie si attivino per un pronto ed incisivo intervento di tutela sia della salute di madre e bambino in ospedale e sul territorio, sia della professione ostetrica, profilo riconosciuto e regolamentato dallo Stato Italiano”.

Non è la prima volta che la Fnco denuncia l’ingerenza della figura della doula o le carenze dei servizi per la maternità sul territorio e “lo stato di abbandono in cui spesso, oggi, si trovano le gestanti e le mamme in questa fase particolare della loro vita, anche a seguito del cambiamento dei modelli familiari e la conseguente mancanza di figure di riferimento”.

Ma ora, anche in ottemperanza al Decreto Balduzzi, la Federazione auspica che “quanto prima le Regioni si attivino nella riorganizzazione delle cure primarie sul territorio per garantire una rete di servizi e modelli assistenziali adeguati alle esigenze delle puerpere oggi dimesse in 2° giornata dal parto (parto fisiologico) ed in 4° giornata in caso di taglio cesareo”. Così come “si auspica che venga finalmente realizzata la riforma dei punti nascita delineata nell’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 ‘Linee di indirizzo per il percorso nascita’”.

“Se si vorrà garantire un sistema sanitario pubblico ed equo si dovrà avere il coraggio di rivedere il sistema organizzativo, cosa che la Fnco e le ostetriche da sempre hanno sollecitato come necessità inderogabile a tutela dei diritti della maternità”, conclude la Federazione auspicando che “quanto sopra esposto sia oggetto di attenzione ed intesse da parte della classe politica che assumerà la responsabilità di governo del Paese, dopo la prossima e vicina tornata elettorale”.
 

01 febbraio 2013
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