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Caso Marlia. Cgil, Cisl, Uil: "Preoccupati per conseguenze vicenda, tutelare Tsrm"


Ieri la lettera di Alessandro Beux al nostro giornale, oggi la missiva dei tre sindacati che ricordano: "Se ai Tsrm fosse negata la possibilità di operare in modo separato dal medico specialista, si comprometterebbe l’operatività dell'area radiologica dell'intero Sistema Sanitario pubblico". 

10 OTT - Dopo la lettera inviata al direttore del nostro giornale da Alessandro Beux, presidente della Federazione nazionale collegi professionali Tsrm, anche Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl si esprimono sulla vicenda dei tecnici coinvolti in inchieste giudiziarie con una lettera allo stesso Beux, ribadendo “vicinanza e solidarietà” e la conseguente preoccupazione “per le ripercussioni che la vicenda potrebbe avere sui servizi sanitari regionali e quindi sui cittadini”.

I sindacati sottolineano poi “l’importanza del percorso intrapreso di valorizzazione e riconoscimento di tutte le professioni sanitarie e, come oggi non sia più rinviabile e costituisca un elemento fondamentale per la riorganizzazione, l’innovazione e la tenuta stessa del sistema sanitario nazionale pubblico”. E sulla base di questi elementi ribadiscono che “percorso che negli ultimi venti anni, ci ha visto insieme, protagonisti nei confronti delle istituzioni per la valorizzazione e l’autonomia di tutte le professioni sanitarie del comparto, più che mai, deve essere finalizzato e proseguire per ottenere la sostanziale modifica dei modelli organizzativi ed il riconoscimento dello sviluppo professionale delle professioni sanitarie”.

Per quanto concerne il caso Marlia, i confederali ritengono che esso debba servire da “stimolo alle istituzioni per intervenire prontamente sull’organizzazione di un sistema che rischia di non essere più idoneo ad assicurare le aumentate e diverse richieste di salute della popolazione”. Il nodo essenziale su cui si focalizza l’intervento dei sindacati è che “se ai Tsrm fosse negata la possibilità di operare in modo fisicamente e temporalmente separato dal medico specialista, si comprometterebbe radicalmente l’operatività dell'area radiologica dell'intero Sistema Sanitario pubblico nonché delle strutture sanitarie private, accreditate e non accreditate”.

Le tre sigle sottolineano inoltre di aver chiesto un incontro urgente al Ministro della Salute ed al presidente della Commissione Sanità della Conferenza Stato Regioni, "perché siamo convinti che si rendono necessarie indicazioni chiare sui nuovi modelli organizzativi ed il ruolo dei vari professionisti della sanità, indicazioni che superino gli inutili e dannosi muri professionali, indicazioni che pongano in chiara evidenza la necessaria integrazione e contaminazione fra tutte le famiglie professionali della sanità, in mancanza delle quali tutto il sistema sanitario, che dipende dalle prestazioni di diagnostica per immagini, rischia di entrare in una pericolosa fase di stallo”.

Netta presa di posizione infine sul tema dell’esercizio abusivo di professione medica per un tecnico sanitario di radiologia medica che “in ossequio alla normativa di esercizio professionale utilizzi apparecchiature dietro prescrizione medica in assenza del medico specialista, anzi ci stupisce la posizione di alcune associazioni mediche, che di fatto, sembrano apprezzare le vicende giudiziarie della struttura di Marlia, e contemporaneamente trascurano di informare i cittadini che la realtà delle strutture sanitarie in tutta Italia è molto simile a quella di Marlia e, che la loro posizione potrebbe provocare la paralisi dell’attività radiologica, bloccare l’innovazione, la prevenzione, in difesa di una centralità professionale fuori tempo, in contrasto con le esigenze di salute dei cittadini”.

Ed è per questo che i tre sindacati ribadiscono che proseguiranno “l’azione di pressione e proposta nei confronti delle istituzioni locali e centrali, in collaborazione con la federazione nazionale dei collegi dei TSRM, da Lei rappresentata, affinché tali eventi non si possano più ripetere”.
 

10 ottobre 2013
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