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Bancomat negli studi professionali. Fimmg chiede chiarimenti al Governo

Tra poco più di un mese scatterà, per imprese e professionisti, di garantire ai clienti la possiblità di effettuare pagamenti tramite Pos. Nonostante l'avvicinarsi della scadenza sembrano non venir meno tutti i dubbi e le criticità riguardanti il provvedimento, al punto da far chiedere alla Federazione chiarimenti ai Ministeri competenti.

20 MAG - Il prossimo 30 giugno scatterà l'obbligo, per imprese e professionisti, di garantire ai clienti la possiblità di effettuare pagamenti tramite Pos. Non sembrano però venir meno tutti i dubbi sull'attuazione della norma negli studi dei generalisti e per le medicine di gruppo. A tal proposito la Fimmg ha annunciato una richiesta ufficiale di chiarimenti ai Ministeri competenti, in merito alle numerose criticità del provvedimento. Il sindacato, facendo il punto della situazione, ha rilevato come la disposizione fa salvi gli obblighi antiriciclaggio che vietano il trasferimento di contanti o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro e la necessità di nuovi decreti interministeriali in sostituzione di quello del 24 gennaio 2014 Sviluppo-Economia che ha definito le soglie quantitative e il perimetro soggettivo di applicazione.

L'obbligo in questione coinvolge tutti gli esercenti di attività economiche e cioè le imprese o i professionisti beneficiari di un pagamento da parte di consumatori o utenti da intendersi come i privati, persone fisiche, che acquistano beni e servizi al di fuori all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta. Il decreto non ha previsto forme di esclusione soggettiva, fissando l'esonero soltanto per i pagamenti inferiori a 30 euro: fino al 30 giugno 2014, l'obbligo avrebbe dovuto riguardare soltanto i soggetti il cui fatturato dell'anno precedente fosse stato superiore a 200mila euro, mentre a decorrere da tale data l'obbligo sarebbe stato esteso a tutti gli altri soggetti.


"Il Milleproroghe ha tuttavia fatto slittare, per tutti, l'obbligo Pos al 30 giugno prossimo, eliminando di fatto l'iniziale periodo transitorio di attuazione della norma - ha sottolineato in una nota la Fimmg -. Nonostante le numerose le proteste da parte delle categorie professionali per sottolineare tra l'altro la difficoltà per il consumatore difficoltà nel rapportarsi, di volta in volta, con il fornitore di beni e servizi, non potendo conoscere il livello di fatturato dell'impresa o del professionista a cui si stava rivolgendo. Tuttavia proprio nei giorni scorsi il Tar del Lazio, con ordinanza 01932/2014, ha rigettato l'istanza presentata dal Consiglio nazionale degli architetti con la quale si definivano le disposizioni contenute nel decreto del 24 gennaio 2014 insensatamente vessatorie e costose".

20 maggio 2014
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