Medici universitari. Un secco no alla pensione con i requisiti minimi nella riforma della Pa 

Medici universitari. Un secco no alla pensione con i requisiti minimi nella riforma della Pa 

Medici universitari. Un secco no alla pensione con i requisiti minimi nella riforma della Pa 
Un emendamento al dl 90/14 approvato dalla commissione Affari Costituzionali della Camera dà la possibilità alla Pa di mandare in pensione chi è in possesso dei requisiti minimi contributivi. A rischio 8719 medici, secondo le stime diffuse. 

La Conferenza dei presidenti dei collegi dei professori universitari di area medica, e tutto il mondo accademico, rifiutano categoricamente la norma che consentirebbe alla Pa di mandare in pensione professori e ricercatori in possesso dei requisiti contributivi minimi contenuta in un emendamento all’art. 1, comma 5, del testo di riforma. La prima conseguenza di questa misura sarebbe il depotenziamento della missione dell’Università, visto che i medici coinvolti in questo processo sarebbero circa 8719, tra cui 531 ricercatori, 2544 professori di seconda fascia e 5644 professori di prima fascia.


 


Secondo i rappresentanti dei professori si tratterebbe di una vera e propria decapitazione della classe dirigente dell’accademia, in grado di pregiudicare la sostenibilità dell’offerta formativa e di far perdere competenze scientifiche e culturali interrompendo repentinamente la trasmissione di esperienze e conoscenze tra le varie generazioni di formatori e ricercatori. E non mancano i dubbi che in questo modo si voglia, per ragioni finanziarie o populistiche, ma certamente non democratiche, sottrarre ai cittadini una delle funzioni sociali più importanti e qualificanti dello Stato: quella del diritto allo studio e alla conoscenza.


 


La natura facoltativa del provvedimento, inoltre, porterebbe ulteriore disordine tra le università e all’impossibilità di una seria programmazione, che è l’unico strumento per razionalizzare la spesa. Per questo la Conferenza rigetta una tale norma e si appella ai parlamentari affinché comprendano le ragioni sociali e democratiche che muovono questa protesta e possano rigettare la norma stessa in Aula. 

30 Luglio 2014

© Riproduzione riservata

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold 
Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold 

Raggiungere gli obiettivi di colesterolo LDL è fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare, ma non tutti i pazienti rispondono adeguatamente alle terapie disponibili. In particolare, nei soggetti ad alto e...

Chemsex e infezioni sessuali, l’allarme FeDerSerD: “Rafforzare prevenzione e consapevolezza”
Chemsex e infezioni sessuali, l’allarme FeDerSerD: “Rafforzare prevenzione e consapevolezza”

Chemsex ancora troppo poco indagato, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse non sufficientemente strutturata e una scarsa integrazione tra Servizi per le Dipendenze e centri specialistici. È un quadro che presenta...

Disturbo del linguaggio nei bambini. I logopedisti: “Meno dispositivi digitali, più dialogo”
Disturbo del linguaggio nei bambini. I logopedisti: “Meno dispositivi digitali, più dialogo”

Meno schermi e più occasioni di dialogo in famiglia per favorire lo sviluppo del linguaggio nei bambini. È l’appello dei logopedisti di Milano e provincia in occasione della Giornata internazionale...

Fondazione Onaosi. Rinnovo Organi statutari nel segno della continuità per il cambiamento
Fondazione Onaosi. Rinnovo Organi statutari nel segno della continuità per il cambiamento

Con la definitiva composizione del Comitato di Indirizzo conseguente alla surroga dei componenti eletti nel Consiglio di Amministrazione, si è concluso il procedimento di rinnovo degli Organi Statutari della Fondazione...