#buongiornoiosono: i medici (e non solo) si presentano. Arriva anche in Italia la campagna di Slow Medicine

#buongiornoiosono: i medici (e non solo) si presentano. Arriva anche in Italia la campagna di Slow Medicine

#buongiornoiosono: i medici (e non solo) si presentano. Arriva anche in Italia la campagna di Slow Medicine
Obiettivo, ricordare a tutti i professionisti della salute l’importanza di presentarsi con  il proprio nome e il proprio ruolo quando si incontra un paziente, come primo passo per instaurare una relazione di fiducia. Si può aderire facilmente sia su twitter che su facebook

E’ stata lanciata da pochi giorni in Italia dall’associazione Slow Medicine la campagna #buogiornoiosono, che ha l’obiettivo di ricordare a tutti i professionisti della salute l’importanza di presentarsi con  il proprio nome e il proprio ruolo quando si incontra un paziente, come primo passo per instaurare una relazione di fiducia.
 
La campagna italiana prende spunto da #hellomynameis,  lanciata nel Regno Unito da Kate Granger, medico ammalata di tumore, dopo una sua esperienza in ospedale http://hellomynameis.org.uk/ . L’iniziativa inglese ha avuto un grande successo e in pochi mesi hanno aderito 400.000 dipendenti del servizio sanitario, che hanno inviato la foto con il proprio nome via twitter o sul sito.
 
Slow Medicine, http://www.slowmedicine.it/ associazione fondata nel 2011 e aperta ai medici, agli altri professionisti della salute e ai pazienti e cittadini, promuove una cura sobria, rispettosa e giusta e in particolare  incoraggia una comunicazione onesta, attenta e completa con i pazienti e il rispetto delle loro preferenze e dei loro valori.
In un ambiente in cui coesistono figure professionali differenti, con compiti differenti e con qualifiche differenti, e in cui il paziente si sente molto spesso disorientato, presentarsi con  il proprio nome e il proprio ruolo è il primo passo per stabilire una relazione professionale e ben definita.
 
E presentarsi è sobrio, perché facilita l’individuazione del professionista, riduce i malintesi e consente a pazienti e familiari di fare le richieste giuste alla persona giusta.
E’ rispettoso, perché segnala attenzione nei confronti dell’altro e disponibilità a una relazione tra persone.
 E’ giusto, perché uno dei diritti fondamentali di ciascuno è sentirsi accolto e riconosciuto nelle relazioni: una relazione con una persona senza nome non è una relazione.
 
Per questo Slow Medicine lancia con convinzione la campagna #buogiornoiosono e inviteràad aderire i propri soci e simpatizzanti, i più di 2.800 iscritti al gruppo Facebook Slow Medicine Italia e la rete che si è creata intorno al progetto “Fare di più non significa fare meglio”, versione italiana di Choosing Wisely, che comprende FNOMCeO, IPASVI, associazioni di pazienti e cittadini e più di 30 società scientifiche mediche e infermieristiche, e che registra le prime adesioni di aziende sanitarie e ospedali.
L’adesione alla campagna, che entrerà nel vivo dopo il congresso di Torino del 7 marzo,  potrà essere comunicata inviando tramite twitter una foto individuale o di équipe con il cartello già predisposto, o postandola nell’apposita pagina Facebook “buongiornoiosono Slow Medicine”.
 
Ci sono già segnali di entusiasmo: le prime foto e i primi commenti positivi, e l’adesione del primo Ordine dei Medici italiano, quello di Napoli. E sono giunti i rallegramenti della stessa Kate Granger e dei partecipanti alla campagna inglese.
C’è da augurarsi che la campagna possa far prendere atto a tutti, professionisti e gestori della sanità, che la relazione con il paziente rappresenta una vera e propria terapia, e che il tempo dedicato alla relazione non è tempo perso ma è un vero e proprio tempo di cura. Primo passo di un’alleanza tra professionisti e pazienti.
Anche di questo si parlerà al congresso di Slow Medicine di  Torino del 7 marzo.
 
Sandra Vernero
Cofondatore e vicepresidente di Slow Medicine
Silvana Quadrino
Cofondatore e componente del direttivo di Slow Medicine, coordinatore della campagna #buogiornoiosono

S.Vernero e S.Quadrino

17 Febbraio 2015

© Riproduzione riservata

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