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#buongiornoiosono: i medici (e non solo) si presentano. Arriva anche in Italia la campagna di Slow Medicine

Obiettivo, ricordare a tutti i professionisti della salute l’importanza di presentarsi con  il proprio nome e il proprio ruolo quando si incontra un paziente, come primo passo per instaurare una relazione di fiducia. Si può aderire facilmente sia su twitter che su facebook

17 FEB - E’ stata lanciata da pochi giorni in Italia dall’associazione Slow Medicine la campagna #buogiornoiosono, che ha l’obiettivo di ricordare a tutti i professionisti della salute l’importanza di presentarsi con  il proprio nome e il proprio ruolo quando si incontra un paziente, come primo passo per instaurare una relazione di fiducia.
 
La campagna italiana prende spunto da #hellomynameis,  lanciata nel Regno Unito da Kate Granger, medico ammalata di tumore, dopo una sua esperienza in ospedale http://hellomynameis.org.uk/ . L’iniziativa inglese ha avuto un grande successo e in pochi mesi hanno aderito 400.000 dipendenti del servizio sanitario, che hanno inviato la foto con il proprio nome via twitter o sul sito.
 
Slow Medicine, http://www.slowmedicine.it/ associazione fondata nel 2011 e aperta ai medici, agli altri professionisti della salute e ai pazienti e cittadini, promuove una cura sobria, rispettosa e giusta e in particolare  incoraggia una comunicazione onesta, attenta e completa con i pazienti e il rispetto delle loro preferenze e dei loro valori.

In un ambiente in cui coesistono figure professionali differenti, con compiti differenti e con qualifiche differenti, e in cui il paziente si sente molto spesso disorientato, presentarsi con  il proprio nome e il proprio ruolo è il primo passo per stabilire una relazione professionale e ben definita.
 
E presentarsi è sobrio, perché facilita l’individuazione del professionista, riduce i malintesi e consente a pazienti e familiari di fare le richieste giuste alla persona giusta.
E’ rispettoso, perché segnala attenzione nei confronti dell’altro e disponibilità a una relazione tra persone.
 E’ giusto, perché uno dei diritti fondamentali di ciascuno è sentirsi accolto e riconosciuto nelle relazioni: una relazione con una persona senza nome non è una relazione.
 
Per questo Slow Medicine lancia con convinzione la campagna #buogiornoiosono e inviteràad aderire i propri soci e simpatizzanti, i più di 2.800 iscritti al gruppo Facebook Slow Medicine Italia e la rete che si è creata intorno al progetto “Fare di più non significa fare meglio”, versione italiana di Choosing Wisely, che comprende FNOMCeO, IPASVI, associazioni di pazienti e cittadini e più di 30 società scientifiche mediche e infermieristiche, e che registra le prime adesioni di aziende sanitarie e ospedali.
L’adesione alla campagna, che entrerà nel vivo dopo il congresso di Torino del 7 marzo,  potrà essere comunicata inviando tramite twitter una foto individuale o di équipe con il cartello già predisposto, o postandola nell’apposita pagina Facebook “buongiornoiosono Slow Medicine”.
 
Ci sono già segnali di entusiasmo: le prime foto e i primi commenti positivi, e l’adesione del primo Ordine dei Medici italiano, quello di Napoli. E sono giunti i rallegramenti della stessa Kate Granger e dei partecipanti alla campagna inglese.
C’è da augurarsi che la campagna possa far prendere atto a tutti, professionisti e gestori della sanità, che la relazione con il paziente rappresenta una vera e propria terapia, e che il tempo dedicato alla relazione non è tempo perso ma è un vero e proprio tempo di cura. Primo passo di un’alleanza tra professionisti e pazienti.
Anche di questo si parlerà al congresso di Slow Medicine di  Torino del 7 marzo.
 
Sandra Vernero
Cofondatore e vicepresidente di Slow Medicine
Silvana Quadrino
Cofondatore e componente del direttivo di Slow Medicine, coordinatore della campagna #buogiornoiosono

17 febbraio 2015
© Riproduzione riservata


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