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Medicina convenzionata. L'ultimatum della Fimmg: “Riaprire trattativa entro 15 giorni o sciopero nazionale il 12 maggio”

I medici di famiglia chiedono l’immediata riapertura della trattativa per il rinnovo della convenzione. Se entro due settimane ciò non avverrà la Fimmg annuncia l’avvio di  una “lotta sindacale” dal 4 maggio e la proclamazione di uno sciopero nazionale per il 12 maggio. E intanto si lavora per la modifica dell'Atto d'indirizzo.

28 MAR - La Fimmg chiede l’immediata ripresa del tavolo di trattativa per il rinnovo della Convenzione ed è pronta ad avviare una “lotta sindacale” e a proclamare uno sciopero nazionale per il 12 maggio se entro 15 giorni non ci sarà la convocazione del Tavolo tecnico. Questo è quanto ha stabilito il Consiglio nazionale della Federazione riunito oggi a Roma.
 
I medici di famiglia, dunque, danno ancora 15 giorni di tempo per la riapertura del Tavolo presso la Sisac. Una trattativa assai complicata, che doveva ‘velocizzarsi’ dopo che lo scorso 4 marzo è stato firmato un documento politico d’intesa tra Regioni e Sindacati, con la condivisione del Ministero della Salute. Nelle ultime settimane la commissione Salute delle Regioni ha esaminato il testo (alcune Regioni avevano richiesto chiarimenti) rilevando come vi sia la necessità di modificare l’Atto d’indirizzo per riaprire il tavolo Sisac-Sindacati. Una procedura, su cui il Ministero della Salute si è già detto disponibile, che però richiede un passaggio in Consiglio dei ministri. I tempi, quindi, potrebbero essere lunghi e i medici di famiglia non sembrano voler aspettare oltre.

 
 
Il Consiglio nazionale Fimmg ha ribadito infatti “di considerare il documento politico firmato il 4 marzo tra il Presidente del Comitato di Settore e le Organizzazioni Sindacali della Medicina Convenzionata come impegnativo per tutti per la immediata ripresa del tavolo di trattativa”. Per questo il Consiglio ha dato mandato al segretario nazionale Giacomo Milillo di proclamare e organizzare 15 giorni di lotta sindacale, a partire dal 4 Maggio, nell’ambito dei quali “si procederà ad un’applicazione rigorosa della normativa contrattuale” per quanto riguarda orario degli studi, compiti previsti e modalità organizzative, “che nel loro complesso possano consentire ai cittadini di valutare cosa significhi non poter contare sul costante riferimento del proprio medico di fiducia, che solo un’autonomia professionale può garantire e che nelle intenzioni tecnocratiche delle Regioni si vuole eliminare”.

La Fimmg è pronta a proclamare anche uno sciopero della medicina generale (Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Medicina dei Servizi, Emergenza Convenzionata) per martedì 12 Maggio 2015, con  chiusura degli studi dei medici di Assistenza Primaria ed effettuazione delle sole prestazioni indispensabili.

“Le azioni di lotta e lo sciopero – prosegue la Fimmg -  si svolgeranno su tutto il territorio nazionale, anche in quelle regioni che si sono dimostrate sensibili alle argomentazioni dei medici perché la controparte nella trattativa è rappresentata dalla Conferenza delle Regioni.”

Contemporaneamente partirà una campagna di divulgazione e di informazione “sulle motivazioni delle iniziative sindacali e sulle conseguenze dell’ulteriore subordinazione del medico di medicina generale come richiesta dalle Regioni” con  manifesti di grande formato, tweet-mob e messaggi sui social network.

28 marzo 2015
© Riproduzione riservata


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