Direttori sanitari presentano 5 misure concrete per rafforzare il loro ruolo strategico

Direttori sanitari presentano 5 misure concrete per rafforzare il loro ruolo strategico

Direttori sanitari presentano 5 misure concrete per rafforzare il loro ruolo strategico

Creare un elenco nazionale dei direttori sanitari, in analogia ai direttori generali; eliminare la possibilità di rimuovere il direttore sanitario entro tre mesi dall’insediamento di un nuovo Dg ; adeguare le retribuzioni e uniformarle a livello; autonomia retributiva dal direttore generale. Queste le 5 richieste dei direttori sanitari.

Cinque le misure concrete, volte a rafforzare e valorizzare il ruolo strategico del direttore sanitario che opera nelle aziende ospedaliere e sanitarie italiane, risultato di un percorso avviato un anno fa da un gruppo di Direttori Sanitari formato da Emanuele Ciotti (direttore generale USL Umbria 1 ed ex direttore sanitario AOU Città della Salute e della Scienza di Torino), Simona Dei (direttrice generale ISPRO ed ex direttrice sanitaria USL Toscana Centro), Assunta De Luca (direttrice sanitaria ASL Viterbo), Maria Di Sciascio (direttrice sanitaria AST di Ascoli Piceno), Cinzia Gentile (direttrice sanitaria AUSL Reggio Emilia), Riccardo Luzi (direttore sanitario INRCA IRCCS Marche), Antonio Manfredi (direttore sanitario ASST Bergamo Ovest), Mara Masullo (direttrice sanitaria ASL Foggia), Ottavio Alessandro Nicastro (direttore sanitario USL Umbria 1), Raimondo Pinna (ex direttore sanitario ARNAS G. Brotzu di Cagliari) e Luigi Rossi (direttore sanitario ASP Crotone). A loro si sono aggiunti Sergio Parrocchia (direttore sanitario ASL Latina), Angelo Barbato (direttore sanitario ASL Rieti), Domenico Perri (direttore sanitario ASL Caserta) e Barbara Innocenti (direttrice sanitaria ASL Toscana Sud Est).

Il lavoro del gruppo si è concluso con un documento che ha definito le competenze necessarie per esercitare il ruolo del direttore sanitario aziendale, la sua evoluzione, le aree di azione (tra cui si evidenziano quelle di organizzazione e controllo; governo clinico; gestione delle risorse; pianificazione strategica; innovation manager) individuando di fatto il Direttore Sanitario non come un direttore di produzione, ma colui che opera sulle strategie su cui si fonda la produzione dei servizi.

Per garantire la dignità del ruolo di DS, sono state quindi estrapolate cinque misure, poi votate durante l’assemblea dagli oltre 100 direttori sanitari provenienti da tutta Italia, che rappresentano, come spiegano i direttore sanitari in una nota, “non solo un investimento per migliorare qualità ed efficienza del sistema sanitario, ma anche un passo verso un contesto più equo, meritocratico e sostenibile. Infatti definire e valorizzare la leadership e le competenze del direttore sanitario significa costruire un sistema capace di affrontare le sfide del presente e progettare un futuro fondato su centralità del paziente, innovazione e sostenibilità”.

Le cinque misure condivise sono:

  • Creazione di un elenco nazionale: istituire un elenco nazionale dei direttori sanitari, in analogia  ai direttori generali, dal quale poter attingere per le nomine, garantendo trasparenza e uniformità nei criteri di selezione.
  • Stabilità contrattuale: eliminare, nelle regioni dove ora presente, la possibilità di rimozione del direttore sanitario entro tre mesi dall’insediamento di un nuovo direttore generale, favorendo così continuità e stabilità gestionale
  • Adeguamento della retribuzione: prevedere  una remunerazione connessa al Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, non inferiore a quella prevista per la posizione apicale massima della dirigenza medica, come il direttore di dipartimento.
  • Uniformità retributiva nazionale: garantire una retribuzione omogenea su tutto il territorio italiano, eliminando le disparità regionali.
  • Autonomia retributiva dal direttore generale: separare la retribuzione del direttore sanitario da quella del direttore generale, in modo da valorizzare specificamente il suo ruolo tecnico e gestionale.

Il documento sarà presentato nelle sedi istituzionali.

27 Novembre 2025

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