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22 SETTEMBRE 2019
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Sciopero medici. I Sindacati: “Il 16 dicembre a rischio oltre 2 milioni di prestazioni. A gennaio pronte altre 2 giornate di sciopero”. E su medicina difensiva e assunzioni: “Da Governo solo annunci”

A due giorni dallo sciopero di mercoledì  i camici bianchi denunciano come il “Governo fa orecchie da mercante” e annunciano che la mobilitazione proseguirà anche nel 2016. Previste anche forme di protesta informatica con il mancato invio per esempio dei certificati di malattia all’Inps. “Non smetteremo di protestare fino a che Esecutivo non ci vorrà incontrare per stipulare un patto con la professione”

14 DIC - Il prossimo 16 dicembre con lo sciopero dei medici saranno rischio oltre 2 milioni di prestazioni (visite specialistiche, esami di laboratorio, interventi chirurgici programmati solo per fare degli esempi). Saranno coinvolti oltre 200 mila camici bianchi sia dipendenti che convenzionati. E la mobilitazione proseguirà anche a gennaio con altre 2 giornate di sciopero e con forme di protesta alternative come lo sciopero informatico (per esempio attraverso il mancato invio on line all’Inps dei certificati di malattia).
 
Questi alcuni numeri dello sciopero di 24 ore (e delle prossime mosse) indetto dai camici bianchi per mercoledì 16 dicembre e divulgati dai sindacati oggi durante una conferenza stampa. In ogni caso i camici bianchi precisano che saranno “garantite le urgenze e i servizi minimi”. In occasione della giornata di protesta i leader sindacali saranno in sit-in davanti all’Ospedale San Camillo di Roma.
 
Le ragioni della mobilitazione e dello sciopero hanno i motivi principali nel definanziamento del Servizio sanitario nazionale, la perdita del ruolo professionale e la mancanza di un progetto nazionale per la sostenibiltà del servizio pubblico. E in questo senso i sindacati hanno anche commentato negativamente lo stralcio dell’emendamento sulla responsabilità professionale dalla Legge di Stabilità con cui si sarebbero dovute finanziare nuove assunzioni per far fronte alla legge sugli orari di lavoro. “Sono saltate le norme relative alla responsabilità medica contro il fenomeno della cosiddetta medicina difensiva, e questo perché nessuno ha ritenuto credibile il meccanismo economico che partendo dai risparmi ottenibili con tali norme avrebbe dovuto finanziare le assunzioni del personale sanitario. Di conseguenza, salta anche l'emendamento per le assunzioni. Tutto ciò è l’esempio emblematico di come il Governo fa promesse e annunci che poi non mantiene”.

 
“Il Governo – ha detto il Segretario nazionale Fimmg Giacomo Milillo - dovrebbe chiedersi il perché sindacati con posizioni diverse si ritrovano. Il Ssn è stato diluito e sottratto alla funzione di tutela della salute. Quotidianamente assistiamo a convegni fatti dalle assicurazioni che guardano per ora all’out of pocket, ma si stanno attrezzando alle prestazioni sostitutive del Ssn. Tocca quindi a noi lottare fino a che il Governo non ci vorrà incontrare per stipulare un patto con la professione”. Milillo ha poi specificato che “la battaglia ripartirà a gennaio in cui sono in previsione altri 2 giorni di sciopero. I medici non sono in mobilitazione per raccogliere qualche biscottino. Stiamo protestando per denunciare le inadempienze di Governo e Regioni”.
 
“L’Italia sta perdendo il primato della buona salute. Gli anni in buona salute vanno peggiorando e il Governo ha fatto orecchie da mercante”. Ha detto Costantino Troise segretario nazionale Anaao-Assomed che ha parlato anche della norma sugli orari di lavoro e sul rischio di slittamento delle nuove assunzioni. “Il Governo corre il rischio di incorrere in sanzioni. La data di entrata in vigore è stata scelta da questo Governo e da questo Parlamento”.
E poi sul rinnovo del contratto. “Di fatto il blocco è prorogato per un anno. Il piano è scientemente studiato per impoverire una categoria centrale in ogni sistema pubblico. Non c’è voglia di rinnovare contratto e convenzione”.
 
Critico per il dietrofront sull’emendamento sulla medicina difensiva e nuove assunzioni anche Riccardo Cassi, presidente Cimo. “Sono perplesso dall’atteggiamento del Governo. Prima prova risolvere con le assunzioni il problema della legge sugli orari di lavoro e poi si tira indietro. Se è il problema che non è stato riconosciuto il finanziamento vuol dire che non c’è attenzione. E poi sono preoccupato per il ritiro degli emendamenti sulla colpa medica. Non vorrei fosse un disimpegno anche perché la questione era in ballo anche prima che venisse fuori il tema dell’orario di lavoro. Non vorrei che i veti incrociati sulla responsabilità siano tornati”. E Cassi chiede al Governo di chiarire “nelle prossime ore”.
 
Per il segretario della Fp Cgil Medici Massimo Cozza la bocciatura dell’emendamento “è un’occasione mancata dal Governo. Poteva essere un segnale anche se le ragioni della nostra protesta sono molto più ampie”. Cozza ha poi evidenziato come in Stabilità “ci sono poi alcuni tagli mascherati. E mi riferisco all’introduzione di una diabolica tagliola sanitaria che prevede piano di rientro triennali per Asl e Ospedali dove se i conti non tornato in ordine i Dg decadono” In sostanza il Governo dice “O tagli o vai via e un’azienda su 4 è a rischio piano di rientro”.
 
Per quanto riguarda i numeri stimati dello sciopero e sugli effetti che esso produrrà gli  anestesisti rianimatori dell’Aaroi-Emac per bocca del vicepresidente Fabio Cricelli hanno stimato una riduzione “tra i 25 e i 40 mila interventi chirurgici programmati”
 
Per le visite specialistiche Antonio Magi, tesoriere nazionale Sumai-Assoprof ha precisato che la giornata di sciopero “dovrebbe comportare l’astensione dal lavoro di 16mila medici specialisti ambulatoriali interni con 500 mila prestazioni e 190 mila visite che non saranno eseguite. Saranno in ogni caso garantite le emergenze”.
 
Per il segretario dello Smi Pina Onotri  mercoledì “scioperiamo contro la privatizzazione delle cure contro un Governo non è più capace di garantire sostenibilità e perché vogliamo riappropriarci della nostra dignità professionale. Colpire i medici vuol dire colpire la sanità al core”.  Onotri ha precisato che “saranno chiusi gli studi medici di famiglia, i servizi di Continuità assistenziale, anche se saranno garantite le emergenze e i servizi minimi oltre all’assistenza domiciliare e ai malati oncologici”. Ma Onotri ha parlato anche delle future azioni di proteste. “Pensiamo a protesta informatica (come la mancata trasmissione dei certificati di malattia) per creare un disagio amministrativo”.
 
Pierlugi Ugolini dei veterinari Sivemp ha precisato che “saranno bloccati i controlli sugli animali che quindi saranno dilazionati”. Giovanni Cerimionale dei pediatri della Fimp ha ricordato poi come “la professione sia in difficoltà e che c’è intenzione di smantellare il Ssn. Per ogni pediatri ci sono una media di 30-40 prestazioni al giorno più 20 contatti telefonici al giorno”.
 
Il vicesegretario nazionale dei medici radiologi SNR Stefano Canitano ha poi precisato come “sul piano delle prestazioni non eseguite vista l'enorme quantità di prestazioni erogate giornalmente, credo che saranno rinviate almeno 40-50 mila prestazioni radiologiche. D'altronde siamo il paese al mondo che produce la maggiore quantità di prestazioni pro capite, circa 100 milioni all'anno. E ciononostante con gli organici ridotti invece di rimettere in campo un riadeguamento del personale si trovano escamotage per la radiologia a basso costo con la telerefertazione,  una specie di mostro normativo che non produce altro che crollo della qualità delle prestazioni sanitarie. Siamo disposti a parlare di tutto, ma non a danneggiare i pazienti per stare dietro a risparmi ed esigenze di cassa”.
 
Luciano Fassari

14 dicembre 2015
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