Calabria. Si spacca il fronte delle professioni sanitarie. La Consulta (infermieri esclusi) contro la legge: “Stravolta normativa nazionale”

Calabria. Si spacca il fronte delle professioni sanitarie. La Consulta (infermieri esclusi) contro la legge: “Stravolta normativa nazionale”

Calabria. Si spacca il fronte delle professioni sanitarie. La Consulta (infermieri esclusi) contro la legge: “Stravolta normativa nazionale”
Da parte dell’associazione che riunisce il personale delle 22 professioni sanitarie arriva la stroncatura della legge regionale che istituisce i Servizi delle professioni sanitarie e la dirigenza delle professioni. Inviata lettera al presidente della Regione Oliverio e al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. LA LETTERA

“Rammarico e delusione, per il modo sprezzante, per come sono stati condotti i lavori che hanno portato all’approvazione di una di legge, dove c’è di tutto, all’infuori delle norme previste dalla legge nazionale 251/00.Infatti si rileva, con grande stupore, che la suindicata proposta di Legge Regionale, recentemente approvata dal Consiglio Regionale risulta, nella sua quasi totalità, essere stata stravolta dall’originario impianto legislativo di prima presentazione”. È quanto denuncia la Consulta delle Professioni Sanitarie della Regione Calabria in una lettera inviata al presidente Oliverio e al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
 
“Le modifiche apportate – si legge nella lettera – , determino di fatto un impoverimento delle professioni sanitarie; inoltre, si ritiene che la proposta di L.R., così come è stata riformulata, non risponda alle vere esigenze del sistema sanitario regionale oltre che, risulta essere in disarmonia con quanto previsto dalla Legge n. 251 del 10 agosto 2000 “disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, nonché della professione ostetrica””.


 


In particolare la Consulta rilancia la sua proposta emendativa già presentata durante l'esame del provvedimento, che – si spiega nella lettera inviata a Oliverio e Lorenzin – "consiste nell’avviare anche nella Regione Calabria, così come avvenuto in analogia nelle altre Regioni d’Italia, una classe dirigenziale delle Professioni Sanitarie e Sociali Professionale, nonché la definizione di una struttura organizzativa professionale articolata in cinque servizi professionali, che opera in autonomia tecnico-professionale, nel rispetto di quanto definito nella Legge 251/2000".
 
Ricordiamo che al contrario della Consulta, gli infermieri hanno dato il loro pieno appoggio alla normativa regionale, definita proprio ieri dal coordinatore Ipasvi della Calabria Fausto Sposato come “un risultato atteso per sedici lunghi anni che ha visto la luce grazie alla tenacia degli ordini e dei collegi rappresentanti le professioni sanitarie e sociali”.
 
 
 

22 Aprile 2016

© Riproduzione riservata

Terapia antitrombotica nel paziente fragile: come bilanciare rischi e benefici nell’Intelligence Review di QS Pro Gold 
Terapia antitrombotica nel paziente fragile: come bilanciare rischi e benefici nell’Intelligence Review di QS Pro Gold 

Nei pazienti fragili, la gestione della terapia antitrombotica richiede un equilibrio tra la prevenzione degli eventi tromboembolici e il rischio di sanguinamento. Età avanzata, comorbilità e condizioni cliniche complesse rendono...

Riforma sanità territoriale, “senza gli specialisti ambulatoriali rischia di fallire”. Le riflessioni al Congresso Sumai
Riforma sanità territoriale, “senza gli specialisti ambulatoriali rischia di fallire”. Le riflessioni al Congresso Sumai

Non solo strutture e strumenti, ma professionisti coinvolti nella programmazione, nell’organizzazione e nella gestione dei percorsi di cura: è su questo terreno che si gioca l’attuazione della riforma della sanità...

Medici. Il Sumai lancia il “doppio canale”: posti in ospedale coperti anche con la convenzione. “Risparmi per 4,8 miliardi in dieci anni”
Medici. Il Sumai lancia il “doppio canale”: posti in ospedale coperti anche con la convenzione. “Risparmi per 4,8 miliardi in dieci anni”

Un doppio canale per reclutare i medici nel Servizio sanitario nazionale, lasciando alle aziende sanitarie la possibilità di scegliere se coprire i posti vacanti attraverso il tradizionale rapporto di dipendenza...

Liste d’attesa. Anaao: “La Corte dei conti certifica quello che denunciamo da anni. Senza medici, i soldi restano nei cassetti”
Liste d’attesa. Anaao: “La Corte dei conti certifica quello che denunciamo da anni. Senza medici, i soldi restano nei cassetti”

"La relazione della Corte dei conti mette nero su bianco una verità che i medici ospedalieri ripetono da tempo nell'indifferenza generale: le liste d'attesa non sono un incidente post-pandemico, ma...