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Congresso Fimmg. Saitta (Regioni) all’attacco: “Parola sanità scomparsa da discussione su Def e Bilancio”. E poi la stilettata al Governo: “Reddito di cittadinanza non permette di pagarsi le cure”

di L.F.

Il coordinatore della commissione Salute delle Regioni dal palco del Congresso del sindacato dei medici di famiglia non usa troppi giri di parole e critic ail Governo: “È la prima volta che nel dibattito su Def e Legge di Bilancio scompare la parola sanità”. E poi Lancia la proposta: “Chiediamo  che il Fondo sanitario aumenti e sia vincolato per quanto riguarda le assunzioni e i contratti: sono le due questioni fondamentali”.

03 OTT - “Il tema del Fondo sanitario non è irrilevante. Da 4 anni sono coordinatore degli assessori alla Sanità delle Regioni ma è la prima volta che nel dibattito su Def e Legge di Bilancio scompare la parola sanità. La nostra preoccupazione deriva da questo fatto. Ho letto il Def con attenzione, si parla di liste d’attesa e altro ma il valore centrale della sanità lo possiamo celebrare ma se poi non c’è una complete applicazione sulle norme rischiamo di fare soltanto testimonianza”. Così il coordiantore della commissione Salute delle Regioni Antonio Saitta nel suo intervento al 75° Congresso della Fimmg in corso a Chia, in Sardegna.
 
Un intervento durissimo e molto applaudito in cui Saitta ha evidenziato come “oggi la sanità non è al centro dell’attenzione dimenticando che se non si finanzia il Fondo sanitario non è che questo non ha effetti sul sistema sociale. Puoi mettere reddito di cittadinanza ma poi se il sistema sanitario non funziona chi è che paga le cure? Il reddito di cittadinanza non permette di pagarsi le cure”.

 
“E poi c’è il tema del personale – ha ricordato Saitta - . Mettiamo insieme le cose che si sono dette in questi giorni: ‘quota 100’, 25 mila medici che vanno in pensione, medici di famiglia insufficienti e specialisti che mancano. Sono disposto a discutere di tutto, anche del nuovo Patto per la salute. Ma siamo arrivati ad un punto in cui dobbiamo essere pragmatici e dire chiaramente che la questione principale è quella del personale. Pensiamo alle liste d’attesa, ci arriva la circolare, riempiamo una mare di carte e poi tutto si conclude con il numero unico 1500? Ecco, non ci siamo se ci sono le liste d’attesa è perché l’occupazione è bassa e bisogna aumentarla. Allora la richiesta è che il Fondo sanitario aumenti e sia vincolato per quanto riguarda le assunzioni e i contratti: sono le due questioni fondamentali”.
 
Un riferimento poi anche alle borse di specializzazione. “C’è poi il tema delle 2.600 borse di specializzazione che non sono state finanziate e quando le finanziamo? Al prossimo anno quando diremo che mancano? No, vanno finanziate oggi”.
 
“La battaglia sul Bilancio è importante – ha concluso - perché le giuste preoccupazioni che ho ascoltato oggi è che il sistema sta scivolando verso il privato. Non c’è bisogno di una legge sta avvenendo di fatto e siccome credo che tutti abbiamo un’interesse comune io vorrei anche in occasione dei 40 del Ssn dobbiamo chiederci se il Ssn così come lo conosciamo lo vogliamo mantenere. E come si mantiene: se ci sono le risorse e il personale”.
 
L.F.

03 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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