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Medici Inps/3. Anmi: “Chiediamo all’Inps di rivedere il piano performance. Noi garantiremo sempre autonomia e terzietà”

Dopo le polemiche scede in campo l’Associazione dei medici Inps per ribadire che nella Determinazione dell’Ente di previdenza del 13 marzo scorso vi sono profili di incompatibilità con il Codice di deontologia medica.

11 OTT - In riferimento alle notizie, trasmesse in questi giorni dagli organi di informazione, circa le incentivazioni ai Medici INPS in correlazione al numero di prestazioni revocate nell’ambito delle valutazioni medico-legali in materia di Disabilità, l’ANMI (Associazione Nazionale Medici INPS), rappresentativa della maggioranza dei Medici dipendenti dell’Istituto, con il presente comunicato intende ribadire la propria posizione.
 
La nostra Associazione, in occasione della presentazione alle OO.SS. del Piano della Performance 2018-2020 dell’INPS (Determinazione Presidenziale n. 24/2018) ha evidenziato tempestivamente come il documento, relativamente agli indicatori dell’Area Medico-Legale, ponesse rilevanti profili di incompatibilità con il dettato del Codice di Deontologia Medica oltre che esulasse da una equa e omogenea identificazione valutativa di invalidità e disabilità, ispiratrice dell’usuale operato professionale dei medici INPS.
 
Riteniamo opportuno, inoltre,  precisare come mai i medici legali INPS abbiano indirizzato il loro operato  al solo raggiungimento di obiettivi impropri  di mera incentivazione; pertanto respingiamo ogni accusa, più o meno velata, di chi vuole screditare per i più svariati motivi la nostra categoria, fornendo dati non reali. 

 
L’ANMI continuerà a opporsi fermamente, come ha sempre fatto, a qualsiasi ipotesi di impostazione valutativa della Performance che non tenga conto della necessaria e imprescindibile autonomia e terzietà dell’operato dei Medici INPS e continuerà a garantire, nei confronti delle fasce più fragili della popolazione, un servizio Medico-Legale scevro da qualsiasi condizionamento, pur nell’ossequio di indici di efficienza ed efficacia ai quali il ruolo medico-legale dell’Istituto si è sempre attenuto.
 
È necessario sottolineare che l’attività dei Medici INPS risponde, e continuerà a rispondere, esclusivamente ai criteri del rigore clinico-obiettivo e dell’appropriatezza scientifica della valutazione medico-legale, in particolare in materia di invalidità civile, adeguandosi scrupolosamente alle Tabelle di legge (DM 5/2/1992) e alle Linee Guida per l’Accertamento degli Stati Invalidanti che lo stesso Istituto, attraverso la sua componente tecnica, si è date.
 
Abbiamo accolto positivamente il sostegno, a queste nostre proposizioni, da parte del Ministro Grillo, del Presidente FnomCeo Dr. Anelli e delle Associazioni rappresentative delle categorie dei Disabili i cui rappresentanti operano quotidianamente presso i nostri ambulatori e verificano direttamente la qualità delle nostre prestazioni.
 
Pertanto, attendiamo che l’Amministrazione si astenga dal proseguire sul percorso intrapreso rivalutando il Piano della Performance dell’Area Medica, nel rispetto dell’autonomia professionale dei medici che, peraltro, essa stessa ha riaffermato con la Determinazione Presidenziale n. 125 del luglio 2017 nella quale si esplicitano le caratteristiche peculiari del ruolo medico-legale dell’Istituto che risulta autonomo nell’operatività e, conseguentemente, responsabile delle specifiche attività mediche.
 
dott. Francesco Ammaturo                                       
Presidente ANMI- FEMEPA
 
La Segreteria nazionale ANMI-FEMEPA

11 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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