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“Pari doveri, ma anche pari diritti con il pubblico. Siamo anche noi Servizio sanitario nazionale”, l’ospedalità privata accreditata chiede un nuovo Patto con Governo e Regioni

Presentato oggi  a Roma il 16° Rapporto annuale “Ospedali & Salute 2018” promosso dall'Aiop. Focus su liste d'attesa e Pronto soccorso. La presidente Cittadini: “La presenza in Italia di una grande rete di aziende ospedaliere di diritto privato è una opportunità rilevante per il Ssn, per erogare prestazioni di qualità, una riserva di operatività e di flessibilità a servizio di tutto il sistema”. Coletto e Siri: “Nessun pregiudizio da parte di questo governo. Per noi anche voi siete il Ssn”. LA RELAZIONE. LA SINTESI DEL RAPPORTO

16 GEN - “Siamo una componente essenziale e integrante del Ssn. E vogliamo fare la nostra parte, per questo siamo pronti e disponibili ad aprire un tavolo di concertazione con il Ministero della Salute per risolvere le criticità del Ssn a partire dal problema delle liste di attesa. Il Governo deve assumere consapevolezza che va rimosso il tetto imposto dal Decreto legge del 2012, anche per consentire il rinnovo dei contratti nazionali per quei lavoratori che operano nella componente di diritto privato del Ssn. Una rapida e positiva chiusura del contratto darebbe un segnale forte di efficienza e attenzione al mondo del lavoro”.

Ha messo le carte sul tavolo Barbara Cittadini, Presidente dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop) nella sua relazione per la presentazione, oggi in Senato, del 16° Rapporto annuale “Ospedali & Salute 2018” promosso dall’Associazione e realizzato dalla società Ermeneia - Studi & Strategie di Sistema. Un’opportunità questa della presentazione del Rapporto, ha sottolineato la Presidente: “Per rilevare le criticità del Ssn ma anche le soluzioni che potrebbero consentire di arrivare ad una loro risoluzione”.

 
La crisi del sistema. È un Ssn sottoposto a un definanziamento costante ed ingravescente in rapporto al Pil, quello descritto dalla Cittadini. Un Servizio sanitario che si sta allontanando dai principi dettati dal legislatore 40 anni fa, quando fu istituito, dalle necessità del Paese e dai bisogni dei cittadini.
“Oltre all’esiguità dei fondi destinati al Ssn rispetto al Pil – ha detto– occorre rilevare l’adozione di scelte di politica sanitaria che non consentono di investire nell’ambito dell’innovazione, garantendo uno sviluppo del settore; presupposti indispensabili, perché il nostro Sistema mantenga quei livelli di qualità, che l’hanno sempre caratterizzato”.
 
E ancora, aggiunge “va considerato il progressivo logoramento dei servizi garantiti dalla componente pubblica che, sovente, presenta fenomeni di riduzione quantitativa e di indebolimento qualitativo delle prestazioni; fenomeni che portano non solo disagi ai pazienti e alle loro famiglie ma, anche, dei rimandi o delle rinunce alle cure, come pure il ricorso, in costante crescita, all’out-of-pocket o alla mobilità sanitaria extraregionale”.
 
“Al riguardo – aggiunge – occorre precisare come il ripristino della libertà di scelta del luogo di cura per tutte le patologie e in tutte le regioni significherebbe, anche, innescare un meccanismo virtuoso che, se correlato ad una reale e generale applicazione del pagamento a prestazione nel finanziamento di tutti gli erogatori pubblici e privati, potrebbe incentivare l’investimento, la competizione virtuosa e lo sviluppo di centri e di reti di eccellenza, contribuendo, in modo determinante, a mantenere il nostro Ssn equiparabile con i migliori sistemi di welfare sanitario in Europa”.
 
Le criticità del sistema sono molteplici, ha quindi ricordato la presidente Aiop. Si va dalla rinuncia a visite o accertamenti specialistici per problemi di liste di attesa, come indicato dai dati Istat e confermato dal Rapporto Aiop, per passare all’evidente differenziazione dell’offerta sui territori e all’interno di essi. Il risultato? Il profilarsi di diseguaglianze sociali sempre più gravi e inaccettabili.
 
Liste di attesa e Pronto soccorso. Non a caso il Rapporto Aiop 2019 ha puntato i riflettori su liste di attesa e utilizzo improprio del pronto soccorso, cartine al tornasole delle criticità che gravano sulla sanità italiana
In particolare sul fenomeno delle liste di attesa, che in un anno ha interessato una o più volte quasi 4 persone adulte su 10, è “improcrastinabile”, suggerisce Cittadini “l’esigenza di aumentare l’offerta di servizi erogati, consentendo ai cittadini di operare la libertà di scelta del luogo di cura e implementare l’erogazione dei nuovi Lea”.
 
Da qui, l’invito al Governo a rimuovere il tetto di spesa alle prestazioni sanitarie dei privati accreditati imposto dal DL 95 del 2012, sulla spending review, pieta di inciampo per l’ospedalità accreditata. Un’eliminazione che consentirebbe anche, rimarca Cittadini “Il rinnovo dei contratti nazionali per quei lavoratori che operano nella componente di diritto privato del Ssn, per garantire un Servizio che sia all’altezza delle aspettative di un Paese moderno e civile”.
 
Il Ssn è una risorsa preziosa per il Paese che rischia di essere smarrita, sottolinea quindi con forza la Presidente: “È indispensabile che tutti coloro che hanno responsabilità di sistema ne assumano piena consapevolezza: Governo, Regioni e operatori a tutti i livelli. Sono necessari un rinnovato impegno finanziario e una maggiore condivisione d’intenti fra la componente di diritto privato e quella di diritto pubblico del Ssn, che dovrebbero lavorare insieme in maniera più sinergica”.
 
Insomma, pubblico e privato, hanno un obiettivo comune: assicurare un’assistenza sanitaria in termini universalistici, efficiente ed efficace. Per questo, sottolinea l’Aiop “bisogna lavorare insieme”.
 
“La presenza in Italia, infatti, di una grande rete di aziende ospedaliere di diritto privato è una opportunità rilevante per il Ssn, un prezioso strumento per erogare prestazioni di qualità, una riserva di operatività e di flessibilità a servizio di tutto il sistema – ha ricordato Cittadini – le nostre strutture sanitarie si avvalgono della professionalità di 12mila medici, 26mila infermieri e tecnici e di oltre 32mila operatori socio- sanitari, impegnando meno del 7% delle risorse che il Ssn assegna all’attività ospedaliera e con indicatori di performance sovrapponibili a quelli delle strutture pubbliche”.
Ma, avverte “senza l’adozione di politiche sanitarie adeguate, la rete Aiop da sola, così come tutto il resto degli altri operatori privati, non è in grado di garantire l’universalità delle prestazioni”.
 
Per l’Aiop, il Sistema necessita di una manutenzione, mettendo a sistema responsabilità e riconoscimenti economici sia dell’ospedalità pubblica che di quella privata accreditata e “non solo perché lo prevede la legge ma, anche, perché è interesse oggettivo del Paese valorizzare entrambe le componenti delle quali occorre utilizzare e rendere efficienti le rispettive potenzialità”.
E le strutture private accreditate, rimarca Cittadini “fanno parte del sistema ospedaliero”.
 
Molto ha fatto l’ospedalità privata accreditata: ha reagito adattandosi alla contrazione delle fonti di finanziamento e all’evoluzione dei modelli organizzativi. “A differenza di quanto registrato nella componente pubblica – prosegue Cittadini –  non ci si è, infatti, concentrati sulla contrazione dei costi, ma sulla razionalizzazione degli stessi, investendo sul cambiamento, efficientando l’offerta, rispondendo a requisiti e setting assistenziali nuovi, e continuando a capitalizzare in strutture, tecnologie, farmaci innovativi e formazione dei professionisti”.
 
Soluzioni, aggiunge “che, dalle strutture accreditate, potrebbero - e anzi dovrebbero - essere estese alle strutture pubbliche, in modo da contribuire ad aumentare l’efficienza dell’intero sistema, trasferendo indicatori di qualità ed attrattività che, nel tempo, divengono pratica comune e standard condiviso per tutti gli operatori”.
 
In sostanza “valorizzare entrambe le componenti consentirebbe di migliorare il livello complessivo del sistema, adottando soluzioni che siano realmente di pari trattamento, di pari valutazione dei risultati e di pari trasparenza della gestione.
 
Le proposte Aiop. Cittadini lancia quindi le sue proposte per uscire dall’impasse. “Prima di pensare alle modifiche strutturali, che richiedono tempo, nell’immediato, si potrebbe pensare ad efficientare il Sistema, incentivando alcuni settori e/o prestazioni dei quali si avverte maggiore bisogno, in base al dato epidemiologico. E per questo, al fine di un reale efficientamento del Sistema, da tempo, AIOP propone di:
 
1) tornare a riprendere quel percorso di aziendalizzazione, intrapreso e mai completato, con il ritorno al pagamento a prestazione, anche per il comparto pubblico, che deve essere ricondotto con efficaci piani industriali all’equilibrio fra costi e ricavi in tempi certi e misurabili;
2) attivare un vero sistema premiale, che riconosca gli sforzi delle organizzazioni e dei manager migliori, e che al contempo disincentivi, in modo netto, le gestioni disfunzionali o inefficaci;
3) inserire elementi crescenti di competizione virtuosa, tra erogatori con diversa natura giuridica all’interno di un unico percorso di accreditamento;
4) prevedere la terzietà dei controlli, per superare il conflitto di interessi di un erogatore pubblico che è, al contempo, controllore e controllato.
 
“Il futuro è una scelta e non una fatalità – aggiunge – speriamo, che per una volta, il Paese scelga di scegliere. Ignorare i problemi di oggi, infatti, significherebbe sprecare l’opportunità di poterli governare. Aiop, come sempre, è disponibile ad un confronto virtuoso e sinergico per individuare, con chi è stato chiamato ad operare la programmazione sanitaria, la migliore soluzione possibile tenuto conto delle risorse necessarie ma, anche, di quelle disponibili e, soprattutto, delle non poche e irrilevanti mutazioni di contesto intervenute in questi quarant’anni. Una soluzione – ha chiosato – che, condividiamo tutti, deve avere come obiettivo un diritto che, ancora oggi, la nostra Costituzione tutela: la salute”.
 
Ester Maragò

16 gennaio 2019
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