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Una formazione di qualità per fornire ai farmacisti italiani gli strumenti per affrontare il futuro del Ssn. La Fondazione Cannavò lancia il suo programma di attività

Prima riunione operativa oggi del nuovo Comitato scientifico coordinato dall’ex Dg Aifa Luca Pani. Allo studio percorsi di formazione professionale condivisi a 360 gradi, dall’ospedale al territorio, fino ai farmacisti di comunità. Ma non solo, tutte le attività saranno monitorate allo scopo di verificarne i risultati concreti. D’Ambrosio Lettieri: “Declinare con competenza il vocabolario dell’innovazione rappresenta la nostra sfida”.

05 MAR - Percorsi formativi standardizzati allo scopo di creare una sinergia a tutto tondo tra i farmacisti, da quelli operanti nell’ospedale, passando per quelli delle Asl fino a quelli di comunità. Ma non solo, attivazione di iniziative per affrontare le sfide del presente e del domani come la presa in carico delle cronicità e la sensibilizzazione della popolazione su prevenzione e screening. Il tutto poi sarà scientificamente misurato per valutare l’impatto concreto delle iniziative messe in campo.
 
Sono questi i capisaldi emersi dalla prima riunione del Comitato scientifico della Fondazione Cannavò attraverso cui sono stati lanciati gli obiettivi programmatici per il prossimo futuro sempre tenendo bene a mente la mission della valorizzazione e tutela della figura del farmacista, il suo costante aggiornamento tecnico, scientifico e culturale, attraverso la promozione e la realizzazione di iniziative rivolte alla formazione, alla qualificazione e all'orientamento professionale.
 
“Gli obiettivi sono sempre quelli dell’avanzamento culturale che poi va declinato sugli aspetti scientifici. La velocità con cui tutto questo avverrà abbiamo difficoltà a prevederla e penso soprattutto alla medicina digitale. E quindi noi dobbiamo fornire al Cda della Fondazione gli elementi per iniziare un percorso di formazione e riqualificazione e valutare l’impatto che ciò ha sulla professione”. Ha affermato il coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione Cannavò, Luca Pani. “Pensiamo – ha evidenziato - quindi di iniziare dalle aree terapeutiche più grandi cercando di intercettare sia i cittadini sani a rischio che i pazienti cronici con bassa aderenza alla terapia. Il tutto con l’obiettivo di abbattere i costi e migliorare la salute dei cittadini. Il nostro è un programma ampio e ambizioso ma che sarà molto pratico perché abbiamo l’intenzione di misurarlo con dei follow up molto stretti. Ogni 3-6 mesi misureremo l’impatto delle iniziative per verificare il miglioramento della professione rispetto agli interventi da noi suggeriti”.

 
“Declinare con competenza il vocabolario dell’innovazione rappresenta la nostra sfida e come Fondazione metteremo in campo iniziative di tipo formativo, editoriale e di orientamento che in termini concreti dovranno raggiungere lo scopo. E per farlo adotteremo strumenti di verifica delle attività formative”. Ha affermato il presidente della Fondazione Cannavò Luigi d’Ambrosio Lettieri.
 
“Il Comitato scientifico – ha ricordato - è coordinato da Luca Pani, una figura di prestigio che per sensibilità, competenza e autorevolezza rappresenta un’assoluta garanzia sia per la qualità dei contenuti formativi, sia per la conoscenza profonda del mondo dei farmacisti essendo stato anche Dg di Aifa. Il Comitato scientifico poi si avvale anche della presenza di tutti i presidenti delle società scientifiche della farmaceutica, un patrimonio di sensibilità e competenze ma anche una enorme potenzialità attinenti alle linee guida della professione. L’obiettivo è far viaggiare il comitato scientifico su due gambe, una quella della farmacia italiana dove la presenza del presidente di Federfarma, Marco Cossolo, rappresenta una assoluta risorsa e l’altra è quella rappresentata dalla Sifo. E il fatto poi che quest’iniziativa parta su input della Fofi e de presidente Andrea Mandelli conferma la visione organica del progetto che coinvolge l’intera comunità professionale”.
 
“Ma oggi – ha precisato - abbiamo anche parlato dell’attività formativa. Tanto Mandelli che Cossolo hanno ribadito la scorsa settimana agli Stati generali della farmacia come quanto il passaporto d’ingresso per esercitare l’attività professionale è rappresentato dal patrimonio delle competenze. Soltanto il patrimonio della conoscenza, adeguatamente aggiornato ad un mondo che cambia, consente di ricevere una legittimazione popolare e un riconoscimento istituzionale. Tutti aspetti fondamentali per la nuova mission del Ssn e delle farmacie che vedono tra i loro obiettivi quello della presa in carico del paziente, attraverso l’aderenza alla terapia e l’empowerment del paziente attraverso la prevenzione primaria e screening”.
 
Il presidente ha infine parlato dalla piattaforma FarmaLavoro: “Vogliamo proseguire e potenziare questa iniziativa finalizzata a creare un rapporto privilegiato tra la domanda e l’offerta di lavoro. Il tema dell’occupazione è centrale e i colleghi hanno necessità di individuare percorsi privilegiati per entrare nel mondo del lavoro. FarmaLavoro dev’essere per questo conosciuta di più e c’impegneremo a diffonderla maggiormente perché rappresenta una grande opportunità”.

“La Fondazione – ha detto il presidente della Fofi Andrea Mandelli -quest’anno rilancia la sua sfida nel campo della formazione per aiutare il farmacista nella sfida di evoluzione della professione in un mondo che si evolve rapidamente. In questo senso sono convinto che il nuovo consiglio direttivo e il nuovo comitato scientifico coordinato da Luca Pani sia la risposta migliore per riportare il tema della formazione al centro anche delle dinamiche federali. In quest’ottica sarà fondamentale uniformare e standardizzare l’intervento del farmacista in tutte le sedi in cui opera. Questo è uno degli obiettivi della federazione perché solo in questa maniera riusciremo a far percepire il farmacista come valore aggiunto per il Ssn, proprio perché in grado di dare una risposta omogena su tutto il territorio”.
 
“Ho accolto con entusiasmo questa opportunità per valorizzare al massimo tutte le componenti della professione e stimolare una sinergia operativa che si trasformi in risposte reali per i cittadini”. Ha dichiarato Simona Serao Creazzola, presidente della Sifo. “L’azione del farmacista delle Aziende sanitarie – ha spiegato - parte da quello che riguarda l’acuto e l’alta specialità nell’ambito ospedaliero ma poi si fa carico di tutte le componenti della territorializzazione dell’assistenza sanitaria e anche qui sia nei Pdta che nella componente clinica può svolgere da connettore di un sistema che genera valore.  L’assistenza farmaceutica secondo noi va intesa come un unicum. Il nostro intento primario è quello di mettere al centro la salute. Una visione integrata dell’assistenza farmaceutica in tutte le sue componenti può determinare un plus per la costruzione di un’assistenza sanitaria e penso che i farmacisti possono essere driver significativi”.
 
“Sono onorato di partecipare a questo Comitato scientifico. Come società di farmacia clinica metteremo a disposizione la nostra esperienza nell’ambito della stesura di protocolli per l’orientamento della pratica professionale, per la presa in carico del paziente cronico in farmacia e di tutti quegli strumenti che sono atti a qualificare i professionisti. Nostro obiettivo è di formulare una proposta formativa che possa essere confacente alle esigenze di qualificazione professionale”. Ha dichiarato il Presidente Sifac, Corrado Giua Marassi
 
“È un onore partecipare a questo comitato scientifico con un livello così elevato”. Ha affermato Marco Cossolo, Presidente di Federfarma.
 
“La Fondazione – ha evidenziato - può svolgere un ruolo fondamentale. Stamani abbiamo affrontato la questione della misurabilità dell’azione del farmacista nell’ambito della gestione della compliance del paziente a tutto tondo perché rappresenta il futuro del farmacista di comunità. Importante è poi la discussione che abbiamo affrontato con la Sifo dove abbiamo tratteggiato un percorso di continuità nella gestione farmaceutica del paziente tra il farmacista ospedaliero e quello sul territorio. Altro tema importante è quello di riuscire a trovare dei meccanismi per verificare l’efficacia scientifica delle azioni messe in campo. Importante poi l’idea lanciata dal Dr. Pani di allargare il comitato scientifico anche ad altre professioni perché non possiamo più pensare di lavorare in silos ma bisogna iniziare a farlo in modo interconnesso”.
 
Nella giornata si è insediato anche il Consiglio Superiore della Fondazione, presieduto da Cesare Primo Garau e composto da Riccardo Mastrangeli, Francesco Settembrini e Ido Benigni. Nella prima riunione sono state prese in esame le modifiche allo statuto della Fondazione Cannavò proposte dal Consiglio di Amministrazione.

05 marzo 2019
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