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Cure Palliative. Devono entrare anche negli standard ospedalieri

di Marco Ceresa

23 MAR - Gentile Direttore,
anzitutto va detto che finalmente è stato sancito il diritto alla “cura della sofferenza” anche negli ospedali, infatti  le Cure Palliative (CP) vi rientrano a pieno titolo, almeno in linea di principio, grazie all’art. 38 comma 2 dei nuovi  LEA divenuti ora legge da pochi giorni (ottemperanti in tal senso alla legge 38/2010).    
 
Ciò è accaduto verosimilmente, anche per l’azione di stimolo di interrogazioni parlamentari  che rilevavano l’assenza delle CP ospedaliere nella bozza di luglio 2016 dei LEA (evidenziando il contrasto con la legge 38), in sinergia alla sensibilità di funzionari delle apposite commissioni ministeriali.
 
Nonostante tale importante risultato di principio, va segnalata la necessaria presentazione di una ulteriore interrogazione parlamentare sulla tematica delle Cure Palliative ospedaliere , per ricordare la loro assenza proprio negli Standard Ospedalieri attualmente vigenti (DM 70/2015), assenza che ora appare in contrasto con i nuovi LEA approvati.   
 
Si auspica che al più presto sia possibile rendere coerente con i nuovi LEA proprio tale dettato normativo, il quale regolamenta in maniera cogente gli attuali standard ospedalieri, reintroducendo in essi esplicitamente le CP almeno fra i servizi senza posti letto (ambito ambulatoriale e consulenziale). 
 
Per provare a risolvere fattivamente questo problema concreto e cruento (la sofferenza ed il dolore non controllato lo sono davvero), basterebbe una piccola modifica che potrebbe trovare d’accordo il mondo politico, in ottemperanza a quello spirito di servizio alla collettività che ne basa la stessa esistenza, accordo che venne già trovato con l’approvazione unanime della legge 38/2010 alla base delle CP italiane.
 
Solo così infatti si renderà davvero operativo il principio sancito dai LEA e finalmente la cura della sofferenza diverrà davvero un diritto per tutti, anche negli ospedali, migliorando la qualità della vita in tutte le fasi di ogni malattia dolorosa e non solo alla fine della vita.
 
Infatti solo se nel regolamento degli standard ospedalieri, troverà adeguata menzione la disciplina Cure Palliative, allora le direzioni sanitarie potranno prevedere personale interno stabilmente dedicato a tale scopo; altrimenti si rischia che il principio sancito dai nuovi LEA venga assolto a macchia di leopardo, a seconda delle possibilità e sensibilità locali, magari con la sola attivazione di convenzioni posticce con enti territoriali esterni, certo non idonee a lenire davvero la sofferenza, la quale non conosce orari e necessiterebbe di adeguato trattamento tempestivo.
 
Va ricordato che in assenza di modifica del DM 70/2015 le stesse delibere regionali applicative dei nuovi LEA, non potranno imporre agli ospedali la presenza interna di CP strutturate. 

Marco Ceresa
Medico Palliativista

23 marzo 2017
© Riproduzione riservata

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