Hiv. Da Intergruppo parlamentare arriva proposta: “Test dai 16 anni senza autorizzazione dei genitori”

Hiv. Da Intergruppo parlamentare arriva proposta: “Test dai 16 anni senza autorizzazione dei genitori”

Hiv. Da Intergruppo parlamentare arriva proposta: “Test dai 16 anni senza autorizzazione dei genitori”
Viene inoltre previsto che le Asl debbano assicurare la funzionalità e l’adeguatezza dei servizi per il trattamento a domicilio delle persone affette da Hiv o Aids. Sempre le Aziende saranno tenute ad organizzare annualmente corsi di formazione e di aggiornamento per il personale che opera presso i reparti ospedalieri per malattie infettive. Questi alcuni dei contenuti della proposta di legge presentata oggi dall’intergruppo parlamentare "L'Italia ferma l'Aids". Iardino: “ll messaggio più importate è l’attenzione ai cosiddetti 'grandi minori”. IL TESTO

Stop alle diagnosi tardine di Hiv. Via libera al test, già dai 16 anni, anche senza il consenso di chi esercità la potestà genitoriale. E poi, una revisione e aggiornamento dei contenuti della legge 135/1990 sull'Aids con la previsione di Piani di intervento di durata triennale, previsione di trattamenti a domicilio per i pazienti e corsi formaziona e aggiornamento annuali per il personale che opera presso i reparti ospedalieri per malattie infettive.
 
Questi alcuni dei contenuti della proposta di legge presentata oggi alla Camera dall’intergruppo parlamentare "L'Italia ferma l'Aids", guidato da Mauro D'Attis (FI) e da Fabiola Bologna (M5S).
 
Ricordiamo che sul tema dei test per l'Hiv ai minori senza il consenso dei genitori, il PD aveva già presentato un disegno di legge assegnato alla Commissione Affari Sociali della Camera lo scorso ottobre. Inoltre, alcune settimane fa il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, aveva annunciato che da Lungotevere Ripa stavano elaborando una proposta per consentire ai ragazzi, già dai 13 anni, di poter effettuare il test senza l’autorizzazione dei genitori.

 
“Vorrei ringraziare il Ministro della Salute On. Roberto Speranza – dichiara D’Attis, promotore dell’intergruppo parlamentare 'l’Italia ferma l’Aids' – per il sostegno governativo che ha deciso di dare alla nostra proposta di legge (la lettera del ministro), un lavoro davvero trasversale e che sta trovando l’interesse di numerosi parlamentari. E lo ringrazio anche perché per la prima volta il Ministero ha reso pubblici i dati dell’Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione dell’Hiv e dell’Aids in Italia prima della celebrazione della giornata mondiale contro l’Aids, dando a tutti noi la possibilità di portare avanti il nostro lavoro con maggiore cognizione ed efficacia in occasione del primo dicembre. Questa confluenza di fattori positivi ci fa ben sperare che l’iter di approvazione possa concludersi nel 2020”.
 
“Non esistono categorie a rischio ma solo comportamenti a rischio – ha continuato Fabiola Bologna (M5S) -, per questo abbiamo chiesto che per alcune categorie i preservativi possano essere gratuiti”.
 
“In Italia siamo riusciti a svolgere un lavoro grandioso – ha aggiunto Rosaria Iardino, Presidente della Fondazione The Bridge -: clinici, pazienti, associazioni, aziende, parlamentari, tutti insieme abbiamo collaborato per innovare una legge 135 che a suo tempo, nel 1990, fu già di per sé innovativa. Il messaggio più importate è l’attenzione ai cosiddetti 'grandi minori', i ragazzi tra i 16 e i 18 anni che non fanno il test dell’HIV sia per via della disinformazione sia perché è necessario il consenso dei genitori. È un fatto gravissimo, perché questi ragazzi scoprono la malattia a 20 anni perdendo così tre anni di trattamenti preziosi ed è ancora più grave perché a livello medico scientifico è oramai dimostrato che se una persona è trattata correttamente fin dall’insorgere della malattia, questa persona non trasmetterà più il virus. E l’epidemia, tutt’ora in corso, si contiene”.

26 Novembre 2019

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