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Speciale Elezioni/6. Il voto in Umbria. Le proposte di Marini (Csx), Ricci (Cdx) e Liberati (M5S) per la sanità

Tra le proposte di Marini per l'assistenza ospedaliera quella di “far muovere lo staff e le tecnologie piuttosto che i pazienti”. Per Ricci bisogna “valorizzare i piccoli ospedali integrandoli meglio con i grandi e i distretti”. Tra gli impegni di Liberati, una legge sulla medicina non convenzionale con l’istituzione di un fondo per il loro studio e sviluppo. I programmi dei quattro candidati. Vedi gli Speciali Veneto, Campania, Puglia, Toscana e Liguria.

25 MAG - Manca meno di una settimana alle elezioni regionali. Ecco una rassegna delle proposte per la sanità contenute nei programmi dei tre candidati in Umbria: Catiuscia Marini per il Centrosinistra (Umbria più uguale - Sinistra Ecologia Libertà - La sinistra per l'Umbria, Socialisti riformisti territori per l'Umbria, Partito Democratico, Iniziativa per l'Umbria Civica e Popolare), Claudio Ricci per il centrodestra (Ricci presidente, Per l'Umbria Popolare con Ricci, Cambiare in Umbria con Ricci, Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale - Ricci presidente, Lega Nord e Forza Italia), Andrea Liberati (Movimento 5 stelle).

CATIUSCIA MARINI (Umbria più uguale - Sinistra Ecologia Libertà - La sinistra per l'Umbria, Socialisti riformisti territori per l'Umbria, Partito Democratico, Iniziativa per l'Umbria Civica e Popolare)
Nel suo programma per la sanità la presidente uscente esordisce affermando che “grazie ad un’attenta e rigorosa politica sanitaria la Regione è riuscita negli anni a garantire un’efficace assistenza agli umbri, senza dovere prevedere costi aggiuntivi a carico dei cittadini”. “Obiettivo prioritario della Regione Umbria rimane pertanto il mantenimento anche nei prossimi anni di un sistema sanitario ‘universalistico’, in grado di assicurare i livelli essenziali di assistenza e quelli aggiuntivi previsti dalla normativa regionale a tutta la popolazione residente, senza distinzioni di genere, età, reddito o lavoro”.

Ecco, in sintesi, attraverso quali azioni:
Parole chiave per garantire tale configurazione del SSR con l’intrapresa azione di riordino e riorganizzazione, senza compromettere l’equilibrio di bilancio, sono e saranno appropriatezza clinica ed organizzativa, per evitare fenomeni di improprio assorbimento di risorse, nonché l’integrazione tra ospedale, distretto e servizi sociali.
Altro punto è la prevenzione attraverso il rafforzamento della organizzazione dei Dipartimenti di Prevenzione. In tale quadro programmatico, il nuovo Piano Regionale della Prevenzione prevede la realizzazione di due progetti nella logica della “farmacia dei servizi”, insieme ai medici di famiglia pilastro della sanità per la sua distribuzione capillare sul territorio.
Va riconfermato, in un’ottica di integrazione e multidisciplinarietà, il ruolo del Distretto e la sua articolazione territoriale in Centri di Salute, il cui modello evolutivo è rappresentato dalla Casa della Salute. L’attuale modello di associazionismo va superato e migliorato attraverso forme associative dell’assistenza primaria, quali le Aggregazioni Funzionali Territoriali monoprofessionali (AFT) e quelle multi professionali, le Unità Complesse delle Cure Primarie (UCCP).
Altro elemento fondamentale del riordino dell’assistenza distrettuale è dato dal potenziamento delle strutture dedicate alle Cure Intermedie.
Un’attenzione particolare sarà dedicata alla programmazione dei servizi delle aree della Disabilità e della Salute Mentale e Dipendenze.
Per quanto concerne l’assistenza ospedaliera, la politica regionale sarà orientata a completare la ridefinizione della rete ospedaliera umbra, attraverso il perseguimento dei seguenti obiettivi:
•    far muovere lo staff e le tecnologie piuttosto che i pazienti;
•    ottimizzare la gestione delle strutture ospedaliere più piccole, riconvertendo, in parte o totalmente, i posti letto in posti di degenza breve (day/week hospital);
•    ottimizzare l’utilizzo dei posti letto ordinari intra ed inter-ospedale, utilizzando una maggiore flessibilità nell’assegnazione degli stessi e mettendo a rete le disponibilità di posti letto (specie per le aree a maggiore criticità, ad es. medicine generali);
•    potenziare le “alternative” all’ospedale ovvero le strutture intermedie sul territorio al fine di de-ospedalizzare e evitare ricoveri inappropriati.
Nel quadro della prevista riorganizzazione della rete ospedaliera va inquadrato anche lo sforzo che l’Amministrazione regionale ha già posto in essere e si impegna a completare nella prossima legislatura per quanto attiene agli investimenti in sanità, a partire da quelli di edilizia sanitaria.
E poi governo delle liste di attesa, sanità elettronica, sistema regionale unico delle prenotazioni (CUP); il sistema di accoglienza regionale SAR; la rete informativa dell’oncologia; la rete informativa dell’assistenza territoriale, il sistema informativo unico della diabetologia; il sistema unico dei laboratori di analisi, il sistema regionale amministrativo/contabile.
La naturale evoluzione del sistema informativo sociosanitario sarà quella di:
o    istituire il fascicolo sanitario, con particolare attenzione alla semplificazione per raccogliere il consenso al trattamento dati sanitari e sociosanitari;
o    implementare la de-materializzazione della ricetta rossa;
o    fornire sempre più servizi on line al cittadino: prenotazioni e pagamento delle prestazioni, autocertificazioni esenzioni/fasce di reddito, etc..
IL PROGRAMMA INTEGRALE

CLAUDIO RICCI (Ricci presidente, Per l'Umbria Popolare con Ricci, Cambiare in Umbria con Ricci, Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale - Ricci presidente, Lega Nord e Forza Italia)

Per Ricci bisogna migliorare la sanità razionalizzando, premiando il merito, evitando gli sprechi e coinvolgendo di più i privati.
Valorizzare i piccoli ospedali integrandoli meglio con i grandi (e i distretti territoriali) e attivando realmente un centro unico di acquisti sanitari.
Diminuire i tempi di attesa per gli esami facendo funzionare di più e meglio i laboratori (evitando prenotazione che poi non vengono svolte); ottimizzare la gestione e migliorare i servizi digitalizzando la cartella clinica.
IL PROGRAMMA INTEGRALE


ANDREA LIBERATI (Movimento 5 stelle)
Per realizzare qualsiasi progetto d’innovazione e trasformazione per Liberati “è fondamentale una nuova visione culturale nella quale la condivisione, il senso di responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi, la partecipazione, coinvolgono sia il personale sanitario che i cittadini”.
Ecco alcuni degli impegni di liberati per la sanità umbra:
Basta con le attese infinite e gli appuntamenti fissati a distanza di anni. Uscire dal modello “ospedalocentrico” verso un sistema di assistenza integrato in un’organizzazione armonizzata e sinergica della rete dei servizi
Le prescrizioni dei medici di base e di reparto dovrebbero essere sottoposte al vaglio, predisponendo una opportuna filiera di controllo con provvedimenti concreti contro quei medici che si ostinassero a non valutare con la necessaria attenzione clinica i pazienti sottoposti loro ad indagine.
Stop anche  sovraffollamento e alle attese interminabili nei pronto soccorso. In attesa del reale potenziamento del territorio previsto, esistono modelli organizzativi e procedurali che coinvolgono il personale medico ed infermieristico, utilizzati già in altre regioni, e in grado, se ben governati, di abbattere i tempi d’attesa almeno al pronto soccorso. Ad esempio il progetto “see & treat” riduce in modo sostanziale i tempi d’attesa, destinando i cosiddetti “codici minori” in un percorso assistenziale rapido ma efficace gestito interamente dall’infermiere competente. Un altro semplice progetto, una variante del “Fast-track di pronto soccorso” utilizzato per gli accessi diretti nelle emergenze specialistiche (oculistica, otorino, ostetricia), prevede che al momento del “Triage”, l’infermiere addetto e competente, riconoscendo l’utente in un profilo diagnostico stabilito, definito e condiviso in precedenza con i medici, possa lui stesso richiedere gli eventuali esami ematici e di diagnostica per immagine appropriati, in modo tale che, al momento della visita, gli esami siano già a disposizione del medico con un notevole risparmio di tempo

Progetto gravidanza fisiologica per avvicinare la donna alla figura appropriata e competente all’assistenza del percorso di nascita. Qui in Umbria la potente “casta” dei medici ginecologi ha devastato, con un’informazione distorta, il naturale percorso assistenziale che trova il suo fondamento nel concetto che la gravidanza e la nascita sono eventi fisiologici basati sulla naturale capacità della donna di vivere l’esperienza della nascita, accompagnata dalla quantità minima di interventi necessari. Spesso invece, grazie a questo tipo d’informazione, le gestanti si sottopongono, senza una adeguata informazione, a test diagnostici, anche invasivi, inappropriati per numero e per specificità (ecografie e amniocentesi) che comportano un maggiore rischio di complicanze durante la gravidanza, con sforzi economici notevoli, per le giovani coppie, a causa delle consulenze private dei medici e i test eseguiti in centri privati. Quello che ne consegue è che ricorrono ai consultori ostetrici solo famiglie extracomunitarie o famiglie italiane con problemi economici. La figura dell’ostetrica, in questo contesto, è rilegata al mero compito di “collaborante” fuori e dentro la sala parto.
Il progetto gravidanza fisiologica avvicina la donna alla figura appropriata e competente all’assistenza del percorso nascita nella gravidanza a basso rischio rappresentata dall’ostetrica e non dal medico ginecologo come molti sono propensi a credere.

Umbria regione cardioprotetta  con il capillare posizionamento dei defibrillatori nei punti strategici della Regione (scuole di ogni ordine e grado, uffici pubblici, ecc…) prevedendo anche corsi di formazione e di certificazione all’uso degli stessi dispositivi. Ma non ci si limita solo al problema dell’adulto, ma affronta anche questioni di primo soccorso pediatrico come le manovre opportune da mettere in atto per la improvvise ostruzioni delle vie aeree del bambino.

Medicina non convenzionale, libertà di scelta terapeutica del cittadino e libertà di cura da parte degli operatori sanitari. Di conseguenza prevedere:
● fondo a sostegno e allo sviluppo della medicina non convenzionale una volta presenti nel servizio sanitario regionale sulla base di progetti specifici e di destinare dei fondi reperibili, anche tra soggetti privati, e coinvolgendo le università, per progetti di studio e di ricerca per verificare l’efficacia delle terapie non convenzionali in patologie specifiche.
● definizione linee guida all’uso per i medici di medicina generale sul loro uso e delle linee guida per la formazione degli operatori in collaborazione con gli ordini dei medici. Un altro ambito che si deve tener presente e regolamentato li dove si hanno delle carenze, è quello delle Discipline Bio-Naturali che includono pratiche come la naturopatia, la pranoterapia, la riflessologia, lo shiatsu le quali stimolano le risorse naturali dell’individuo e sono mirate al benessere e a migliorare la qualità della vita.
● legge regionale della medicina non convenzionale, riconoscimento, promozione e l'utilizzo terapeutico di ambulatori di medicina non convenzionale (MNC) come: l'agopuntura l'omeopatia e la fitoterapia, la regolamentazione delle discipline del benessere naturale (DBN), in una collaborazione sinergica di medicina integrata (MI) e medicina convenzionale. L’approccio integrato viene utilizzato per il trattamento di molte malattie croniche quali: malattie reumatiche, esiti di traumi e di ictus, riabilitazione ortopedica e neurologica, dolore cronico, patologie respiratorie, gastrointestinali; dermatologiche, allergie, asma e per contenere gli effetti collaterali della chemioterapia in oncologia e nelle cure palliative, riducendo l'assunzione di farmaci,riducendo la spesa farmaceutica e migliorando la qualità della vita. Implementando attraverso l'inserimento di quelle discipline riconosciute, ma non ancora regolamentate l’espressione di un reale pluralismo di approcci scientifici, con la semplicità di poter accedere a questo tipo di cure attraverso la ricettabilità da parte del medico di medicina generale e la prenotazione attraverso CUP e FarmaCup mantenendo altresì l'esenzione Ticket per quei malati che necessitano di cure per patologie croniche ed oncologiche. Un esempio importante da prendere in considerazione e quello dell’Ospedale di Medicina Integrata dell’ospedale di Pitigliano in provincia di Grosseto.

Zero waste healt, per una sanità eco-compatibile e per l’applicazione della strategia rifiuti zero.

Trasparenza e partecipazione. Nell’ottica di incoraggiare un contrasto di tipo preventivo alla cattiva gestione del bene pubblico il ruolo del controllo civico assume un rilievo fondamentale. Del resto trasparenza, partecipazione e collaborazione sono i capisaldi di una “amministrazione aperta”. Dunque:
● coinvolgimento dei comitati di cittadini competenti su varie tematiche sanitarie e amministrative al fine di partecipare attivamente alle scelte strategiche delle Aziende Sanitarie Umbre. Avranno potere decisionale sulla redazione del contenuto della carta dei servizi, di atti e delibere aziendali riguardo servizi, gestione del personale, aspetti premianti, avanzamenti di carriera, organigramma aziendale, spesso gestiti in modo squisitamente clientelare. inoltre, faranno parte delle commissioni tecniche specifiche per l’acquisto di risorse tecnico-strumentali e per l’edilizia sanitaria.
● selezione partecipata delle cariche apicali. La decisione dei cittadini deve essere tenuta in considerazione anche per la valutazione e la selezione della cariche apicali della dirigenza che non dovrà più avvenire a porte chiuse con l’uso di criteri esclusivamente politici e con scelte unilaterali.
● pubblicazione dei curricula. Dovranno essere pubblici i curricula dei direttori generali, dei dirigenti e del personale del comparto nonché gli obiettivi assegnati e quelli raggiunti. Lo stipendio e la componente premiante dovranno essere necessariamente collegati al raggiungimento degli obiettivi di efficienza si, ma soprattutto di efficacia, in termini di qualità prodotta.
IL PROGRAMMA INTEGRALE
 

25 maggio 2015
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