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Regioni. Chi dopo Garavaglia ad Aifa e al Comitato di Settore? 

Con l’elezione in Parlamento dell’ex assessore all’Economia della Lombardia si apre si apre la partita su chi gli succederà in due ruoli importanti nell’ambito della politica sanitaria del Paese. Nomine attese, soprattutto quella del Comitato di settore, che senza guida, rischia di bloccare l’iter per il rinnovo dei contratti.

18 APR - Comitato di Settore e Aifa: chi succederà a Garavaglia? Con l’elezione in Parlamento di Massimo Garavaglia, ex assessore all’Economia della Lombardia che rivestiva la carica di presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità e di membro designato dalle Regioni nel Cda dell’Aifa si apre la partita su chi gli succederà in questi due ruoli importanti nell’ambito della politica sanitaria del Paese.

Il Comitato di settore, come noto, riveste un ruolo chiave e di raccordo tra Conferenza delle Regioni, Mef e Ministero della Salute per quanto riguarda i contratti del personale sanitario. La nomina, inoltre, è attesissima da tutto il personale convenzionato dato che, dopo la firma dell’accordo tra Sisac e sindacati, spetta proprio al Comitato di settore dare il via libera per la trasmissione degli atti alla Corte dei conti che deve esaminare le nuove convenzioni. Insomma, senza presidente del Comitato di Settore rischia di fermarsi tutto.

In questo quadro domani il tema del nuovo presidente sarà all’esame della Conferenza delle Regioni, ma la situazione è molto fluida. L’ipotesi di scuola è che la guida del Comitato di settore possa rimanere alla Regione Lombardia, ma non è affatto detto. Secondo alcuni addetti ai lavori il successore di Garavaglia in Regione Lombardia (Davide Carlo Caparini) potrebbe non avere sufficente esperienza per ricoprire subito un ruolo così tecnico. "Garavaglia quella nomina se l'era guadagnata sul campo" è il senso del ragionamento.


Ecco perché potrebbe realizzarsi uno scenario che si sussurrava negli ultimi giorni, ovvero che a toccar palla potrebbe essere un esponente di una regione guidata dal centrosinistra (e il nome che gira è quello dell'assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna, Sergio Venturi), che però ha già il presidente della Conferenza delle Regioni (l’emiliano Stefano Bonaccini) e il coordinatore degli assessori alla Sanità (il piemontese Antonio Saitta)

Ma a rendere ancora più a tinte fosche la situazione, sempre a quanto si apprende da fonti regionali, c'è anche l'ipotesi di temporeggiare e attendere l’esito delle elezioni in Molise (si vota domenica 22 aprile) e Friuli Venezia Giulia (voto domenica 29 aprile con grande favorito il centrodestra). In questo caso il rischio, come dicevamo, è quello di stoppare l’iter del rinnovo dei contratti. Ed ecco che a questo punto non è esclusa anche una quarta ipotesi: nominare un 'facente funzioni' per evitare proprio un empasse sui contratti. 

A prescindere da tutto, sicure invece di rimanere fuori dai giochi dovrebbero essere le regioni del centrosud, come zero chance ha il M5S, che ad oggi non è alla guida di nessuna Regione (in Molise ha buone possibilità di vittoria ma in ogni caso un’eventuale affermazione non modificherebbe gli equilibri all’interno della conferenza delle Regioni). Insomma un risiko che, in piccolo ci mancherebbe, non ha nulla da invidiare a quello sul Governo nazionale.

Dall’esito più certo sembra invece la partita Aifa (il tema però non è all'ordine del giorno). I rumors segnalano come la Lombardia voglia confermare un suo uomo nel Cda e il profilo sembra essere proprio quello del nuovo assessore regionale all’Economia, Davide Carlo Caparini.

18 aprile 2018
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