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Lombardia. Avanti tutta con la riforma per le cronicità. Approvate le nuove “Regole del sistema 2020”. Ecco il testo


La Regione non arretra sulla riforma per la presa in carico dei pazienti cronici, su cui si continua a puntare visto anche il progressivo invecchiamento della popolazione. Si ampia, quindi, l'offerta di cure intermedie e di residenzialità. Contestualemente, e anche grazie al potenziamento delle cure primarie, si punta a concentrare l'assistenza ospedaliera punta sucompetenze di alta specialità. Novità anche per farmacie e infermieri. IL DOCUMENTO

16 DIC - Approvate stamani Le regole di sistema della Regione Lombardia per il 2020. Il documento annuale che fa il punto sulle politiche sanitarie e sociosanitarie, per tracciare le direttive per il nuovo anno, parte da una indiscutibile evidenzia: la quota di over 65 continua a crescere, quello degli under40 a decrescere. Non c’è dubbio, allora, che la priorità sia quella di dare risposta alla forte domanda che arriva da persone che, avanti con gli anni, manifestano fragilità e malattie croniche.

Un obiettivo che la Lombardia insegue da anni e per il quale ha messo a punto uno specifico piano, oggetto di ampio confronto in regione. Ma che qualcosa si stia muovendo è un dato di fatto. Nel documento si rileva, infatti, come sia gli erogatori pubblici sia quelli privati hanno aumentato la complessità del loro mix (+3% del valore medio del ricovero che è arrivato ad € 4.042) e ciò è più evidente in quelli pubblici (+10% del valore medio del ricovero che è arrivato ad € 3.654).

“L’aumento della complessità dei ricoveri - evidenzia il documento - è un aspetto positivo che documenta un utilizzo dell’ospedale per acuti più appropriato, anche in termini di setting di erogazione delle prestazioni. Mediamente il 56% del valore economico della casistica è riferibile a quella chirurgica, e questa percentuale si attesta al 57% nelle aziende pubbliche ed al 56% nelle private (il valore del privato è molto influenzato dalle attività riabilitative che per il 75% in Lombardia sono garantite da questa tipologia di erogatore)”. L’obiettivo della programmazione regionale è quindi quello di di indirizzare progressivamente, ed in modo graduale nel tempo, questo trend verso casistica di maggiore complessità clinica e con maggiori criticità in termini di tempi di attesa, con l’obiettivo complessivo di promuovere ulteriormente l’appropriatezza e l’efficacia dei servizi.


Questo significa anche potenziare le strutture intermedie e la medicina territoriale, che per la Lombardia “rappresenta il luogo centrale per le cure e il primo accesso del paziente cronico nel sistema sociosanitario regionale”. Nel documento si spiega come i soggetti individuabili come affetti da patologie croniche abbiano una prevalenza costante sulla popolazione attorno al 32% - 34%.

Agli enti erogatori pubblici e privati la Regione chiede quindi di “sfruttare l’occasione del modello della presa in carico del paziente cronico per procedere alla reingegnerizzazione delle attività ambulatoriali, organizzando ambulatori per l’esecuzione nella medesima giornata di alcune delle prestazioni sanitarie previste nel singolo PAI. Con l’obiettivo non solo di semplificare il percorso di follow up al paziente cronico, ma anche di contribuire in modo decisivo all’abbattimento delle liste d’attesa, a titolo esemplificativo con particolare riferimento ai pazienti cronici che presentano comorbidità, si propone che gli enti gestori di intesa con gli erogatori offrano al paziente cronico la possibilità di programmare e prenotare dei cd. 'pacchetti prestazionali' in un unico accesso”.
 
La finalità è quella di concentrare l’esecuzione di alcuni accertamenti previsti nel PAI, favorendo l’integrazione e la valutazione multiprofessionale del paziente cronico da parte del case manager e dei medici specialisti. Tutto ciò “anche al fine di aumentare la percezione da parte del paziente del valore aggiunto derivante dal modello della presa in carico.”

Ecco alcuni degli obiettivi e delle novità contenute ne Le regole di sistema 2020

AREA OSPEDIALIERA
Gli indirizzi che orienteranno la programmazione dell’offerta ospedaliera nel 2020 sono:

- “recepimento delle indicazioni contenute nel D.M. n. 70/2015, in particolare di quelle che hanno l’obiettivo di favorire l’erogazione di cure appropriate e sicure e che indirizzano le Regioni verso la programmazione degli assetti organizzativi dell’area ospedaliera”; 


- “definizione della rete di offerta ospedaliera attraverso una visione strategica della assistenza sanitaria al cittadino concentrando competenze di alta specialità nei centri nei quali sono presenti i servizi e le discipline necessarie ad un loro adeguato funzionamento e delineando il profilo erogativo dei diversi Presidi delle ASST nella logica di una filiera erogativa coerente con le esigenze del territorio”; 


- “sviluppo di una organizzazione a rete che deve prevedere assetti organizzativi coerenti con volumi di attività, analisi delle performance, attenzione alle criticità legate alle aree disagiate e definizione di progettualità di integrazione delle equipe”; 


- “identificazione degli appropriati livelli di sicurezza con garanzia di trattamento delle patologie tempo dipendenti (quali STEMI e STROKE, trauma maggiore, ostetrico neonatale, ECMO,...) in funzione dell’attuazione di un modello di rete integrata che permetta razionalizzazione e rigorosa appropriatezza degli interventi anche attraverso la collaborazione fra i vari nodi della rete”; 


- “sviluppo di progettualità legate alle degenze di comunità nell’integrazione con la rete ospedaliera per una migliore presa in carico della cronicità”. 


PERSONALE
Si conferma anche per l’anno 2020 la determinazione del budget unico per il personale dipendente a tempo indeterminato e determinato. Si conferma, inoltre, che anche per l’anno 2020 non sono consentiti spostamenti di costi da singole voci di bilancio (da personale strutturato a contratti atipici e viceversa), salvo preventiva autorizzazione dei competenti uffici regionali.
Nessun riferimento, invece, all'inserimento, negli ospedali, di medici che non hanno ancora concluso la formazione specialistica

CURE PRIMARIE
Il sistema delle cure primarie è oggetto da anni di una forte trasformazione volta ad integrare il ruolo tradizionale di valutazione del paziente e richiesta di accesso al secondo livello con una maggiore offerta al cittadino. In questo senso, secondo la Regione, “il percorso di appropriatezza intrapreso da tempo sta portando ad una attività centrata sulla gestione del paziente a bassa e media complessità. Ne è un esempio il processo in atto di presa in carico del paziente cronico che coniuga la formulazione di un piano di cura e il suo governo con l’erogazione di prestazioni di secondo livello anche attraverso la telemedicina”.

Presupposto di questo processo è stato lo sviluppo organizzativo che Regione Lombardia ha perseguito nel tempo per la medicina generale, incrementando l’organizzazione in gruppo e/o per sedi comuni e favorendo la presenza di personale di studio e di infermieri. Analogo sviluppo ha interessato la Pediatria di Libera scelta, sia per quanto riguarda la diffusione delle forme associative che per la maggiore presenza di personale nello studio del Pediatra di Libera Scelta. “I nuovi ACN di categoria - sostiene la Regione -, in fase di redazione, integreranno e svilupperanno il percorso già avviato in Regione Lombardia”.

La Regione fa inoltre sapere che nel 2020 verificherà la possibilità di supportare ulteriormente questo processo organizzativo “viste sia le indicazioni previste nel prossimo ACN che visti gli sviluppi previsti nella DGR XI/2019/2019 recante: ‘Prime indicazioni per l’avvio del percorso di riordino e di riclassificazione dei PreSST, dei POT e delle degenze di comunita'”.

Per quanto riguarda il settore della Pediatria di Libera Scelta e relativamente alle prestazioni ambulatoriali rivolte ai pazienti cronici in parte ricomprese nell’istituto contrattuale dell’Assistenza Programmata Ambulatoriale (APA), si provvederà nel corso dell’anno ad armonizzare queste attività di gestione di patologia cronica con il processo sulla presa in carico.

Sempre al fine di armonizzare l’attività di gestione della patologia cronica con il processo sulla presa in carico si cercherà di dare ulteriore visibilità all’apporto della continuità assistenziale per quanto riguarda la pubblicazione del referto della prestazione sul FSE o la sua trasmissione.

Cruciale permane per il settore delle cure primarie anche l’integrazione, ovvero il supporto alle attività di urgenza a bassa complessità per certi versi sovrapponibili alle prestazioni non differibili. In questo senso, spiega la Regione, le attività relative alla guardia del sabato pediatrica saranno oggetto di puntuale valutazione di efficacia, pensando altresì a progettualità che ne prevedono la diffusione laddove la rete di offerta risulta essere meno strutturata.

Infine, nel documento si fa sapere che “verrà valutato percorrendo eventuali progettualità, l’apporto del settore delle cure primarie ad integrazione con quello di secondo livello deputato all’urgenza a minore complessità anche nel settore della popolazione adulta”.

Niente limiti temporali per l'adesione dei medici al modello di presa in carico e l'arruolamento dei pazienti
Niente vincoli per aderire al modello di presa in carico. Nel Documento si legge infatti che, “per garantire la prosecuzione della presa in carico, si ritiene opportuno consentire l’adesione continua al modello di presa in carico sia da parte dei MMG/PLS, in forma singola o aggregati in cooperative, sia l’arruolamento dei pazienti”.
 
E per il gestori?
Per l’ingresso di nuovi gestori/erogatori negli elenchi dei soggetti idonei, potrà essere presentata in qualunque momento apposita istanza alla ATS territorialmente competente.

INFERMIERE DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ
Nel potenziamento delle cure primarie e nel percorso di gestione della cronicità si inserisce anche l’attivazione dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IdFC), professionista che agisce in integrazione con la rete dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali per rispondere ai bisogni di salute della popolazione di uno specifico ambito territoriale.

Entro il primo semestre 2020 è prevista la declinazione del progetto regionale da parte di un tavolo tecnico, che opererà in sinergia con il Coordinamento Regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche. La sperimentazione è prevista per il secondo semestre e dovrà coinvolgere almeno una ASST in ogni ATS (uno o più comuni per ogni ASST individuata).

FARMACIE
Al fine di agevolare la presa in carico di cittadini cronici e fragili, la Lombardia ha avviato nel 2019 una sperimentazione con il coinvolgimento attivo delle farmacie e dei medici, verso un percorso di semplificazione per il cittadino con la possibilità per quest’ultimo, a fronte di prescrizioni mediche dematerializzate registrate dal medico, di recarsi in Farmacia per il ritiro dei farmaci senza il promemoria. Il Servizio è fruibile ai soli cittadini cronici in possesso di un Piano Assistenziale Individuale redatto dal Medico che li ha “presi in carico”, all’interno del progetto di gestione della cronicità oggi attivo in Regione Lombardia ed è limitato alle prescrizioni presenti nel PAI.

Regione Lombardia dal 1 gennaio 2020 prevede di allargare la sperimentazione (i.e. visualizzazione delle ricette erogabili per il cittadino a prescindere dall’esistenza di un PAI) estendendo i benefici della semplificazione a tutta la popolazione.

Ma, chiarisce la Regione, “considerato che ad oggi la norma nazionale che ha disposto il promemoria è ancora vigente e di conseguenza non può essere abolita (DM 2 Novembre 2011), dopo confronto tecnico con l’Autorità Garante della Privacy, la soluzione oggi adottabile per i cittadini lombardi , in attesa del provvedimento nazionale, che garantisce il rispetto del diritto alla Privacy dello stesso cittadino , è l’utilizzo dell’applicazione “APP Salutile ricette”, che permette al cittadino di presentare al Farmacista il codice NRE della singola ricetta dematerializzata, scegliendo cosa vuole far vedere al farmacista. Con questa soluzione di fatto il livello di garanzia della privacy è sovrapponibile alla presentazione della ricetta o del promemoria”.
 
CARENZA DI FARMACI
Contro la carenza e indisponibilità di farmaci, nel corso del 2020 si istituirà uno specifico flusso tra Direzione Generale Welfare, ASST e ATS, oltre che farmacie del territorio, per monitorare con attenzione sia il fenomeno della carenza che dell’indisponibilità. Il coordinamento di questo sistema sarà in capo alla Direzione Generale Welfare.
Al fine di dare regole uniformi a tutti gli operatori e non creare “canali alternativi di acquisto” dei medicinali, nel caso di carenza certificata da AIFA, ma non indisponibilità, poiché le ASST hanno funzione di acquisto farmaci, sarà a carico delle stesse l’importazione e l’erogazione dei farmaci disponibili.
Il costo sarà a carico del SSR e non del cittadino.
 
FARMACIA DEI SERVIZI
Nell’ambito della sperimentazione, è intenzione di Regione Lombardia attivare nel corso del 2020 due macro-attività così suddivise:
• per i servizi di front office, l’attività si concentrerà specificatamente sull’adesione da  parte dei pazienti al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e relativa attivazione in Farmacia;
• per le prestazioni di prima istanza, verranno presi in considerazione i servizi di Telemedicina (holter pressorio, holter cardiaco, auto- pirometria, ECG) e la partecipazione delle Farmacie alle campagne di screening per il Tumore del Colon retto (raccolta campioni per l’esame del sangue occulto nelle feci).
La Direzione Generale Welfare attiverà un gruppo specifico con la partecipazione di tutte le figure coinvolte (OO.SS. delle farmacie, ordine dei farmacisti, ATS e ASST) per definire un cronoprogramma necessario per dare avvio alle due sperimentazioni.

 
AGGIORNAMENTO DEL PROGETTO DIABETE E DPC
Si prevede di concludere le attività finalizzate all’attivazione della nuova piattaforma Regionale ASSIST@NT per la gestione dell’Assistenza Diabetica in Automonitoraggio. 
La piattaforma ospiterà i Piani Terapeutici prescritti per i cittadini Diabetici e sarà integrata con i sistemi gestionali delle Farmacie WEBCARE/WEBDPC, abilitati quest’ultimi alla sola fase di “erogazione” degli ausili. Lo scambio di flussi dati tra i sistemi consentirà di dematerializzare i controlli amministrativi in capo alle ATS.
L’avvio del Servizio è previsto a Giugno 2020.

16 dicembre 2019
© Riproduzione riservata


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