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Vertenza Aias, stipendi arretrati e operatori aggrediti da pazienti. Appello dei sindacati a prefetto e parlamentari

Claudio Nuscis (FP-Cisl del Sulcis Iglesiente) lancia l'allarme sui rischi a cui sono esposti i lavoratori, e “‘gratuitamente’, perché senza stipendio”. Lo scorso fine settimana tre operatori della struttura Aias di Cortoghiana sono stati aggrediti da pazienti ospiti della stessa struttura. “Questi eventi seguono di poco l’analogo fatto accaduto a danni di un Oss che cura ancora i postumi, piuttosto seri, dell’aggressione di un paziente”

08 LUG - Si inasprisce con sempre più importanti preoccupazioni e tensioni la vertenza AIAS in Sardegna. Claudio Nuscis, Segretario Generale della FP-Cisl del Sulcis Iglesiente, con un comunicato del 3 luglio 2019 solleva dei fatti di rilievo: “Mentre il tavolo tecnico lavora, apparentemente senza fretta, al fresco degli uffici dell’Assessorato alla Sanità i lavoratori di AIAS continuano a lavorare ‘gratuitamente’, perché senza stipendio, in ambienti ‘caldi’. Ambienti in cui rischiano la propria integrità fisica e non solo per il malfunzionamento degli impianti di climatizzatori o la fatiscenza delle strutture”.

Il riferimento, spiega Nuscis, è agli episodi di cui lo scorso fine settimana sono stati vittime tre operatori della struttura di AIAS di Cortoghiana, “che sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso del P.O. Sirai di Carbonia dopo essere stati aggrediti da pazienti ospiti della stessa struttura. Questi eventi seguono di poco l’analogo fatto accaduto a danni di un O.S.S. che cura ancora i postumi, piuttosto seri, dell’aggressione di un paziente. E’ del tutto evidente che questi avvenimenti denotano problemi di sicurezza gravi – evidenzia il Segretario  FP-Cisl Sulcis – sia per gli operatori che per gli ospiti della struttura. Naturalmente non assisteremo passivamente a questo degrado della sicurezza dell’ambiente lavorativo e siccome AIAS non ha assunto i provvedimenti necessari segnaleremo i rischi organizzativi cui sono sottoposti i lavoratori agli organi territorialmente competenti”.


Dal quotidiano sardo de l’Unione Sarda si apprende che tramite l’ufficio stampa, l’azienda avrebbe asserito che gli infortuni ai 4 dipendenti di Cortoghiana risulterebbero molto anomali, e per i problemi relativi all’aria condizionata a Domusnovas i tecnici avrebbero subito provveduto. L’Aias lamenta inoltre che l’Ats non paga da metà maggio e che sono in attesa di riprendere il tavolo tecnico dopo aver adempiuto a tutto quello che è stato loro richiesto.

Intanto sono 10 le mensilità arretrate che i dipendenti Aias attendono in una situazione sempre più drammatica: ad oggi si contano infatti ben 50 giorni che non vedono un centesimo nemmeno di quella percentuale di stipendio mensile tanto sospirato che, oltre ad arrivar loro con sistematici ritardi, sembra quasi gli venga assegnato rateizzato ma senza interessi aggiunti. Così, giovedì 5 luglio a Cagliari, si sono riunite d’intesa le segreterie regionali della Funzione Pubblica Cgil, Cisl, Uil e Usb, con la partecipazione di lavoratori AIAS, e dopo l’incontro hanno sollecitato con un appello tutti i Consiglieri Regionali e i deputati e Senatori Sardi perché l’annosa vertenza possa essere orientata in tempi imminenti verso una definita soluzione.

“Tra i lavoratori la situazione è di forte tensione perché il tempo passa senza nessuna soluzione e le retribuzioni arretrate aumentano – scrivono le segreterie regionali -, e tanti sono anche i lavoratori licenziati che ancora aspettano risposte. Risorse pubbliche ingenti vengono destinate alla gestione dei servizi affidati all’AIAS per conto della Regione Sardegna e non si giustifica in alcun modo la situazione in cui versano i lavoratori. La Giunta Solinas ha cancellato la possibilità di una nuova fase gestionale con Sas Domos e ora deve farci capire quale sia il suo progetto alternativo concreto. Va bene che si lavori, in parallelo, con la Commissione d’inchiesta istituita in Consiglio Regionale ma i lavoratori non possono aspettare i tempi della politica; hanno bisogno degli stipendi subito per poter vivere. Ci appelliamo a tutti i Consiglieri Regionali ai deputati e ai Senatori Sardi per cercare una soluzione definitiva al dramma che vivono ormai da troppi anni i lavoratori Aias”.

In contemporanea di questo appello, le segreterie sindacali hanno anche scritto al Prefetto di Cagliari Bruno Corda chiedendogli un incontro urgente: “Evidenziamo purtroppo il mancato rispetto degli affidamenti scaturiti dal tavolo prefettizio dell’11 Aprile (Vertenza Aias. Vertice in Prefettura, l’assessorato aprirà un tavolo tecnico, ma i sindacati sono scettici) dove l’Assessore alla Sanità prese l’impegno di istituire un tavolo tecnico per esaminare i crediti vantati dall’Aias ed entro un mese riconvocarci per informarci sulla situazione. Sono passati due mesi e nonostante le nostre richieste di incontro non siamo ancora stati convocati".

"Le mensilità di retribuzione arretrate continuano a gravare sui lavoratori e sulle loro famiglie – evidenziano Fp-Cgil, Fp-Cisl, Fp-Uil e Usb - , la preoccupazione e la disperazione degli stessi che ora vedono un’ulteriore battuta d’arresto del tentativo di risoluzione messo in campo, anche se a rallentatore, in una vertenza trentennale. Il persiste della situazione ci porterà obbligatoriamente alla proclamazione dello sciopero regionale di tutto il personale Aias secondo i tempi e le procedure previste per legge. Le chiediamo di essere convocate con urgenza per conoscere lo stato della vertenza che vede a rischio oltre che la situazione già precaria dei dipendenti AIAS – concludono -, anche la tenuta dei servizi, visto il numero sempre più elevato di dimissioni per giusta causa da parte di lavoratrici e lavoratori non più disponibili a tollerare questa situazione".

All’aggravarsi delle varie problematiche sulla vertenza AIAS, si apre un’indagine della procura per la verifica dei crediti presunti che l’Associazione rivendica, ma che di fatto cominciano a rilevarsi oggetto di perplessità anche dello stesso Assessore per la Sanità che non nasconde che le cifre di milioni di euro richieste dall’Associazione per assolvere al pagamento di determinate fatture di prestazioni, in riferimento a determinate annualità, secondo AIAS non ancora liquidate, sembrano invece essere per ATS cifre significativamente inferiori; i pagamenti effettuati dall’azienda per la tutela della salute risultano infatti rintracciabili e regolarmente registrati.

Intanto l’ATS, in ottemperanza da quanto stabilito dal tribunale civile di Sassari che sostiene non valida la risoluzione della convenzione a cui si era giunti proprio in virtù dell’inadempienza dell’Associazione di pagare le retribuzioni ai propri dipendenti, se pur in contrasto con quanto invece asserito dal Tar in Sardegna e il Consiglio di Stato, ha rinnovato temporaneamente un contratto ad AIAS per il periodo 2019-2020. Per risolvere questo conflitto di giurisdizione l’azienda per la tutela della salute solleva un ricorso alla cassazione (la delibera) con la richiesta di dirimere chi ha titolo e la decisione in questo senso; ed ecco che la stipula del nuovo contratto che va oltre la proroga al 30 giugno stabilita con le parti nel tavolo in prefettura potrà essere soggetta a nuove decisioni che potranno essere messe in discussione nel momento in cui la suprema corte di cassazione definirà la giusta interpretazione nel conflitto giurisdizionale.

Sulla verifica della contabilità AIAS riguardante i crediti vantati e i debiti dell’Associazione vogliono vederci più chiaro anche la maggior parte dei consiglieri regionali dell’Assemblea legislativa i quali, dopo un acceso dibattito in aula (il resoconto della seduta), hanno istituito una Commissione d'inchiesta (documento) sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS nei confronti dei propri dipendenti e sulla qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori. Su delega dell’Assemblea, il presidente del Consiglio regionale Michele Pais ha costituito la Commissione, ne fanno parte Francesco Agus (del gruppo dei Progressisti), Michele Ciusa (M5S), Angelo Cocciu (Forza Italia), Michele Cossa (Riformatori), Valerio De Giorgi (gruppo misto), Michele Ennas (Lega), Gianfranco Ganau (Pd), Eugenio Lai (Leu), Antonio Mario Mundula (Fratelli d'Italia), Giorgio Oppi (Udc), Fabio Usai (Psd'Az).

E’ stato lo stesso Michele Pais a dirigere i lavori della prima seduta della suddetta commissione d’inchiesta sull’Aias che il 3 luglio 2019 ha nominato Gianfranco Ganau (PD) presidente della stessa, Michele Ennas come Vicepresidente (Lega Salvini Sardegna), Fabio Usai (Psd’az) e Michele Ciusa (Movimento 5 stelle) in qualità di segretari. La commissione d’inchiesta, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, “non dovrà avere un fine inquisitorio ma lavorare per chiarire i fatti, nel rispetto del Regolamento e del mandato consiliare e parallelamente al lavoro dell'assessore Mario Nieddu e della commissione Sanità”.

Elisabetta Caredda

08 luglio 2019
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