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Ospedale di Bosa. Marras (Riformatori) interroga la Regione su ipotesi depotenziamento

Per il consigliere “anche solo pensando ad una chiusura parziale o temporanea del Pronto soccorso si incorrerebbe nel rischio di costringere l’ambulanza medicalizzata a trasportare ad Oristano i pazienti, in una corsa contro il tempo, lungo strade dissestate, che potrebbe mettere a serio repentaglio la vita degli stessi”. Chieste "soluzioni immediate”. Tra le priorità il  potenziamento del P.S. e l’incremento dell’organico. IL TESTO

08 LUG - A meno di una settimana dall’incontro organizzato dall’Amministrazione comunale di Bosa per evitare la chiusura del Pronto soccorso dell’Ospedale Mastino, di riferimento della propria comunità, torna alta l’attenzione sui disagi dei servizi del Presidio. Questa volta è il consigliere regionale bosano dei Riformatori, Alfonso Marras, a sollevare la questione attraverso un’interrogazione al Presidente della Regione, Christian Solinas, e all’Assessore della Sanità, Mario Nieddu, per sapere se siano intenzionati a “mantenere e potenziare l’operatività del Pronto Soccorso dell’ospedale Mastino di Bosa, anche con i codici rossi e gialli, e se intendano garantire la necessaria presenza e il potenziamento dell’organico, ancor più necessario nel periodo estivo durante il quale il personale godrà delle ferie”.

Spiega il Consigliere: “Le criticità legate alla struttura ospedaliera hanno costituito una costante degli ultimi mesi ed hanno costretto sia il sottoscritto che il Sindaco della nostra città (che ha scritto anche una lettera in difesa del presidio, ndr) e i Sindaci di tutti i comuni dell'Unione a non abbassare mai la guardia e a monitorare costantemente la situazione generale, mantenendo rapporti frequenti con il personale medico. Negli ultimi giorni, il livello di attenzione è però ulteriormente aumentato di fronte alle segnalazioni di un pericolo di sospensione di alcuni servizi. Per questo, ho iniziato una lunga, continua e ininterrotta attività di sollecitazione delle più alte cariche regionali, chiedendo loro la tutela del presidio sanitario.”


“L’Ospedale Mastino di Bosa, infatti prosegue Marras -, qualificato come “ospedale di zona disagiata”, costituisce una irrinunciabile risposta alle esigenze di salute di diverse migliaia di utenti  e non solo per i residenti del territorio di Bosa, della Planargia e Montiferru, ma anche per i numerosi turisti che in estate trascorrono le vacanze in tutta la zona costiera. La struttura sanitaria risulta però attualmente sottodimensionata in risorse strutturali e soprattutto professionali: in particolare le carenze di specialisti in anestesia e rianimazione, richiesti maggiormente negli ospedali di più grandi dimensioni in cui sono in organico, danneggia fortemente i servizi sanitari del territorio ed in particolare pregiudica l’apertura H24 del servizio di Pronto Soccorso”.

Il Consigliere evidenzia i rischi di un’eventuale assenza del servizio di Pronto Soccorso a Bosa, anche solo pensando ad una sua chiusura parziale o temporanea, che di seguito “costringerebbe l’ambulanza medicalizzata a trasportare ad Oristano i pazienti in codice rosso o giallo, in una corsa contro il tempo, lungo strade dissestate, e che potrebbe mettere a serio repentaglio la vita degli stessi”.

Puntualizza Marras: “Nel mio ruolo di rappresentante dell'intero territorio, non intendo rimanere inerte di fronte ad eventuali decisioni di burocrati che, dopo aver distrutto la sanità di Oristano e della Sardegna, vorrebbero ora depotenziare il nostro nosocomio. Non è un caso che abbia evidenziato numerose volte la gestione fallimentare dell'ASSL di Oristano da parte del direttore Mariano Meloni che, solo negli ultimi giorni, ha deciso finalmente di rassegnare le proprie dimissioni. Ma anche l’intera dirigenza dell’ATS Sardegna e il direttore sanitario dell’ASSL di Oristano, Nicola Orrú, hanno dimostrato la mancata volontà di risolvere le criticità dell’Ospedale Mastino e di adempiere alle direttive previste dalla normativa regionale”.

“Non si può rimanere immobili – prosegue il Consigliere - di fronte agli sforzi quotidiani di tutto il personale sanitario che incessantemente lavora per mantenere attivi tutti i servizi della struttura ospedaliera, affrontando turni massacranti e disagi indescrivibili, per i quali non si sono mai avute soluzioni definitive e certe. Ricordo ancora una volta che l’Ospedale Mastino di Bosa, come anche definito ai sensi della disciplina regionale sulla ridefinizione della rete ospedaliera del 25 ottobre 2017, in qualità Presidio di base di Zona disagiata, deve essere dotato di Pronto Soccorso con tutte le figure professionali che ne garantiscano la piena operatività”.

“Ho chiesto pertanto con durezza – conclude Marras - che venga immediatamente trovata una soluzione che possa evitare danni irreparabili alla salute degli abitanti di questo territorio, l’Ospedale di Bosa deve assolutamente mantenere ogni suo servizio e nessuno di noi amministratori accetterà in alcun modo una decisione contraria. In questo momento, più che mai, è fondamentale  agire con premura, decisione e con grande unità d’intenti. È inoltre sempre più urgente, una riforma sanitaria che modifichi gli attuali equilibri di governo, rivelatisi disastrosi, e che riporti le decisioni relative alla sanità nei territori”.
 
Elisabetta Caredda

08 luglio 2020
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