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Disturbi mentali neurologici e da abuso di sostanze: cosa fare quando non ci sono strutture specializzate. La guida dell'Oms

Secondo l’Oms, i disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze interferiscono con la capacità dei bambini di imparare e con la capacità degli adulti di funzionare in famiglia, sul lavoro e nella società in generale. Questi disturbi sono fattori di rischio, o conseguenze, di molti altri problemi di salute, e sono troppo spesso associati con la povertà, l’emarginazione e lo svantaggio sociale. Per questo l’Oms ha messo a punto “mhGAP Guida Interventi”, pensando soprattutto ai paesi a basso reddito. LA GUIDA.

18 APR - La cura di disturbi mentali, neurologici e dovuti all’uso di sostanze in strutture sanitarie non specializzate sono nel mirino dell’Oms che ha messo a punto una Guida di interventi definita mental health Gap Action Programme (mhGAP).
Nei Paesi a basso e medio reddito, circa quattro persone su cinque che necessitano di cure per disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze non le ricevono. Anche quando disponibili, i trattamenti spesso non sono né evidence-based né di alta qualità.
Il programma Mental Health Gap Action Programme (mhGAP), in particolare per i Paesi a basso e medio reddito, ha l’obiettivo di incrementare le possibilità di assistenza per i disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze. Queste Linee Guida (mhGAP-IG) sono state sviluppate per agevolare la cura dei disturbi mentali con trattamenti evidence-based (individuati dal mhGAP), in contesti di cura non specialistici.
 
Le Linee Guida mhGAP per la diagnosi e cura dei disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze (mhGAP-IG) sono state sviluppate attraverso un intenso processo di revisione delle evidenze scientifiche. Sono state svolte revisioni sistematiche per ottenere indicazioni terapeutiche che fossero evidence-based.
 
A questo scopo è stato costituito il Gruppo Oms di Sviluppo delle Linee Guida composto da esperti internazionali, che hanno collaborato strettamente con il Segretariato dell’OMS. Le indicazioni terapeutiche sono state poi convertite in interventi successivi, step by step, presentati in modo chiaro, sempre con la collaborazione di un gruppo internazionale di esperti. Le Linee Guida mhGAP sono state infine trasmesse a una fascia più ampia di esperti in tutto il mondo per ricevere tutti i diversi contributi.
 
Secondo il programma, l’attuazione a livello nazionale dovrebbe iniziare dall’organizzazione di una riunione degli stakeholder nazionali, dalla valutazione dei bisogni e dall’identificazione degli ostacoli all’incremento della disponibilità dei trattamenti. Ciò dovrebbe portare alla preparazione di un piano d’azione per l’incremento della disponibilità dei servizi, per la difesa dei diritti, per lo sviluppo delle risorse umane e la riqualificazione delle stesse (task shifting), per la risoluzione di problemi di budget e di finanziamento, per lo sviluppo di un sistema informativo per i disturbi prioritari e per le attività di valutazione e monitoraggio. 
 
L’implementazione a livello distrettuale risulta più agevole dopo che decisioni prese a livello nazionale siano state messe in pratica. Inizialmente, a livello distrettuale, sono necessarie una serie di riunioni di coordinamento. Tutti gli operatori sanitari di quell’area devono essere informati sul programma, soprattutto se la salute mentale viene integrata per la prima volta all’interno della loro area di intervento. La presentazione delle Linee Guida mhGAP può far sentire gli operatori più a loro agio quando realizzano che si tratta di uno strumento semplice, applicabile nel loro contesto e ben integrabile nel sistema sanitario. 
 
Lo sviluppo di competenze negli operatori per la cura della salute mentale richiede una formazione iniziale, sostegno e supervisione continua. Tuttavia, la formazione per imparare a utilizzare le Linee Guida mhGAP dovrebbe essere coordinata in modo tale da non interrompere l’erogazione dei servizi sanitari in corso.
 
Tra i principi generali di cura illustrati nel programma sono declinate le regole per la comunicazione con le persone in cerca di cure e i loro familiari e/o accompagnatori.

Tra queste, ad esempio, la necessità di una comunicazione chiara, empatica e sensibile alle differenze di età, sesso, cultura e lingua, la necessità di essere amichevole, rispettoso e non giudicante.
 
Nella guida si spiega come sia essenziale definire l’importanza della terapia per la persona, così come la sua disponibilità a partecipare alla cura.  Definire gli obiettivi per il trattamento della persona interessata e creare un piano terapeutico che rispetti le sue preferenze di cura (anche quelle del familiare e/o accompagnatore che lo/a segue, se opportuno).  Elaborare un piano per dare continuità ai trattamenti e per costruire un follow-up, insieme alla persona.  Informare la persona sulla durata prevista del trattamento, i potenziali effetti collaterali della terapia, le eventuali terapie alternative, l’importanza dell’aderenza al programma terapeutico, e la probabile prognosi.  Rispondere alle domande e preoccupazioni della persona sul trattamento e comunicare speranze realistiche su un miglioramento del suo funzionamento e sulla sua ripresa-
 
Sono previsti anche interventi psicosociali avanzati che comprendono sia gli interventi psicologici che sociali che richiedono un notevole tempo per essere realizzati. Un certo numero di interventi descritti sono noti come psicoterapie o trattamenti psicologici. In tutto il mondo, questi trattamenti tendono ad essere forniti da specialisti appositamente formati. Tuttavia, essi possono essere offerti da operatori sanitari non specializzati, ma formati e supervisionati. Questi trattamenti psicologici sono di solito forniti settimanalmente per alcuni mesi, sia individualmente che in gruppo.
 
Alcuni dei trattamenti, come la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia interpersonale, nei paesi a basso reddito sono stati offerti con successo da operatori sanitari di comunità come parte di programmi di ricerca che consentirono loro di avere il tempo necessario per imparare e mettere in pratica questi trattamenti sotto supervisione. Tali esempi mostrano come queste terapie possano essere rese disponibili attraverso risorse umane non specialistiche, che offrono così la possibilità di incrementare la copertura. Incrementare la copertura delle cure richiede investimenti. I manager dei sistemi sanitari dovrebbero assegnare risorse umane sufficienti per la cura dei disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze al fine di assicurare un’ampia disponibilità delle terapie indicate in questa sezione.
Oltre agli interventi psicosociali avanzati, il programma prevede undici moduli: depressione moderata-grave; psicosi; disturbi bipolari; epilessia / crisi epilettiche; disturbi dello sviluppo; disturbi comportamentali; demenza; uso di alcool e disturbi dovuti all’uso di alcool; uso di droghe e disturbi dovuti all’uso di droghe; autolesionismo / suicidio; altri sintomi emotivi importanti o sintomi somatici non spiegabili da una condizione medica generale.

18 aprile 2017
© Riproduzione riservata


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