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Farmaci. Rapporto Osmed 2011. Ogni italiano acquista in media 30 confezioni l'anno

Oltre 1,8 miliardi le confezioni di medicinali acquistate nel 2011. In testa i cardiovascolari e i gastrointestinali. Forte disomogeneità nei consumi tra una Regioni: in testa la Sicilia, in coda Bolzano. Ma per gli antidepressivi il Nord supera il Sud. Misurata anche l'appropriatezza prescrittiva. Il rapporto.

05 LUG - Presentato oggi a Roma nella sede dell’AIFA, il Rapporto realizzato dall’Osservatorio sull’impiego dei medicinali dell’AIFA (OsMed), ha fornito un’analisi dettagliata della relazione degli italiani con i farmaci attraverso lo studio del consumo dei medicinali e della spesa farmaceutica. L’illustrazione dei dati è avvenuta anche nella prospettiva della “Spending Review” che in queste settimane costituisce il tema più caldo dell’agenda politica.

La spesa
Nel 2011 il mercato farmaceutico totale, comprensivo dei farmaci distribuiti presso le farmacie pubbliche e private e di quelli acquistati attraverso le Strutture Pubbliche (ASL, Aziende Ospedaliere, Policlinici Universitari, ecc.), è stato pari a 26,3 miliardi di euro, di cui ¾ sono stati rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale.
La spesa territoriale a carico del SSN (esclusa la distribuzione diretta e per conto) nel 2011 è risultata pari a 12.387 milioni di euro mostrando una diminuzione del -4,6%. Osservando le principali componenti della spesa, emerge che la principale causa della riduzione è la diminuzione dei prezzi (-6,1%), mentre si assiste ad un lieve spostamento della prescrizione verso categorie più costose (+0,2%) e a un lieve aumento nei consumi (+0,7%).

Il valore della spesa privata per l’acquisto di farmaci è stato pari a 6.346 milioni di euro, impiegati per acquistare prodotti per automedicazione, medicinali di fascia C con ricetta e di fascia A, vale a dire rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, acquistati, però, privatamente dai malati. Il valore più elevato di spesa privata si riscontra in Val d’Aosta (129,3 euro pro capite) mentre la Regione con il valore più basso è il Molise (64 euro). La spesa privata si è concentrata in particolare sui farmaci dermatologici (88% del totale), su quelli del sistema genito-urinario e gli ormoni sessuali (60%) e dell’apparato muscolo-scheletrico (53%).

I consumi
Ogni italiano ha acquistato in media lo scorso anno 30 confezioni di medicinali, attraverso le farmacie pubbliche e private, per un totale di oltre 1,8 miliardi di confezioni.
Il consumo territoriale di farmaci di classe A a carico del Servizio Sanitario Nazionale è in leggero aumento (+0,7%) rispetto all’anno precedente: sono state prescritte, infatti, 963 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti (DDD/1000 ab die) rispetto alle 956 del 2010, una tendenza ancora più marcata nel lungo periodo dal momento che nel 2001 erano 580.
Tra i farmaci, si riconfermano al primo posto per prescrizione quelli per l’apparato cardiovascolare (453,7 dosi giornaliere), seguiti dai medicinali per l’apparato gastrointestinale e metabolismo (142,4 dosi) e dai farmaci del sangue ed organi emopoietici che costituiscono il terzo gruppo per consumo (90,4 dosi). Questi dati sono coerenti con quelli relativi alla prevalenza delle patologie nel nostro Paese, secondo cui le malattie più diffuse riguardano il sistema cardiocircolatorio, seguite dai tumori. Le evidenze inoltre indicano che dal 1980 la mortalità per malattie cardiocircolatorie ha avuto una riduzione del 60%, mentre la mortalità per tumori dal 1990 si è ridotta del 20% (Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010).
Un altro fattore che influenza in maniera significativa il rapporto con i farmaci è la differenza di genere, che evidenzia una maggiore esposizione ai farmaci nelle donne. Dai dati, infatti, emerge che, all’interno della popolazione assistibile, 8 donne su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell’anno, mentre il rapporto scende a 7 su 10 per gli uomini.
Bambini e anziani sono le altre categorie che presentano un’elevata esposizione ai farmaci: 8 bambini su 10 ricevono in un anno almeno una prescrizione (in particolare di antibiotici e antiasmatici); mentre negli anziani, in corrispondenza di una maggiore diffusione di patologie croniche (quali per esempio l’ipertensione e il diabete), si raggiungono livelli di uso e di esposizione vicini al 100%.

La disomogeneità territoriale nei consumi
Il Rapporto AIFA 2011 conferma la forte disomogeneità territoriale italiana attraverso le marcate differenze regionali nell’uso dei farmaci: il consumo oscilla da un valore massimo di 1086,2 dosi giornaliere registrato nella Regione Sicilia a un valore minimo di 729,1 dosi registrato nella Provincia Autonoma di Bolzano.
In Italia, complessivamente, il consumo di farmaci antidepressivi è pari a 36,1 dosi giornaliere per 1000 abitanti con un aumento rispetto all’anno precedente del +1,2% e un aumento medio annuo rispetto al 2003 del +5,4%.
A livello regionale si registrano consumi ben al di sopra della media nazionale in Toscana (55,9 dosi), Liguria (48,1 dosi) e Provincia Autonoma di Bolzano (44 dosi), mentre Campania (27,8 dosi), Basilicata (28,9 dosi) e Puglia (29,1 dosi) presentano i consumi più bassi.
Nell’anno 2011 sono state consumate 53,3 dosi di farmaci antidiabetici, con i consumi più elevati in Sicilia (77,3 dosi), Calabria (61,8 dosi) e Abruzzo (61,2 dosi), mentre presentano i consumi meno elevati la P.A. di Trento (38,6 dosi) la Provincia Autonoma di Bolzano (38,9 dosi) e l’Emilia Romagna (41 dosi).
Per quanto riguarda gli antibiotici la regione con il più elevato numero di dosi prescritte, in diminuzione rispetto al 2011, è la Campania (31,7 dosi), seguita dalla regione Puglia (29,5 dosi) e dalla Sicilia (28,4 dosi). Registrano i consumi meno elevati la Provincia Autonoma di Bolzano (12,7 dosi), il Friuli Venezia Giulia (15,2 dosi) e la Liguria (16 dosi).
 
Italiani e stranieri
 Il Rapporto fotografa alcune differenze fra cittadini italiani e immigrati nell’uso dei medicinali evidenziando che i cittadini italiani consumano mediamente una confezione di farmaci in più rispetto agli immigrati.
Tra gli utilizzatori dei farmaci si riscontra una maggior spesa (+22%) e un maggiore consumo (+8%) negli italiani rispetto agli immigrati.
Gli immigrati hanno un livello di esposizione (almeno una prescrizione in un anno) superiore agli italiani per quanto concerne i farmaci antidiabetici (1,9% vs 1,2%,), gastroprotettivi (9,6% vs 8,1) e antinfiammatori (10,7% vs 7,6%). Differenze non sostanziali si rilevano per il trattamento dell’ipertensione e dell’ipercolesterolemia, mentre gli italiani hanno una maggiore prevalenza d’uso di antibiotici, di farmaci utilizzati nella prevenzione dei sintomi dell’asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e una prevalenza doppia di antidepressivi.
 
L'indagine sulI'apprpriatezza prescrittiva
l Rapporto AIFA contiene anche una sezione dedicata ad un’analisi condotta su un campione di 700 medici di medicina generale (campione Health Search) che ha consentito di valutare l’appropriatezza prescrittiva nel periodo 2010-2011 su una popolazione di circa 929.118 pazienti di età superiore ai 14 anni, per alcune particolari condizioni cliniche e il relativo impiego dei farmaci indicati per il loro trattamento.
L’aderenza dei pazienti con ipertensione alla terapia farmacologica è del 58,8%, in calo del -3,1% rispetto al 2010, con alcune differenze regionali: i liguri i meno assidui; marchigiani e umbri i più attenti. Anche i malati di depressione smettono di curarsi prima del tempo: l’aderenza alla terapia è stata del 24,6%, quota minore del -1,4% rispetto al 2010 e solo i giovani e le donne seguono di più il trattamento.
Per quanto riguarda l’impiego improprio degli antibiotici per la cura di raffreddori, influenza e altre infezioni delle vie respiratorie, che per l’80% dei casi hanno causa virale e non batterica, è diminuito nel 2011 del -3,8% rispetto all’anno precedente.  

 

05 luglio 2012
© Riproduzione riservata


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