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Decreto stabilizzazioni medici 118. Perplessità da Omceo Sicilia e Fimmg. Razza incontrerà i medici

Il decreto assessoriale prevede la stabilizzazione dei medici precari del 118 e la loro ammissione in soprannumero al Corso specifico in Medicina generale non prevista dalla normativa nazionale. Una determinazione che, per gli Omceo siciliani, aprirebbe la strada a una lunga serie di ricorsi. Per il segretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti, il problema rappresenta una “priorità” ma non da risolvere attraverso “una scorciatoia inaccettabile”.

02 GEN - L’assessore regionale della Salute della Sicilia, Ruggero Razza, ha dato la propria disponibilità ad incontrare i nove presidenti siciliani degli Ordini dei medici per trovare una soluzione alle perplessità rappresentate dalle istituzioni ordinistiche sul decreto pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 5 del 21 dicembre 2018. Lo fa sapere una nota del coordinamento degli Ordini dei medici.

Il decreto assessoriale prevede la stabilizzazione dei medici precari del 118 e la loro ammissione in soprannumero al Corso specifico in Medicina generale non prevista dalla normativa nazionale. Una determinazione che, per gli Omceo Siciliani, aprirebbe la strada a una lunga serie di ricorsi.

 “Dopo anni di precariato, il decreto che stabilizza a tempo indeterminato tutti i medici che operano come sostituti del 118 è una notizia importante. Finalmente una risposta alle lunghe battaglie dei professionisti e di tutti gli Ordini provinciali che li rappresentano, ma le modalità non seguono il giusto percorso e suscitano forti perplessità. L’ammissione al corso dei medici del 118 in Medicina generale creerebbe un soprannumero che sarebbe in contrasto con la normativa nazionale e porterebbe a una lunga serie di ricorsi, con il risultato di un ritardo della loro stabilizzazione, che è invece l’obiettivo da salvaguardare”, spiegano i presidenti degli Ordini provinciali della Sicilia in una nota diffusa nei giorni scorsi.


I presidenti degli Omceo siciliani ricordano che il problema dei precari del 118, cioè di quei medici che svolgono l'attività a tempo determinato con il solo corso di emergenza senza essere in possesso del diploma di MMG “è stato da sempre attenzionato, anche in commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana” e che “tra il 2016 ed il 2017 abbiamo sollecitato un emendamento da inserire nella finanziaria che seguiva gli stessi criteri adottati da altre Regioni, come il Piemonte e l’Emilia Romagna senza oneri aggiuntivi per il Servizio sanitario nazionale. Oggi, ribadiamo, il percorso individuato nell’emendamento nella speranza di trovare subito la soluzione più giusta. I medici del 118, che fino ad oggi hanno lavorato grazie ad una convenzione a tempo determinato, svolgono il loro lavoro al pari dei colleghi titolari della convenzione a tempo indeterminato, ricevendo la stessa formazione e gli stessi aggiornamenti. La trasformazione della convenzione a tempo indeterminato, seguendo le modalità che abbiamo da sempre indicato, non comporta un aumento di spesa pubblica perché, vista la carenza nelle Asp, i fondi per coprire questi posti sono già stanziati”.

Contro il provvedimento si è schierata anche la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). “Siamo al fianco dei giovani medici siciliani che protestano per non veder schiacciato da un colpo di mano tutto il lavoro fatto per costruire il proprio futuro. Il tema della stabilizzazione dei precari è cruciale, ma non deve e non può essere risolto con provvedimenti regionali che non hanno alcuna coerenza con la legislazione nazionale ed europea»”. Con queste parole il segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti ribadisce la propria posizione rispetto ad una vicenda che, lui stesso sottolinea, “rischia di far saltare tutto il lavoro svolto per l’aumento della copertura finanziaria utile alla formazione in medicina generale e la regolamentazione dell’accesso al corso di formazione”.

Si tratta, insomma, per la Fimmg, di una “scorciatoia inaccettabile” che alla lunga “può solo danneggiare la funzionalità della medicina generale e, a pioggia, la qualità dell’assistenza erogata ai cittadini anche dagli stessi servizi di emergenza. Proviamo ad immaginare un medico del 118 che sia impegnato in un corso a tempo pieno di 38 ore settimanali mentre ne svolge altre 38 ore in attività assistenziali di tale delicatezza, pura follia. Inoltre viste le dichiarazioni dell’assessore Razza crediamo criminale piuttosto affermare, come lui ha fatto a mezzo Facebook, che l’accesso ad un corso in soprannumero e il conseguente conseguimento di un diploma possa essere limitato ad una sola delle attività che rientrano nell’area della medicina generale, quella della emergenza,  mostrando che evidentemente ignora le più elementari norme sul valore dei titoli di studio per l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e lo stesso Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale”.

“Con questo sistema – dice Scotti – si trasforma l’attività svolta per il 118 in un salvacondotto. Basterebbe ultimare il corso per essere in possesso del diploma di medicina generale, che per norme italiane ed europee consente di entrare in graduatoria sia nell’emergenza che nella medicina generale e della continuità assistenziale. E’ evidente che in questo modo si rischierebbe da un lato di sguarnire il 118, vista la presumibile “migrazione” verso la medicina generale,  ma anche e soprattutto di danneggiare quei giovani medici che il concorso lo hanno vinto e che si vedrebbero scavalcati”.

Scotti ribadisce l’importanza di lavorare alla stabilizzazione dei precari, tema che “si sta affrontando – spiega – in sede di Contratto collettivo nazionale e di concerto con il Ministero della Salute che mi pare sia ancora il soggetto competente, e a tal proposito esprimiamo ancora maggiore preoccupazione in assenza di un intervento del Ministro Grillo su tale questione visto che queste appaiono le premesse ad una regionalizzazione spinta che qualcuno vorrebbe, al punto di legiferare su temi di non competenza regionale. L’attività svolta nel 118 può ed è certamente importante e formativa ma non certo per le competenze della medicina di famiglia e tantomeno può essere un passaporto privilegiato che aggiri il merito”.

02 gennaio 2019
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