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Salute e felicità. I risultati della ricerca del Ceis Tor Vergata

05 FEB - La ricerca è stata effettuata su più di 100,000 osservazioni individuali sulla popolazione over 50 di 19 paesi europei. Queste le evidenze più interessanti:
 
1) Un punto in più di spesa sanitaria sul PIL produce nella popolazione over 50 una riduzione dello 0.1 del numero medio di malattie croniche della popolazione (il che si tradurrebbe se partissimo da una popolazione perfettamente sana in una probabilità individuale inferiore del 10% di contrarre una malattia cronica).
Con il metodo della variazione compensativa si mostra che solo attraverso questo effetto un euro di spesa sanitaria ne produce non meno di 4 netti (7 lordi) come beneficio in termini di variazione di soddisfazione di vita della popolazione.
 
2) Il sovrappeso e l’inattività fisica sono due fattori negativi con impatti molto significativi e negativi sulla variazione delle malattie croniche nella popolazione (con un effetto complessivo cumulato superiore allo 0.3, il che si tradurrebbe se partissimo da una popolazione perfettamente sana in una probabilità individuale inferiore del 30% di contrarre una malattia cronica).

 
3) L’attività di volontariato e più in generale una buona qualità della vita di relazioni affettive migliora le funzionalità e riduce le patologie, tra cui anche la probabilità di contrarre tumori con effetti di risparmio considerevoli per il sistema sanitario. In termini di rischio relativo, chi non fa volontariato ha probabilità quasi doppie di ammalarsi di tumore nei tre anni e mezzo successivi.
 
4) In quasi tutto il mondo i laureati vivono di più di chi ha solo la scuola dell’obbligo. La differenza va dai 10 anni negli Stati Uniti ai 3 anni stimati in Italia. La nostra ricerca indica su questo specifico punto che le persone con livelli più elevati di istruzione hanno migliori funzionalità fisiche e mentali e si ammalano meno di quasi tutte le patologie eccetto i tumori (ad esempio la quota degli ipertesi tra la popolazione con licenza elementare è 41% contro il 30% tra i laureati, quella del diabete del 15% contro l’8%). Il lavoro indica altresì che ciò dipende sia dall’adozione di stili di vita più sani (con l’eccezione della percentuale di fumatori che non è più bassa tra i laureati), sia dalla capacità di utilizzare meglio l’informazione medica ricevuta. In termini di rischio relativo, chi ha non più della scuola elementare ha probabilità quasi doppie di ammalarsi di diabete o di avere un attacco di cuore di chi ha la scuola superiore nei tre anni e mezzo successivi.
 
5) La soddisfazione di salute soggettiva ha un valore predittivo fondamentale per l’insorgenza e l’evoluzione di malattie croniche negli anni a seguire anche quando si controlla per tutti i possibili fattori concomitanti tra cui lo stato presente di salute del paziente. In particolare le persone che, a parità di tutte le altre condizioni (incluse quelle correnti di salute), dichiarano una salute “povera” hanno una probabilità di variazione nel numero di malattie croniche fino a 3-4 volte superiori nei tre anni successivi rispetto a coloro che dichiarano uno stato di salute “eccellente”.

05 febbraio 2015
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