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Dossier Agenas sulla spesa sanitaria. Dal 2010 al 2013 giù di 1 miliardo. Ma 8 regioni hanno ancora i conti in “rosso”. Lazio in testa

Il 70% delle Regioni ha ridotto le spese. Aumentano invece i costi a Bolzano, Trento e Lombardia. Quest'ultima ha avuto un incremento di 600 milioni. Migliorano i conti delle Regioni in piano di rientro. Ma nel 2013 resta un disavanzo prima delle coperture di quasi 900 milioni, di cui 669 addebitabili al Lazio. Male anche i conti di Liguria (-78 milioni e Molise (-54,5 milioni). LO STUDIO

01 MAR - Nel periodo 2010-2013 la spesa sanitaria è in calo di un miliardo nelle Regioni. Erano 112,6 mld nel 2010 e sono 111,6 mld nel 2013. Una discesa che ha contraddistinto la gran parte dei sistemi regionali. Ben 15 su 21 hanno infatti ridotto le spese. È quanto rileva un focus Agenas sulla spesa sanitaria dal 2008 al 2013.
 
Dove si è "tagliato" di più. Analizzando le spese tra il 2010 e il 2013 emerge che le Regioni che hanno ridotto di più le risorse in percentuale sono la Campania (-2,04% di media annua pari a -606 mln), seguita dalla Calabria (-1,72% pari a -176mln), dalla Liguria (-1,42% pari a -138mln) e dal Lazio (-1,34% pari a -442 mln).
 
Dove la spesa è invece salita. Ma se la maggior parte degli Enti locali ha tirato la cinghia lo stesso non si può dire della Pa di Bolzano che negli ultimi tre anni ha aumentato le spese con una media annua dell’1,82%, ovvero circa 160mln. Anche la Pa di Trento ha accresciuto le spese (+1,67%) di 155mln. E spesa in salita dell’1,11% anche in Lombardia, che in soldoni vuol dire +600mln.

 
Le regioni in piano di rientro le più colpite. A prescindere dai valori delle singole regioni, che mostrano come abbiamo visto vistosi scostamenti, lo studio Agenas ha evidenziato che mediamente le riduzioni maggiori nel triennio si sono realizzate nelle Regioni in piano di rientro e commissariate (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria) con spese in calo dell’1,59% in media all'anno. A seguire le Regioni in piano di rientro non commissariate (Piemonte, Puglia, Sicilia) con spese in discesa dello 0,84%. Sostanzialmente stabile nel triennio (-0,05%) la media di spesa del complesso delle Regioni ordinarie (Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata). Mentre in crescita (+0,85%) risulta invece la spesa delle Regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Prov. Aut. Bolzano, Prov. Aut. Trento, Friuli Venezia Giulia, Sardegna).
 
Ma 8 regioni sono ancora in "rosso". Analizzando il conto economico delle singole Regioni si scopre però come ben 8 Regioni nel 2013 non siano riuscite ancora ad ottenere un risultato di gestione in equilibrio e sono state costrette a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Nel 2013 il disavanzo di gestione è stato di 896,875 milioni. Emblematico il caso del Lazio che a fronte di un disavanzo di gestione di 669mln nel 2013 ha ripianato con risorse aggiuntive (le tasse) per un importo di 791mln. Disavanzo gestionale prima della copertura elevato anche in Liguria dove si è registrato un -78 mln e in Molise (-54mln). A scendere seguono: Calabria con quasi 34 milioni di disavanzo, Piemonte con oltre 28 milioni, Puglia con 21 milioni, Sardegna con poco più di 7 milioni e PA di Bolzano con quasi 4 milioni.
 
E non tutte le regioni spendono allo stesso modo. Il focus Agenas analizza poi per ogni regione i singoli costi per funzione: Prodotti famaceutici ed emoderivati, Beni e servizi, Farmaceutica convenzionata, Servizi esterni, Personale dipendente e convenzionato. Per ogni voce di spesa è stato quindi elaborato un grafico che mostra gli scostamenti dalla media nazionale e che evidenzia forti differenze nella percentuale dedicata ad ogni funzione rispetto al totale della spesa, tra una regione e l'altra e tra queste e la media nazionale (vedi grafici nell'allegato).

01 marzo 2015
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