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Stabilità. La scure sulle aziende ospedaliere in rosso: una su 4 è a rischio piano di rientro. Deficit record nel Lazio. La mappa di Agenas

La bozza della stabilità prevede che le aziende ospedaliere (compresi universitari e Irccs pubblici) con deficit superiori al 10% o ai 10 milioni di euro entrino in piano di rientro sotto la responsabilità diretta del DG. Che se fallisce il ripiano perderà il posto. Censite 108 aziende ospedaliere, di cui 31 in deficit delle quali 24 superano le soglie di allarme. Maglia nera, oltre al Lazio, a Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Calabria e Sardegna. I BILANCI DEGLI OSPEDALI

20 OTT - Con la legge di stabilità appena varata dal Consiglio dei Ministri, e secondo quanto scritto nell’ultima bozza circolante, le aziende ospedaliere “in rosso” rischiano di pagarla cara. A partire dai loro direttori generali che perderanno il posto se non riusciranno a rimettere a posto i conti entro tre anni dall’accertamento di un buco di bilancio pari o superiore al 10% della differenza tra costi e ricavi rispetto ai ricavi stessi o comunque di una cifra superiore ai 10 milioni di euro. A stabilire nel dettaglio la metodologia di valutazione dello scostamento sarà un apposito decreto della Salute, di concerto con il Mef, sentita la Stato Regioni.
 
La fotografia al 2014 di come vanno le cose nelle regioni italiane l’ha appena scattata l’Agenas che ha pubblicato oggi tutti i bilanci delle 108 aziende ospedaliere italiane (compresi policlinici universitari e Irccs pubblici).
 
Ne esce fuori uno spaccato simbolico di come la sanità italiana possa considerarsi tale solo di nome in quanto a unitarietà di sistema e gestione. Ci sono Regioni con tutte le aziende in attivo o in pareggio e altre dove il colore rosso caratterizza tutte le AO.
 
Ma andiamo con ordine e prendendo a riferimento le indicazioni della legge di stabilità, nelle more del decreto che dovrà indicare con più precisione la metodologia di calcolo per il deficit, abbiamo provato a vedere, seocndo i dati di bilancio di Agenas, quali sarebbero ad oggi le aziende ospedaliere a rischio di piano di rientro, in quanto con disavanzi superiori ai 10 milioni di euro o con percentuali tra deficit e ricavi maggiori del 10%.
 
In tutto sono 31 su 108 le aziende con bilanci in rosso. E di queste 24 sono a rischio piano di rientro secondo i parametri indicati al momento dalla legge di stabilità. Praticamente quasi 1 su 4, anche se la loro distribuzione territoriale non è omogenea. Le aziende da risanare sono infatti tutte concentrate in 7 Regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Calabria e Sardegna).
 
Ma vediamo il dettaglio regione per regione:
 
Piemonte. Le 6 aziende censite presentano tutte bilanci in rosso, ma sono solo 3 quelle a rischio presentando un buco superiore ai 10 milioni di euro, anche se l’AO San Luigi sfora il limite per 145 mila euro e quindi potrebbe anche cavarsela. Le altre tre, pur in deficit, lo sono però per percentuali inferiori al 10% previsto dalla stabilità e quindi dovrebbero salvarsi dal piano di rientro.
 
Lombardia. Tutte in pareggio o in attivo le 35 aziende ospedaliere dlela Regione che supera quindi l’esame a pieno titolo.
 
Veneto. Sulle 3 aziende censite, 2 superano i 10 milioni di euro di deficit e quindi entrerebbero in piano di rientro, mentre la terza è in attivo.
 
Friuli Venezia Giulia. Tutte in attivo le 5 aziende censite.
 
Liguria. In rosso, per cifre superiori ai 10 milioni di euro, le due aziende liguri, anche se una di queste (il Gaslini) sfora la soglia di soli 395mila euro.
 
Emilia Romagna. Tutte in attivo le 6 aziende ospedaliere censite.
 
Toscana. In rosso invece tutte e quattro le aziende toscane. Ma in Piano di rientro andrebbero solo in tre perché il Meyer ha un disavanzo sotto quota di allarme.
 
Umbria. Bene per le aziende umbre, tutte due in attivo.
 
Marche. Bene anche per le tre aziende marchigiane, tutte quante in attivo.
 
Lazio. Profondo rosso invece per le 9 aziende laziali, tutte concentrate nella capitale, con disavanzi oltre la soglia e il disavanzo record italiano di oltre 158 milioni per il San Camillo Forlanini su poco più di 297 milioni di ricavi.
 
Campania. Tutte promosse le 10 aziende campane, delle quali 9 in attivo e una in deficit ma di "soli" 506mila euro su ricavi per oltre 121 milioni.
 
Puglia. Bene anche le aziende pugliese, tutte e 4 in attivo.
 
Basilicata. Promosse anche le 2 aziende lucane, entrambe in attivo.
 
Calabria. Sulle 5 aziende calabresi, 2 andrebbero in piano di rientro superando le soglie di deficit consentito mentre delle altre 3 una è in attivo e le altre pur in rosso si situano sotto soglia di allarme.
 
Sicilia. Buone notizie per le 9 aziende siciliane, tutte in attivo.
 
Sardegna. Va male invece all’altra isola italiana con 3 aziende su 3 con rossi oltre soglia e quindi a rischio piano di rientro.
 

 
Fonte: elaborazione Quotidiano Sanità su dati Agenas
Nota: il calcolo sulle aziende destinate al piano di rientro triennale è stato fatto tenendo conto di quanto previsto nelle anticipazioni della legge di Stabilità 2016 (art. 40, commi 4 e 8, vedi bozza

20 ottobre 2015
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