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Focus sul Piano nazionale esiti 2016. Un’azienda ospedaliera su 10 rischia il Piano di rientro per volumi, qualità ed esiti delle cure sotto standard

Siamo andati a vedere cosa cela il nuovo sistema di valutazione Treemap (che misura la qualità delle strutture come previsto dal decreto sui piani di rientro) e abbiamo scoperto che 11 tra Ao, Aou e Irccs pubblici presentano valori oltre i limiti entro cui può essere richiesta la presentazione del Piano di efficientamento. L’80% sono ospedali concentrati al Sud. Primato alla Campania con 4 Aziende a rischio. Ecco quali sono le aziende a rischio

17 DIC - Un’azienda ospedaliera su 10 rischia il Piano di rientro per non essere rientrata nei parametri di qualità previsti dalle norme nazionali. A rivelarlo sono gli ultimi dati del Piano esiti 2016 che tra le novità presenta proprio i primi risultati del nuovo sistema di valutazione Treemap su cui si basa il monitoraggio della qualità delle strutture previsto dalla fattispecie contemplata nella lettera B (la lettera A riguarda invece gli scostamenti di bilancio) del Decreto legge del luglio scorso sui Piani di rientro delle azinede ospedaliere e che prevede che debbano andare in pianto di rientro anche quelle strutture ospedaliere che presentano "un mancato rispetto dei parametri relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure".
 
Per le aziende che presentano questo tipo di carenze il piano di rientro aziendale dovrà prevedere la verifica della qualità dei dati registrati nei Sistemi informativi sanitari; l’analisi della situazione attraverso la conduzione di audit clinici e organizzativi, attraverso un confronto con quelli disponibili sul sito del Programma Nazionale Esiti; un programma specifico di interventi per il rientro negli standard.
 
Da un nostro primo esame dei dati del Pne 2016 abbiamo visto che sono 11 tra Aziende ospedaliere, Aziende ospedaliere universitarie e Irccs pubblici (circa il 10% del totale) quelle che sono a rischio di dover presentare un ‘Piano di efficientamento e riqualificazione’ perché presentano una o più aree cliniche rientranti nella classe molto bassa di valutazione (rossa) corrispondenti al 15% dell’attività totale, oppure perché rientrano in una o più aree nella classe bassa di valutazione (arancione) corrispondenti al 33% dell’attività complessiva.
 
Ecco quali sono:
 
A.O. S. Croce e Carle - Cuneo (CN). PIEMONTE (colore rosso osteomuscolare-15,5% di attività)

 
A.O. Gaetano Pini - Milano (MI). LOMBARDIA (colore rosso osteomuscolare-98,9% di attività)

 
A.O. Cardarelli - Napoli (NA). CAMPANIA (colore rosso: osteomuscolare-18,9% di attività, respiratorio-18,7% di attività, sistema nervoso -15,9% di attività)

A.O.SSN Policlinico - Napoli (NA). CAMPANIA (colore rosso chirurgia generale-18% di attività)

 
A.O. S. G. Moscati - Avellino (AV). CAMPANIA (colore rosso osteomuscolare-15,4% di attività)

 
A.O. dei Colli P. Monaldi - Napoli (NA). CAMPANIA (colore arancione cardiocircolatorio-37,7% di attività)

 
A.O.U.U. di Foggia - Foggia (FG). PUGLIA (colore rosso nervoso 19,6%-di attività)

 
IRCCSpub C.R.O.B. - Rionero In Vulture (PZ). BASILICATA (colore arancione chirurgia oncologica-55,2%)

 
A.O. Mater Domini - Catanzaro (CZ). CALABRIA (colore arancione cardiocircolatorio-63,5% di attività)

 
A.O. per l'Emergenza Cannizzaro - Catania (CT). SICILIA (colore rosso sistema nervoso-18,5% di attività)

 
A.O.SSN Universitaria di Sassari - Sassari (SS). SARDEGNA (colore arancione gravidanza e parto-34,8% di attività).

 
Luciano Fassari

17 dicembre 2016
© Riproduzione riservata


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