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Centri riabilitativi disabili. Oltre 20 al collasso per blocco regionale tariffe. La denuncia dei centri

Le tariffe riconosciute dalla Regione ai servizi per la disabilità vanno immediatamente ridimensionati. Nelle condizioni attuali oltre 20 centri della Toscana rischiano di chiudere i battenti. A lanciare l'allarme sono stati 17 centri toscani che, insieme, hanno presentato un documento nel quale si chiede l'immediato rialzo delle tariffe ed un incontro urgente con le autorità regionali.

09 GIU - Un drastico ridimensionamento dei servizi alla disabilità e, in alcuni casi, la chiusura. È questo quello che rischiano almeno 20 centri di riabilitazione toscani, a seguito del blocco da parte della Regione delle tariffe riconosciute a queste strutture per il servizio svolto. È per denunciare questa situazione che, oggi, presso la sede dell'Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, si sono riuniti 17 centri toscani.
 
Insieme hanno presentato un documento nel quale si chiede l'immediato rialzo delle tariffe ed un incontro urgente con le autorità regionali. Tutto questo per scongiurare il rischio di una crisi dell'intero comparto riabilitativo toscano: “una crisi hanno spiegato - che coinvolgerebbe gli oltre 2 mila disabili assistiti, le loro famiglie e almeno 2500 lavoratori del settore, fra dipendenti diretti ed indiretti”.
 
Queste tariffe sono bloccate al 31 dicembre del 2010, ma in questi sette anni, oltre all'inflazione - che l'Istat stima essere intorno al 10% - è aumentata la gravità dell'utenza che le Asl inviano ai centri, che dunque hanno dovuto sostenere spese sempre maggiori per adeguare i servizi offerti ai nuovi bisogni di salute degli utenti. Il risultato - hanno aggiunto i 17 centri toscani - è che queste strutture, che da sole seguono oltre 2mila disabili nei servizi residenziali e diurni e svolgono oltre 40mila prestazioni ambulatoriali all'anno, rischiano il collasso”.

 

Il rialzo bloccato dopo mesi di lavori
“Le trattative con la Regione -hanno aggiunto - si sono arenate dopo mesi di lavoro congiunto. In data 23 maggio, ultima di una serie di riunioni presso la sede dell’assessorato della Regione, si sono incontrati senza successo i membri del Coordinamento dei Centri di Riabilitazione (CdR), i dirigenti della Regione e i delegati delle Aziende Usl, per rilanciare i rapporti di collaborazione in tema di programmazione dei servizi per la disabilità grave e gravissima, e valutare l’incremento delle tariffe. A quest’ultimo riguardo è stata negata qualsiasi disponibilità di risorse aggiuntive”.
 
La fotografia dei centri toscani
I CdR no-profit della Regione che aderiscono al Coordinamento CdR Toscani sono oltre 20, afferiscono alle più grandi e storiche associazioni di familiari dei disabili, quali Anffas e Aias, alle Diocesi toscane, agli Istituti religiosi, alle Misericordie toscane e alle fondazioni di solidarietà di ispirazione laica. Accolgono oltre 2mila disabili nei servizi residenziali e diurni e svolgono oltre 40mila prestazioni ambulatoriali all’anno, impegnando migliaia di posti di lavoro, senza contare l’indotto. I Centri di Riabilitazione costituiscono un patrimonio storico e culturale in ambito regionale che ha costruito e implementato da più di cinquanta anni i servizi di supporto riabilitativo e sociale ai disabili neuropsichici gravi e gravissimi. Contrariamente a quanto avvenuto in passato in coerenza con gli stessi valori fondanti dello Statuto regionale, questo settore, da alcuni anni, non riceve più l’attenzione necessaria.
 
Perché aumentano i costi: casi sempre più gravi
“L'aumento dei costi si lega a diversi fattori. Innanzitutto - hanno spiegato ancora i centri firmatari del documeto - è dovuto all'aumentata gravità dei casi che le Asl inviano ai centri: sono sempre maggiori e più complessi i casi di autismo, ad esempio, e quelli di doppia diagnosi (grave deficit cognitivo e problemi di salute mentali). Ma all'aumento dei costi concorrono anche gli adempimenti organizzativi e strutturali richiesti dalle nuove normative di accreditamento regionale dei servizi sanitari e socio-sanitari. Tutto questo ha come risultato che i centri, specialmente quelli più piccoli, siano sull'orlo del collasso, mettendo in forse la continuità del servizio svolto e la regolare remunerazione del personale dipendente”.
 
Due delibere della Regione da attuare
" L’assenza di attenzione regionale a questo settore - hanno spiegato - si concretizza in un grave pregiudizio economico-finanziario. Eppure, due recenti delibere regionali (la 551/2011 e la 841/2012) indicavano tutt'altra direzione, prevedendo una sempre più stretta collaborazione tra pubblico e privato no-profit che, del resto, ha caratterizzato la politica sanitaria regionale in questo settore da oltre 20 anni”.
 
Le richieste dei centri
Ecco cosa chiedono i centri, a seguito dell’assemblea che li ha visti riuniti il 25 maggio a Prato: “i Presidenti dei Centri, consapevoli di aver garantito, nonostante le risorse economiche a disposizione sempre più ridotte, un servizio efficiente e qualitativo a favore dei cittadini toscani più vulnerabili, denunciano con forza tale situazione e chiedono alle autorità regionali di rivalutare la posizione assunta, aprendo una seria e concreta trattativa sulle tariffe, in modo da giungere entro l'estate ad un accordo che permetta ai Centri di continuare a svolgere con il consueto impegno la loro attività a favore delle persone con disabilità grave e gravissima. L’assemblea ritiene che si debba operare al fine di non causare disagi ulteriori a questa parte debole della popolazione toscana, alle centinaia di famiglie coinvolte e che si debba scongiurare la perdita di numerosi posti di lavoro a causa dell’inevitabile ridimensionamento dei servizi”.
 
Chi ha sottoscritto la richiesta
Aiaba Firenze, Aias Onlus Massa Carrara, Anfass Onlus Firenze, Massa Carrara e Prato, C.T.E. Rignano sull’Arno,Cro Firenze, Fondazione C.Ri.D.A. Prato, Fondazione Filippo Turati Pistoia,Fondazione Opera Diocesana Assistenza Firenze, Fondazione Opera Santa Rita Prato, Fondazione San Sebastiano (Arciconfraternita Misericordia)  Firenze, Fondazione Stella Maria Pisa, Centro Agazzi dei Padri Passionisti Arezzo, Centro Medaglia Miracolosa Suore di Santa Marta Viciomaggio Arezzo,P.A.M.A.P.I. Firenze e Villaggio della Consolata Consorzio Co.Ri. Arezzo.

09 giugno 2017
© Riproduzione riservata


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