I manifesti anti RU486 apparsi anche a Roma. Gli psicologi: “Informazioni false e ingannevoli”
Lo dichiara la dott.ssa Mirta Mattina, referente dell’area Salute perinatale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio. ”I manifesti – prosegue Mattina – non solo contengono informazioni scientificamente false circa una presunta pericolosità del farmaco RU486, utilizzato per l’interruzione di gravidanza, ma soprattutto si configurano come una grave forma di stigmatizzazione morale e sociale delle donne che decidono di abortire, configurandosi quindi come una forma di violenza nei confronti delle donne, i cui effetti psicologici possono essere gravi. L’aborto è un diritto delle donne garantito in Italia dalla Legge, le motivazioni che inducono una donna a compiere tale scelta non sono mai sindacabili e la possibilità di autodeterminarsi e
compiere scelte informate e libere è un importantissimo determinante della salute. Sottolineiamo inoltre che l’attuale fase pandemica dovrebbe incoraggiare il rafforzamento dei servizi territoriali e, nel caso in questione, privilegiare la scelta dell’aborto farmacologico, rispetto
a quello chirurgico, proprio per non sovraffollare le strutture ospedaliere, già provate dall’emergenza Covid e non esporre le donne ad un inutile rischio di contagio per essere costrette a dover optare unicamente per la scelta dell’aborto chirurgico in sede ospedaliera”.
Anche l’immagine del manifesto, secondo la referente dell’Ordine Psicologi Lazio, è decisamente ingannevole: “Raffigurare una sorta di Biancaneve in abito candido, riversa a terra dopo aver assaggiato un mela rossa avvelenata in primo piano, veicola molteplici messaggi fuorvianti e discriminatori, suggerendo che le donne che ricorrano all’IVG farmacologica siano delle persone ingenue e sprovvedute, non informate dei supposti effetti tossici di tale farmaco. La descrizione depotenziante e infantilizzata delle donne è assolutamente contraria ai principi di empowerment sui quali si fonda la promozione della salute evidence based, che fa della valorizzazione delle competenze dell’assunzione di responsabilità rispetto alla propria salute, il cardine fondamentale della sua azione. Sulla vicenda – conclude Mattina – si sono espressi e mobilitati gruppi di donne, cittadini che vivono nei territori interessati alle affissioni, rappresentanti istituzionali e società scientifiche”.
09 Dicembre 2020
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Se la diagnosi è la solitudine, il medico deve ricorrere alla prescrizione sociale. Oms designa un centro per promuoverla

Gliflozine in farmacia. “Una rivoluzione gentile. Risparmio da 9,2 milioni in tre mesi e il 94% dei pazienti è soddisfatto”. Intervista al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato

La sanità pubblica (sempre più definanziata) perde terreno mentre avanzano privato e assicurazioni. Upb: “Il Ssn è sempre più un sistema ibrido”

Scontro su competenze infermieri. Rocca: “Medici lobby potentissima”. Magi (Omceo Roma): “Inutilmente divisivo”

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari