Formazione Medicina generale. Fimmg: “Sconcertati da scelta di far slittare data del test”

Formazione Medicina generale. Fimmg: “Sconcertati da scelta di far slittare data del test”

Formazione Medicina generale. Fimmg: “Sconcertati da scelta di far slittare data del test”
Il sindacato critica la decisione delle Regioni: “Le inevitabili ricadute di tale scelta avranno ripercussioni sia sull’immediato presente, poiché il territorio verrà depauperato di Medici in formazione che possano intervenire su più fronti in questa pandemia (come già dimostrato in questi mesi), sia sul prossimo futuro con la riduzione del numero dei Medici di Medicina Generale”.

“Con sconcerto abbiamo appreso quanto esplicitato nella nota in cui il Coordinatore della Commissione Salute comunica il rinvio ad aprile 2021 della prova di ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2020-2023, già fissata precedentemente per il 28 gennaio 2021”. È quanto scrive Fimmg Formazione in una lettera inviata al Ministro della Salute, Roberto Speranza e alle Regioni.
 
“Riteniamo – prosegue il sindacato – che in un momento così delicato per il nostro Paese, che già si trova in difficoltà per la carenza di Medici formati a disposizione del territorio, tale provvedimento non sia ammissibile e, soprattutto, risulti in conflitto con quanto esplicitato nell’ultimo DPCM del 3 dicembre 2020 il quale, all’articolo 1, comma 10, lettera z, evidenzia che “è sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all'esercizio delle professioni, […] ad esclusione dei concorsi per il personale del Servizio Sanitario Nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile, ferma restando l'osservanza delle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione n. 1 del 25 febbraio 2020 e degli ulteriori aggiornamenti.””
 
“Le inevitabili ricadute di tale scelta – evidenzia la Fimmg – avranno ripercussioni sia sull’immediato presente, poiché il territorio verrà depauperato di Medici in formazione che possano intervenire su più fronti in questa pandemia (come già dimostrato in questi mesi), sia sul prossimo futuro con la riduzione del numero dei Medici di Medicina Generale a disposizione, negando così a milioni di cittadini l’assistenza primaria. Sono migliaia i colleghi motivati, che rimangono in attesa del concorso per il CFSMG e che ora vedono prolungarsi ulteriormente l’inserimento nel percorso della Medicina Generale. La pandemia ha reso evidenti tutti i problemi legati alla mancata attenzione nei riguardi della demografia professionale e nonostante questo, ancora una volta, viene ulteriormente dilazionato il tempo necessario per l’inserimento nel percorso di formazione specifica. Da anni FIMMG Formazione denuncia il rischio di lasciare i cittadini senza Medici di Medicina Generale e, stando alle stime dei pensionamenti, il futuro non è per niente roseo: nei prossimi 5 anni smetteranno di lavorare 14.908 medici di famiglia e 14 milioni di italiani potrebbero rimanere senza Medico di Famiglia; il trend sarà poi destinato a peggiorare ulteriormente nel 2028, quando mancheranno 33.392 Medici di Famiglia”.
 
“È evidente – si legge nella lettera – quindi come i numeri appena presentati suggeriscano di non perdere più tempo prezioso, come invece accadrà se la data del concorso verrà reinviata. È doveroso inoltre considerare anche il concreto rischio di ulteriori successive posposizioni poiché le motivazioni addotte, cioè la difficoltà nell'individuare luoghi in cui svolgere le prove nel rispetto delle indicazioni di tutela sanitaria a protezione di candidati, commissioni e addetti, saranno sicuramente presenti anche in futuro. Riteniamo che rallentare i percorsi di accesso alla professione per poi cercare in seguito soluzioni alternative (e talvolta sanatorie vere e proprie) per rispondere alle carenze di MMG non solo sia una risposta inadeguata, ma ci espone al grave rischio di intaccare la qualità dell’assistenza e delle cure per i cittadini”.

18 Dicembre 2020

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