Cgil: “804 gli Oss senza contratto”, il racconto di una precaria in prima linea che ha contratto il virus e poi perduto il lavoro

Cgil: “804 gli Oss senza contratto”, il racconto di una precaria in prima linea che ha contratto il virus e poi perduto il lavoro

Cgil: “804 gli Oss senza contratto”, il racconto di una precaria in prima linea che ha contratto il virus e poi perduto il lavoro
“Eravamo angeli, eroi, mi sono fatta quindici giorni di terapia intensiva, ho vissuto il dramma dei pazienti che curavo. Siamo stati sottoposti a turni massacranti, abbiamo dato tutto. Oggi a distanza di tre mesi ho ancora difficoltà a camminare e mi ritrovo messa alla porta…”. Il sindacato spiega: “Questi precari risalgono a graduatorie stilate con avvisi pubblici anche oltre dieci anni fa, precedenti al concorso regionale”.

Sono 804 gli Operatori socio sanitari delle sei Asl pugliesi a cui non sono stati rinnovati i contratti scaduti il 31 gennaio. “Siamo impegnati affinché si eviti un conflitto tra lavoratori, i precari da un lato, i vincitori e gli idonei del concorso dall’altro. La politica deve assumersi la responsabilità di scelte che contemperino interessi collettivi nel rispetto delle norme. Per questo siamo pronti a denunciare a ogni livello istituzionali atteggiamenti e decisioni che ledono non solo i diritti dei lavoratori ma anche quelli dei pazienti”.

È la posizione espressa ieri mattina dal segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, nel corso di una conferenza stampa. Tra i precari presenti alla conferenza Elisabetta Carlà, 45 anni, in servizio dal 2009, che a ottobre – lei assegnata proprio al reparto Malattie Infettive dell’ospedale Perrino di Brindisi – ha contratto il virus.

“Eravamo angeli, eroi, mi sono fatta quindici giorni di terapia intensiva, ho vissuto il dramma dei pazienti che curavo. Siamo stati sottoposti a turni massacranti, abbiamo dato tutto. Oggi a distanza di tre mesi ho ancora difficoltà a camminare e mi ritrovo messa alla porta, senza lavoro, con una figlia di 18 anni che cresco e senza reddito per poter pagare un affitto e le utenze. Questo è il grazie dello Stato per il lavoro svolto”.

“I precari di cui parliamo – spiega Domenico Ficco, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil pugliese – risalgono a graduatorie stilate con avvisi pubblici anche oltre dieci anni fa. Usati nel corso del tempo come tappabuchi, soprattutto nel periodo emergenziale vissuto con la prima ondata pandemica. Precedenti quindi al concorso regionale che solo a giugno 2020 ha visto stilare la graduatoria definitiva con 2.445 vincitori e oltre 13mila idonei”.

“Chiediamo di rispettare la dignità di uomini e donne che si sono sacrificati ben oltre il previsto”, conclude Gesmundo.

03 Febbraio 2021

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