Covid. Dimesso ultimo paziente di Codogno, ospedale simbolo della pandemia

Covid. Dimesso ultimo paziente di Codogno, ospedale simbolo della pandemia

Covid. Dimesso ultimo paziente di Codogno, ospedale simbolo della pandemia
A circa 16 mesi dal ricovero del primo paziente italiano Covid, chiude oggi all'ospedale di Codogno l’area dedicata al trattamento del virus. “È un giorno che vivo con profonda emozione”, ha scritto il responsabile del servizio di Pneumologia e referente dell’“Area Gialla covid”, Francesco Tursi, in una lettera in cui ripercorre questi mesi di battaglia al virus e ringrazia tutti, dai colleghi ai pazienti.

È stata chiusa l'area covid dell’ospedale di Codogno. Lo stesso ospedale dove, nel febbraio 2020, fu ricoverato il primo paziente italiano che aveva contratto il Covid. Proprio oggi è stato dimesso l'ultimo paziente guarito dal virus. A darne notizia, insieme alla Asst di Lodi, Francesco Tursi, responsabile del servizio di Pneumologia e referente dell’“Area Gialla covid”, che ha voluto raccontare questi 16 mesi di guerra al virus in una lettera: “È un giorno che vivo con profonda emozione”, dice Tursi nella lettera rilanciata dalla agenzia.

Il referente dell’“Area Gialla covid” ha voluto ringraziare tutti per l'impegno dimostrato. Il personale ospedaliero ma anche i pazienti. “Avete condiviso con noi questo periodo così delicato della vostra vita – scrive – spero che tutti noi siamo stati in grado di essere all'altezza delle vostre aspettative. Posso solo dirvi che noi dell'Area Covid di Codogno ce l'abbiamo messa tutta. Grazie per le numerose testimonianze di affetto nei nostri confronti che ci hanno commosso e gratificato”.

Per Tursi “nulla è stato pari al volto anche solo di un paziente che avevamo aiutato a guarire, vedere nei suoi occhi battere la vita. Risalire alla vita, come lentamente tutti stiamo facendo ai margini di un momento che verrà ricordato nei libri di storia”.

“Sono stati – prosegue il medico – i mesi più intensi della mia vita e voi li avete resi memorabili nel mio cuore e nella mia mente”. Cita gli infermieri “che si sono spesi senza risparmiarsi, mettendo a rischio anche la propria vita per il bene dei nostri concittadini. Nelle notti, quelle che apparivano insormontabili per alcuni pazienti, voi siete stati una sorta di faro, una luce accanto, potente e dolce. Siete stati per i giovani medici quel personale esperto che li ha rassicurati”.
 
Ringrazia gli Oss e gli ausiliari “per l'impegno e l'amore che hanno regalato ai nostri pazienti, coccolandoli e prendendosene cura come mai avevo visto in vita mia”. E rivolge il suo grazie anche alle “addette alle pulizie, perché la nostra area e le stanze dei pazienti sono sempre state splendenti e la gentilezza che hanno mostrato nei confronti di tutti è stata encomiabile”.

Poi i fisioterapisti, perché “risalire dal tunnel del Covid è stato possibile” per i pazienti “grazie alla vostre sapienti mani e alla vostra conoscenza profonda del corpo, dei muscoli, delle ossa”. E ancora Tursi dice grazie a quelli che definisce i suoi “eroi del Covid, i giovani medici” che “sono stati instancabili ed indomabili, si sono spesi alacremente crescendo in maniera esponenziale”.
 

04 Giugno 2021

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